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Suoni di Marca: Treviso è musica

 

Treviso si è sempre dimostrata, soprattutto negli ultimi anni, una provincia capace di restare sempre al passo con i tempi e attenta alle esigenze di tutta la popolazione che la compone. Uno sguardo particolare è sempre rimasto rivolto ai giovani, cuore pulsante della comunità, che, in futuro, diventeranno fondamentali al fine di mantenere ricca, curata e viva la Marca Trevigiana. Proprio da questa osservazione e attenzione rivolte alle esigenze dei più giovani è nata, ormai 27 anni fa, “Suoni di Marca” una manifestazione che mira ad essere vetrina per i gruppi emergenti veneti e possibilità di incontro con artisti di fama nazionale ed internazionale.
Suoni di Marca

La manifestazione Suoni di Marca

Concepita con l’idea di creare serate a tema, coerenti dal punto di vista musicale, culturale, enogastronomico e ludico, Suoni di Marca, per l’edizione 2017 si terrà tra il 20 luglio e il 6 agosto, ad ingresso gratuito ed apertura tutti i giorni dalle ore 18:30 fino alle ore 00:00. Quattro saranno i palchi (San Marco, Maggior Consiglio, Caccianiga e Fra’ Giocondo), allestiti presso le suggestive Mura rinascimentali, che fungeranno da perfetto sfondo di un evento che accoglierà più di 150 band e oltre 600 musicisti.
Concepito come “Città nella Città”, Suoni di Marca si propone anche come mercato dedicato all’artigianato, comprendente bancarelle di prodotti home made, le associazioni sportive e di volontariato avranno spazi riservati per farsi conoscere e sarà allestita una intera area dedicata ai più piccoli con servizio di animazione e baby sitting. Anche la buona cucina avrà un ruolo di assoluta rilevanza all’interno dell’evento, con la partecipazione di stand enogastonomici in linea con il tema proposto per le varie serate. L’impegno dell’amministrazione comunale per la buona riuscita della celebrazione è stato davvero notevole, sia dal punto di vista economico che organizzativo. Oltre 150 volontari si impegneranno a gestire al meglio lo spazio e l’ambiente circostante le Mura, per garantire un servizio di qualità e pulito; sono poi state coinvolte alcune scuole superiori nell’ambito dell’Alternanza Suola Lavoro con riconoscimento di crediti scolastici e per alcuni studenti universitari verrà riconosciuta l’esperienza come stage formativo. Anche la dinamica urbana subirà delle, seppur minime, variazioni per agevolare il flusso e la circolazione di pedoni, soprattutto per le ore serali e notturne in cui la visibilità si riduce. Dieci parcheggi inoltre sono stati selezionati per indirizzare e gestire l’afflusso di macchine.

Suoni di Marca

La grande protagonista: la line up musicale

Ad aprire le danze sarà Dente, artista eclettico e visionario, che si è fatto strada per il suo linguaggio minimale e ricercato. La quarta serata vedrà protagonisti i Zen Circus protagonisti del panorama Indie Rock italiano. Il 25 luglio la serata reggae prevederà la presenza di Alpha Blondy, artista ormai simbolo di questa cultura. Il 27 luglio cantautorato tradizionale e avanguardismo si fonderanno nelle parole di Franco Battiato. La sera successiva sensualità e passione invaderanno Treviso durante uno spettacolo dedicato al Tango. A fine mese le donne la faranno da padrone capitanate dal sound graffiante e indipendente di Irene Grandi. Il Metal invece sfogherà la sua energia ad inizio agosto con i Lacuna Coil. Il 3 agosto sarà la volta di Francesco Gabbani e la sua scimmia. Il 4 agosto invece Treviso lascerà spazio al percorso musicale di amore ed amicizia con le parole di Coez. Se il solo assaggio della line up di artisti “Big” già rende Suoni di Marca un evento assolutamente da non perdere, il panorama di artisti emergenti non sarà da meno, tra musicisti e band già affermati nel territorio ed in procinto di fare il salto di qualità come gli Atom Tanks e gli Inverted Signals . Sarà un palco dalle mille emozioni, trampolino di lancio, luogo di incontri nonché occasione per crescere dal punto di vista culturale e musicale. Le maggiori informazioni saranno reperibili al sito www.suonidimarca.it/ contenente il programma dettagliato dell’evento, impossibile da citare per intero.

Suoni di Marca

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Body Sugaring: naturale alleato di bellezza

La ceretta, il grande nemico di tutte le donne. Cera che brucia, peli che tirano, strappi sbagliati, dolore atroce…che ansia! Il detto “se bella vuoi apparire un poco devi soffrire” non potrebbe trovare riscontro migliore proprio durante la depilazione. Per anni i laboratori di ricerca specializzati in trattamenti estetici hanno cercato di porre fine a questa tortura, senza trovare riscontro. Avvolte però la soluzione la si può scorgere sotto il nostro naso, nelle cose più semplici, che magari, con altri scopi, utilizziamo tutti i giorni. E’ il caso del Body Sugaring, un nuovo ed innovativo metodo di depilazione a base di zucchero e limone.

Body Sugaring

Body Sugaring una zuccherina soluzione

Ripescando tra segreti della nonna, usanze egizie antiche (le prime testimonianze di questa tecnica arrivano infatti da reperti mesopotamici) e proprietà terapeutiche naturali, applicando poi piccoli accorgimenti tecnici, il Body Sugaring sembra finalmente aver portato un po’ di tregua in una nota così dolente con quella della depilazione. L’aspetto è quello di una vera e propria cera, poiché lo zucchero viene fatto bollire con il limone fino a raggiungere i 115 °C ed il metodo di applicazione è esattamente lo stesso della ceretta, con distensione del liquido (diventato denso e appiccicoso successivamente alla cottura) in direzione opposta alla crescita del pelo. Fin qui non sembra molto diverso dai trattamenti che già conosciamo e a cui siamo, nostro malgrado, ormai abituate. In effetti presentazione generale e modalità di applicazione sono pressoché identiche, tuttavia la sostanza tenderà, successivamente alla stesura, a irrigidirsi e per rimuoverla basterà strapparla con le dita senza l’ausilio di strisce di carta che spesso tendono a rompersi tirando la pelle e causando dolore.  E’ inoltre il risultato stesso finale e i benefici che questa metodologia di epilazione porta alla nostra cute, a rendere questo trattamento nettamente migliore.

Body Sugaring

I dolci vantaggi del Body Sugaring

Vantaggi ce ne sono davvero molti, ma dobbiamo essere sincere, c’è solo una domanda che ci stiamo ponendo: “Fa meno male della ceretta normale?” La risposta è “Assolutamente si!”. Ciò che rende davvero diversa questa metodologia dalla ceretta classica è la capacità del prodotto di non attaccarsi direttamente alla pelle ma solo al pelo e alle cellule morte, l’effetto quindi risulta esfoliante e lo strappo non comporta l’insorgere di abrasioni che possono causare dolore. Questo aspetto la rende perfetta sia per ampie zone come le gambe sia per zone molto sensibili come inguine o ascelle. Come abbiamo già detto lo strappo avviene direttamente tirando la pasta zuccherosa ormai solidificata, ciò comporta una riduzione notevole di residui facilmente lavabili con un po’ di acqua tiepida ed essendo applicata a temperatura ambiente, diminuisce il rischio di bruciature. La densità di questa tipologia di ceretta infine, permette di arrivare a inglobare anche peli molto corti rendendola perciò più duratura.

Body Sugaring

La natura da sempre si dimostra amica del nostro benessere e ci aiuta a mantenere un aspetto sano e vitale, oggi ci offre anche la soluzione perfetta per attenuare la sensazione di dolore che abbiamo sempre sopportato. Il Body Sugaring, tirando le somme, si dimostra un valido alleato delle donne, dalle più toste alle più sensibili.

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Vino e cibo: l’intesa vincente

Il vino, il nettare degli dei

Soprattutto per quanto riguarda il suolo italiano, fin dai tempi antichi, lo svilupparsi e l’affermarsi della tradizione enologica ha permesso la nascita di una innumerevole quantità di tipologie di vini, alcuni anche molto diversi per colore, corpo e profumo. Già in epoca romana venne però intuita la chiave per poter gustare fino in fondo, indipendentemente dalla varietà, quello che veniva definito il “nettare degli dei”. Sontuose brocche riempite con il “frutto di Bacco” venivano servite insieme a ricchi banchetti colmi di cibo di ogni genere, dal dolce al salato. I romani avevano capito: non si può assaporare del tutto un buon vino senza una adeguata vivanda che lo accompagni. Da allora l’enologia  è diventata una vera e propria materia di studio, con tanto di dati statistici sulle annate, test sull’invecchiamento dei mosti, sommelier preparati a catturare anche la più delicata sfumatura di gusto. Ma non tutti sono esperti e allora come districarsi tra colore, sapore e presentazione dei vini? Per esaltare al meglio una cena con amici o parenti, scegliendo dunque il giusto abbinamento di pietanze e vino.

vinoLe basi
Prima di passare ai veri e propri abbinamenti tra cibo e vivande è bene avere una idea generica delle principali caratteristiche dei vini, visive, di gusto e di presentazione.
Partendo quasi dalla banalità, la proprietà che per prima salta all’occhio è il colore. I più diffusi e conosciuti sono i vini bianchi e i vini rossi; non tutti però sanno che, soprattutto negli ultimi cinquant’anni, grazie al diffondersi di una certa moda, si sono sempre di più affermati i vini rosati.
Passando al corpo (il sapore), i vini rossi acquistano o meno ricchezza di gusto in base al loro grado di invecchiamento ossia il periodo in cui il liquido riposa nella botte. Contrariamente a quanto si pensa pochi sono i vini che per essere serviti al miglio delle loro possibilità vanno invecchiati anche otto-dieci anni dalla vendemmia, sono i così detti vini nobili: Barolo, Grignolino, Corvo di Salaparuta, Inferno e Raboso. I vini bianchi sono i più eterogenei ma non devono essere serviti oltre i due-tre anni di età: ci sono bianchi magri, bianchi corposi, bianchi secchi, bianchi abboccati e bianchi dolci ed uno dei modi più facili per individuarli è mediante il profumo che emanano.
Anche la presentazione in tavola segue regole molto precise: i rossi vanno serviti a temperatura ambiente e sarebbe indicato stappare la bottiglia almeno due-tre ore prima per consentire l’ossigenazione della bevanda. I vini bianchi vanno serviti freschi e non hanno generalmente bisogno di respirare. Davvero fredde vanno servite solo le varietà di spumante.

colori vino

L’abbinamento perfetto
Partendo dai re della tavola, i vini rossi nobili dal sapore ricco e corposo, l’abbinamento perfetto lo trovano con carni rosse altrettanto gustose, cacciagione e più in generale piatti dal sapore deciso. Un esempio di pietanze che ben si sposano con questo tipo di vini possono essere le salsicce in umido, il cotechino lessato o insaccati in genere. Per i rossi più giovani la carne è sempre un accostamento indicato, meglio se preparata con ricette che le conferiscono un sapore più delicato come il pollo con olive, petti di tacchino all’emiliana o le scaloppine del poeta.
Nel caso dei vini bianchi la resa maggiore la ottengono attraverso l’accostamento di ricette a base di pesce soprattutto nel caso di vini bianchi secchi, perfetti per cefali alla griglia, orate alla provenzale  o trote al cartoccio. La verdura ed i contorni in genere invece si sposano bene con bianchi giovani o rossi giovani. I dolci, neanche a dirlo, esigono bianchi dolci. Vi starete chiedendo “e i primi?”, risotti e zuppe seguono in linea di massima la regola degli ingredienti di cui sono composte, la pasta è bene ricordare che vorrebbe solo acqua!

vino e cibo

Se è vero che esperti di enologia hanno passato anni di studi accurati a calibrare i perfetti abbinamenti di cibo e vino, non si può non considerare che, all’apice di tutto, sommo capo delle leggi enogastronomiche c’è e ci sarà sempre il gusto personale, perché l’abbinamento considerato perfetto non deve essere una imposizione culinaria ma semplicemente un “accordo” tra palato e gioia per la buona cucina.