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Quali sono i cibi più sani?

Per curare il proprio benessere non è importante occuparsi solo dell’aspetto esteriore, essere sani infatti significa anche avere una corretta educazione alimentare fin dall’infanzia, al fine di abituarsi ad una dieta “health friendly”, per procedere con l’età adulta in cui è fondamentale che l’organismo resti in perfetto equilibrio. Frutta e verdura da sempre si confermano i migliori alleati in questa battaglia ma di quali alimenti in particolare sarebbe davvero necessario fare uso e perché? Ecco  di seguito 8 cibi davvero indispensabili per essere sani e in forma.

I cibi più sani

Legumi: la grande famiglia dei legumi è, in generale, un insieme di prodotti molto salutari. Dai piselli alle lenticchie passando per ceci e fagioli, le funzioni che vanno a rafforzare sono davvero numerose. Tra gli effetti benefici degni di nota infatti, i legumi agiscono sull’organismo abbassando il colesterolo, regolando il livello di zuccheri nel sangue e riducendo il rischio di cancro poiché  esercitano una azione di pulizia su tutto il canale digerente. Sono inoltre carichi di antiossidanti e proteine.

Mix di LegumiKiwi: se si pensa alla vitamina C, la si  abbina quasi esclusivamente solo all’arancia, e se scoprissimo che i kiwi ne contengono il doppio rispetto all’agrume appena indicato? Il kiwi inoltre esercita un controllo serrato sul colesterolo aiuta a fluidificare il sangue abbassando il rischio di coaguli e malattie cardiovascolari.

kiwiCarote: un vero e proprio contenitore naturale di sostanze benevole, che agiscono da ottimi inibitori delle cellule tumorali, in particolare polmoni, ovaie e reni. Fibre vitamina c, potassio, magnesio, fosforo, l’elenco è davvero molto lungo e per non ridurlo è sempre consigliato seguire in suggerimento di Bugs Bunny e  consumarle a crudo.

carote Spinaci: parlando di energia ci vengono in mente gli spinaci dell’amatissimo cartoon Popeye. Essi infatti sono ai primissimi posti della classifica degli alleati della salute a tavola. Per rendere solo l’idea di quanto questo alimento contribuisce al benessere dell’organismo basta dire che contiene vitamine A, C, K, calcio, magnesio, ferro e acido folico, tutte sostanze buone  che permettono di mantenere in salute le ossa e di contrastare lo svilupparsi di ictus, demenza precoce o di malattie cardiache. Ideale per coloro i quali soffrono di ipertensione perché abbassa naturalmente la pressione.
spinaci

I cibi più sani…e gustosi!

Se è vero che frutta e verdura la fanno da padrone in questo elenco, non è detto però che si debba rinunciare a gusti più decisi o ai piccoli piaceri del palato, la lista infatti prevede altresì alimenti che consentono di soddisfare anche le nostre papille gustative.

Pesce azzurro: Tra tutte le proteine animali il pesce è il migliore poiché  ricco di Omega 3, Omega 6 e acidi grassi, essenziali per mantenere sotto controllo il livello di colesterolo. E’ quindi fondamentale per la prevenzione di ictus e infarti. Attenzione però, sempre consigliato è restare orientati verso il pesce azzurro, meno grasso rispetto ad altre tipologie.

Pesce azzurroPane: pasta e pane di tipo integrale non dovrebbero mai assentarsi da una dieta sana e variata. Essi contengono vitamine, sali minerali e fibre oltre che una percentuale di proteine tale da permettere l’ abbassamento dell’ indice glicemico.

PaneVino: quante volte abbiamo sentito i racconti dei nonni che fin da piccoli, bevevano una scodella di vino al giorno e “saltavano i fossi per lungo”? Non avevano tutti i torti! Se è vero che la moderazione è assolutamente necessaria poiché l’abuso di alcool agisce negativamente a livello cerebrale, bevendo una volta al giorno un bicchiere di vino rosso contenente antocianine, è possibile ridurre il rischio di diabete e di malattie cardiovascolari.

VinoIl cioccolato è il grande incompreso dell’elenco, etichettato da sempre come alimento dannoso è invece ricco in flavonoidi, ciò contribuisce a protegge il sistema cardiovascolare (meglio ancora se contiene fino al 72% di cacao).

CioccolatoUna volta consigliati gli alimenti più importanti per condurre uno stile di vita alimentare sano ed equilibrato è giusto infine precisare che è soprattutto la quantità di cibo ingerito a fare la differenza e la vecchissima regola del “ di tutto un po’ ”, è ancora assolutamente attuale.

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Gli Alpini invadono Treviso

“Di qui non si passa!” tuonava il primo ispettore generale degli Alpini Luigi Pelloux nel 1888 in occasione del banchetto ufficiale in onore dell’imperatore di Germania in visita a Roma. Ed ancora oggi, a 129 anni di distanza, questo motto viene preso alla lettera dalle Truppe di montagna dell’Esercito italiano che hanno festeggiato a Treviso la 90° adunata nazionale del Piave tenutasi tra il 12 e il 14 Maggio 2017 (la seconda domenica di Maggio come da tradizione), invadendo la provincia trevigiana e paralizzando il traffico in un tripudio di sfilate e festeggiamenti fino a notte fonda. Durante tutte e tre le giornante, per l’occasione, gli Alpini di tutto lo stivale si sono mobilitati per raggiungere il Veneto e celebrare il ricordo della prima adunata spontanea tenutasi sul monte Ortigara, nel vicentino.

Gli Alpini invadono Treviso

31Il Programma
Il programma previsto, fitto di eventi si è aperto alle h 9:00 del 12 Maggio con l’ Alzabandiera e la deposizione della corona al Monumento ai caduti in Piazza della Vittoria. In Zona Porta Fra Giocondo successivamente è stata inaugurata la Cittadella degli Alpini e l’opera in Parco G. Mazzotti realizzata dalla Protezione Civile. Nel pomeriggio poi sono cominciate le sfilate ufficiali dei Gonfaloni della provincia e del comune di Treviso con, in testa, il Labaro Ana (simbolo dell’Associazione) e la Bandiera di Guerra. Il giorno seguente la parata è continuata con i Gonfaloni delle delegazioni di altri comuni del trevigiano, gli interventi delle istituzioni primarie legate all’evento ovvero il Presidente nazionale al S.O.N., Protezione Civile Ana e Ospedale da Campo Ana e il saluto del sindaco e del Presidente nazionale a tutte le autorità. L’ultimo giorno la sfilata ha proseguito il suo corso con tutte le restanti delegazioni territoriali per chiudersi con il passaggio di consegna dell’incarico al sindaco di Trento (comune che ha ottenuto la responsabilità per l’adunata 2018).

Sfilata alpini

Non solo formalit
Durante il corso di tutte e tre le giornate ai momenti più formali con protagoniste le delegazioni e le massime autorità si sono intervallate iniziative ludiche, massima espressione dell’unione del gruppo Alpini di tutto il territorio italiano. Ecco allora che Treviso si è trasformata in una “cassa a cielo aperto” con i cori di cappelli piumati disseminati in 11 diverse piazze opportunamente segnalate. Un momento in cui poter liberare la voce e sentirsi parte di un gruppo che da oltre un secolo fa del patriottismo il proprio culto. Ad accompagnare le voci più o meno mature di Alpini e civili gli strumenti di oltre 30 fanfare che hanno contribuito ad aumentare il senso di festa e di unione tipico delle “Penne Nere”.

Fanfara Alpini

Il miglior benvenuto
Quale miglior benvenuto di un bel prosecchino per una massa di Alpini convogliati in tutta la marca trevigiana?
L’intera produzione vitivinicola della zona garantita da Consorzi di Tutela si è messa al servizio degli amici Alpini per accentuare il clima di festa che ha dilagato senza alcun imprevisto per tutto il week end, offrendo un ricco percorso enogastronomico in un territorio che in precedenza ha “accolto” a malincuore le trincee e le “ferite” della Grande Guerra che resteranno incastrate nella nostra memoria per sempre.

Gli Alpini e il prosecco

Laddove un tempo si è sofferto molto, Treviso in tutto il suo consueto splendore ha tamponato dolore e pena con canti, musica, solidarietà, gioia di vivere e di essere partecipe della nostra storia.  Perché solo con l’unione si può porre fine al conflitto, solo con la solidarietà si può urlare all’odio “DI QUI NON SI PASSA!”.

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Parma per la pizza: il campionato mondiale

Se mettiamo insieme farina, acqua, pomodoro e mozzarella c’è solo una cosa che immediatamente può balzare alla mente: la pizza! Classica, battuta, su pala… da alimento semplice di pochi ingredienti la pizza, nel tempo (le prime testimonianze risalgono al 997 D.C. ma la connotazione attuale fu assunta agli inizi del XIX secolo),  ha dimostrato di potersi sempre reinventare nella forma, nel gusto, nella presentazione e così via assumendo il ruolo di grande protagonista della cucina italiana e internazionale.

Pizza: Il mare del vivere

Pizza: Il mare del vivere
Pizzaiolo: Pierluigi Striuli

Questa posizione di rilievo per i palati di tutte le popolazioni mondiali ha portato alla nascita del Campionato Mondiale della Pizza giunto ormai alla 26° edizione. A fare da cornice a questo evento sempre in continua espansione sia di grandezza che di prestigio è la città di Parma, patria di ingredienti e prodotti tipici quali il prosciutto crudo, il formaggio grana, il salame felino e molti altri, che la rendono il tempio perfetto in cui portare la Pizza ai massimi livelli di sapore. Ed è proprio in questa occasione che Parma mostra il suo volto più multiculturale, rendendosi punto d’appoggio per i pizzaioli provenienti dalle più disparate parti del mondo e che si batteranno a colpi di ricette segrete, impasti innovativi, prodotti “health friendly”.

Quest’anno la competizione si è svolta tra l’8 e il 10 maggio, presso il “Palacassa”, polo fieristico parmigiano, interamente attrezzato per gestire al meglio tutta l’organizzazione dell’evento, dalla componente più burocratica delle iscrizioni dei mastri pizzaioli, all’accoglienza di turisti curiosi, senza dimenticare stampa, media, marketing, pubblicità e strumentistica per la cottura delle pizze in gara che ovviamente sono state predisposte e cotte sul momento. 11 sono state le sfide in cui i professionisti della pizza iscritti (729 concorrenti in tutto) hanno gareggiato per tentare di iscriversi nell’albo d’oro dei primi classificati dopo essere stati scrupolosamente valutati da una giuria di esperti, altamente qualificati, del settore enogastronomico: tra le altre elenchiamo la gara per la miglior “pizza senza glutine”, “pizza napoletana stg”, “pizza in teglia”, “pizza più larga”, “pizza a quattro mani”.

pizza, Palacassa

Ad aggiudicarsi la vittoria per la competizione “classica”, la più ambita ma anche la più combattuta con oltre 450 sfidanti, è stato Giorgio Sabbatini, pizzaiolo presso la pizzeria “Love It” di Milano che ha trionfato con la sua  pizza “10 pomodori” interpretati in una semplicissima quanto squisita margherita. La tecnica italiana ancora una volta si è riconsacrata apice assoluto della cucina mondiale sbaragliando la concorrenza sia per quanto riguarda i sapori sia per l’aspetto logistico.

Vincitore campionato mondiale della pizza 2017

Il comune di Parma, grande sostenitore della competizione, ha permesso infatti, gestendo saggiamente la parte organizzativa dell’evento in collaborazione con “Pizza e Pasta Italiana” (la più diffusa testata specializzata al mondo) , di far si che tutto funzionasse per il meglio, lasciando performers e visitatori entusiasti e soddisfatti. E proprio la perfezione della macchina organizzativa ha permesso che questo concorso, dopo tutti questi anni, ancora si stia evolvendo senza il rischio di battute d’arresto. Le stime infatti per le future edizioni prevedono un’affluenza sia di competitors che di pubblico del tutto incoraggiante. Ancora una volta, con grande piacere, Parma si metterà al servizio di un prodotto che, senza troppa fatica, ogni giorno viene consumato quasi 5 milioni di volte (dati Fipe) e produce un fatturato italiano di circa 10 miliardi di euro l’anno che si moltiplica almeno per dieci (100 miliardi di euro) su scala planetaria.

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Cremona, l’ecomuseo a cielo aperto

Il progetto dell’amministrazione provinciale di Cremona “Territorio come ecomuseo” nasce dalla voglia di offrire al turista, alle scuole e ai propri cittadini la possibilità di riscoprire i paesaggi cuneensi in tutta la loro ricchezza di fauna e flora, evidenziando quanto l’ambiente naturale si sia riadattato e modificato nel corso del tempo per opera dell’uomo. Altro scopo è analizzare e monitorare l’insieme di segni e impronte presenti ancora oggi ma testimoni del passato che abbiamo lasciato alle spalle.

Nuclei dell’ecomuseo

Lo sviluppo del progetto prevede tutta una serie di cosiddetti “nuclei ecomuseali” sparsi per l’ intera provincia (molti dei quali siti nella parte alta di Cremona, soprattutto tra i fiumi Adda e Oglio, fino al confine con la provincia di Bergamo),  accompagnati da una approfondita e specifica cartellonistica che offre tutte le informazioni necessarie a conoscere l’insieme di elementi naturalistici della zona in cui ci si trova, associati alle componenti artificiali inserite dall’uomo per la sua sussistenza, creando così un percorso storico-antropologico a tutti gli effetti. Tra gli altri, alcuni dei nuclei più importanti sono CASTELLEONE – SAN BASSANO: la strada romana Mediolanum-Cremona, CASALMORANO: le centrali idroelettriche di Mirabello Ciria e della Rezza, PANDINO: i prati del Pandinasco, PIEVE D’OLMI: gli argini del Po.
Ecomuseo cremona

Un percorso didattico alla scoperta del paesaggio padano
Parallelamente allo sviluppo del percorso ecomuseale si è introdotto  il “Percorso didattico alla scoperta del paesaggio padano” che, sito presso la Cascina Stella di Castelleone (all’interno del Bosco didattico) si propone di raccontare ad un pubblico vario ma soprattutto alle classi scolastiche, l’evoluzione storica, lunga quasi due milioni di anni, del territorio padano attraverso le tracce di cui è disseminato, lasciate dai nostri avi, per arrivare alla conformazione attuale. Per vivere appieno questa emozionante esperienza a contatto con la natura è possibile affidarsi ad un personale attentamente selezionato e competente che, a seconda della tipologia di pubblico, aiuterà i visitatori ad immergersi totalmente in questa scoperta territoriale senza limitarsi a restare meri spettatori passivi.

Il paesaggio dei fiumi
Sempre nel contesto della Cascina Stella di Castelleone è possibile prendere visione di materiali mediatici, come filmati audiovisivi e diapositive riguardanti l’incredibile evoluzione che i quattro fiumi cremonesi il Serio, l’Adda, l’Oglio e il Po hanno subito nel corso della storia.

Ecomuseo Cremona

Il Centro per la cura e la riabilitazione della fauna selvatica
Altra importante iniziativa della Cascina Stella ha portato allo sviluppo del Centro per la cura e la riabilitazione della fauna selvatica in difficoltà che, ad oggi è gestito da A.N.P.A.N.A (Associazione Nazionale Protezione Animali Natura Ambiente). Il Centro non è visitabile, ma a seconda del periodo e se il personale specializzato lo ritiene non dannoso per l’animale ,il pubblico può, nel corso dell’apertura domenicale del Bosco didattico, assistere alla liberazione degli animali riabilitati presso il centro di recupero.

Ecomuseo Cremona

BioBlitz: attivi per l’ambiente
Il 20 e 21 Maggio 2017 si è svolto il BioBlitz, un’iniziativa sempre proposta dalla Provincia di Cremona per sensibilizzare la popolazione alla cura dell’ambiente. Esperti in materia e cittadini hanno collaborato allo scopo di raccogliere quanti più dati possibili su fauna e flora della zona in un arco di tempo di 24 ore al fine di analizzarli e individuare punti critici, e margini di miglioramento per la “sanità territoriale”. Il risultato di questi dati sarà successivamente a disposizione di tutti sulla piattaforma internazionale iNaturalist.org.

Cremona, da sempre attenta al benessere dei paesaggi di cui è costituita, riconferma il suo impegno costante nella sensibilizzazione della popolazione in materia ambientale, rendendo i suoi abitanti parte attiva ed integrante di ricerche, prevenzione e cura del territorio stesso. Perché la salute dell’uomo passa anche dal terreno su cui cammina.

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Superjump: rimanere in forma saltando

Cari vecchi tempi…

Quando da piccolini mamma e papà ci portavano a saltare sul tappeto elastico, eravamo estasiati all’idea di sentirci leggerissimi, ed una azione così semplice come quella di saltare ci permetteva di scaricare lo stress scolastico divertendoci in modo sano. Ma chi dice che saltare col trampolino possa essere una attività adatta solo ai bambini?

bambini che saltanoTanta fatica poco divertimento, il rimedio c’è: Superjump

In un epoca come quella attuale in cui di parole quali fitness, tonicità e allenamento sono ormai diventate un vero e proprio culto da seguire per essere sempre al meglio, si cerca sempre di più di inventare “trainings” che consentano sia il massimo rendimento  che il massimo divertimento, in modo tale da non mollare alla terza seduta. Ecco allora che il salto col trampolino unito alla dinamicità e al ritmo della musica plasmano un binomio “brucia grassi col sorriso” a dir poco perfetto. Stiamo parlando del Jump training o Superjump che si basa appunto sulla pliometria, ovvero l’abbinamento tra una contrazione eccentrica ed una concentrica. Una volta saliti sul trampolino l’allenamento aerobico consiste nell’esecuzione per 30 / 40 minuti di semplici ma efficaci “coreografie” che si impostano su specifici salti il cui scopo non è spingere verso l’alto, bensì verso il basso. Contemporaneamente il busto deve restare assolutamente immobile e inclinato di 10° in avanti in modo da non affaticare colonna vertebrale e giunture delle caviglie. Il tutto viene intervallato da esercizi di “potenziamento” come sqat, affondi o addominali. Sembra difficile da spiegare e per fortuna il mondo del web è pieno zeppo di tutorial da vedere e provare, ma anche le palestre, sempre più, stanno adeguando i loro programmi in modo tale da introdurre questa disciplina, poiché la richiesta è ormai da anni in continuo aumento.

SuperjumpLa domanda delle domande
Vi starete chiedendo un impegno simile quanto può essere vantaggioso e se quindi , tirando le somme, tanto sforzo vale la pena. Con una sola seduta di Superjump si arrivano a briciare fino a 400 kcal, e l’effetto è quello di un massaggio linfodrenante che tonifica e va a bruciare la tanto detestata cellulite su cosce, addome e glutei senza tuttavia ledere la stato fisico di schiena, ginocchia e caviglie che non subiscono un impatto potenzialmente traumatico col suolo (come nel caso della corsa), atterrando invece su una superfice elastica e dolce. E’ inoltre dimostrato che incide positivamente sulla salute cardiovascolare poiché aiuta il ripristino del corretto funzionamento della circolazione sanguigna. Il Jump training, in sé, contiene una componente cardio il cui effetto è l’ossigenazione dell’intero apparato corporeo, portando perciò un vantaggio anche a cuore e polmoni che, essendo entrambi muscoli a tutti gli effetti, hanno necessità di un costante allenamento. Ma non è solo il corpo a registrare i benefici di questa tipologia di pratica, saltare infatti stimola la produzione a livello cerebrale di endorfine che agiscono sulla mente incoraggiando stati emotivi di gioia e rilassamento. Saltare come quando eravamo bambini dunque, stimola la creatività, e concilia il sonno poiché permette di scaricare la tensione e lo stress accumulato durante il giorno a causa di ritmi di vita intensi e delle responsabilità del lavoro, contrastando quindi stati ansiosi e ottimizzando in sunto il vigore psicofisico.

jump trainingPiccolo accorgimento, massima resa
Come abbiamo visto sono davvero tantissimi gli effetti benefici di questa disciplina, che risulta realmente completa ed efficace. C’è solo un unico piccolo accorgimento che è sempre meglio specificare. In questa disciplina, soprattutto per chi è ancora alle prime armi, verrebbe spontaneo saltare verso l’alto, stendendo le gambe (come sarebbe l’effettivo movimento naturale). Questa mossa, abbinata all’atterraggio su superficie morbida porterebbe all’affaticamento della parte lombare della schiena, ed è quindi consigliato, almeno cominciare questo tipo di training seguendo i corsi di allenatori esperti che possono correggere fin da subito i movimenti sbagliati, per non rischiare effetti dannosi indesiderati. Questo, l’unico piccolo monito per superare in poco tempo la temutissima prova costume e sprigionare serenità a vista d’occhio.