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Body Sugaring: naturale alleato di bellezza

La ceretta, il grande nemico di tutte le donne. Cera che brucia, peli che tirano, strappi sbagliati, dolore atroce…che ansia! Il detto “se bella vuoi apparire un poco devi soffrire” non potrebbe trovare riscontro migliore proprio durante la depilazione. Per anni i laboratori di ricerca specializzati in trattamenti estetici hanno cercato di porre fine a questa tortura, senza trovare riscontro. Avvolte però la soluzione la si può scorgere sotto il nostro naso, nelle cose più semplici, che magari, con altri scopi, utilizziamo tutti i giorni. E’ il caso del Body Sugaring, un nuovo ed innovativo metodo di depilazione a base di zucchero e limone.

Body Sugaring

Body Sugaring una zuccherina soluzione

Ripescando tra segreti della nonna, usanze egizie antiche (le prime testimonianze di questa tecnica arrivano infatti da reperti mesopotamici) e proprietà terapeutiche naturali, applicando poi piccoli accorgimenti tecnici, il Body Sugaring sembra finalmente aver portato un po’ di tregua in una nota così dolente con quella della depilazione. L’aspetto è quello di una vera e propria cera, poiché lo zucchero viene fatto bollire con il limone fino a raggiungere i 115 °C ed il metodo di applicazione è esattamente lo stesso della ceretta, con distensione del liquido (diventato denso e appiccicoso successivamente alla cottura) in direzione opposta alla crescita del pelo. Fin qui non sembra molto diverso dai trattamenti che già conosciamo e a cui siamo, nostro malgrado, ormai abituate. In effetti presentazione generale e modalità di applicazione sono pressoché identiche, tuttavia la sostanza tenderà, successivamente alla stesura, a irrigidirsi e per rimuoverla basterà strapparla con le dita senza l’ausilio di strisce di carta che spesso tendono a rompersi tirando la pelle e causando dolore.  E’ inoltre il risultato stesso finale e i benefici che questa metodologia di epilazione porta alla nostra cute, a rendere questo trattamento nettamente migliore.

Body Sugaring

I dolci vantaggi del Body Sugaring

Vantaggi ce ne sono davvero molti, ma dobbiamo essere sincere, c’è solo una domanda che ci stiamo ponendo: “Fa meno male della ceretta normale?” La risposta è “Assolutamente si!”. Ciò che rende davvero diversa questa metodologia dalla ceretta classica è la capacità del prodotto di non attaccarsi direttamente alla pelle ma solo al pelo e alle cellule morte, l’effetto quindi risulta esfoliante e lo strappo non comporta l’insorgere di abrasioni che possono causare dolore. Questo aspetto la rende perfetta sia per ampie zone come le gambe sia per zone molto sensibili come inguine o ascelle. Come abbiamo già detto lo strappo avviene direttamente tirando la pasta zuccherosa ormai solidificata, ciò comporta una riduzione notevole di residui facilmente lavabili con un po’ di acqua tiepida ed essendo applicata a temperatura ambiente, diminuisce il rischio di bruciature. La densità di questa tipologia di ceretta infine, permette di arrivare a inglobare anche peli molto corti rendendola perciò più duratura.

Body Sugaring

La natura da sempre si dimostra amica del nostro benessere e ci aiuta a mantenere un aspetto sano e vitale, oggi ci offre anche la soluzione perfetta per attenuare la sensazione di dolore che abbiamo sempre sopportato. Il Body Sugaring, tirando le somme, si dimostra un valido alleato delle donne, dalle più toste alle più sensibili.

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Vino e cibo: l’intesa vincente

Il vino, il nettare degli dei

Soprattutto per quanto riguarda il suolo italiano, fin dai tempi antichi, lo svilupparsi e l’affermarsi della tradizione enologica ha permesso la nascita di una innumerevole quantità di tipologie di vini, alcuni anche molto diversi per colore, corpo e profumo. Già in epoca romana venne però intuita la chiave per poter gustare fino in fondo, indipendentemente dalla varietà, quello che veniva definito il “nettare degli dei”. Sontuose brocche riempite con il “frutto di Bacco” venivano servite insieme a ricchi banchetti colmi di cibo di ogni genere, dal dolce al salato. I romani avevano capito: non si può assaporare del tutto un buon vino senza una adeguata vivanda che lo accompagni. Da allora l’enologia  è diventata una vera e propria materia di studio, con tanto di dati statistici sulle annate, test sull’invecchiamento dei mosti, sommelier preparati a catturare anche la più delicata sfumatura di gusto. Ma non tutti sono esperti e allora come districarsi tra colore, sapore e presentazione dei vini? Per esaltare al meglio una cena con amici o parenti, scegliendo dunque il giusto abbinamento di pietanze e vino.

vinoLe basi
Prima di passare ai veri e propri abbinamenti tra cibo e vivande è bene avere una idea generica delle principali caratteristiche dei vini, visive, di gusto e di presentazione.
Partendo quasi dalla banalità, la proprietà che per prima salta all’occhio è il colore. I più diffusi e conosciuti sono i vini bianchi e i vini rossi; non tutti però sanno che, soprattutto negli ultimi cinquant’anni, grazie al diffondersi di una certa moda, si sono sempre di più affermati i vini rosati.
Passando al corpo (il sapore), i vini rossi acquistano o meno ricchezza di gusto in base al loro grado di invecchiamento ossia il periodo in cui il liquido riposa nella botte. Contrariamente a quanto si pensa pochi sono i vini che per essere serviti al miglio delle loro possibilità vanno invecchiati anche otto-dieci anni dalla vendemmia, sono i così detti vini nobili: Barolo, Grignolino, Corvo di Salaparuta, Inferno e Raboso. I vini bianchi sono i più eterogenei ma non devono essere serviti oltre i due-tre anni di età: ci sono bianchi magri, bianchi corposi, bianchi secchi, bianchi abboccati e bianchi dolci ed uno dei modi più facili per individuarli è mediante il profumo che emanano.
Anche la presentazione in tavola segue regole molto precise: i rossi vanno serviti a temperatura ambiente e sarebbe indicato stappare la bottiglia almeno due-tre ore prima per consentire l’ossigenazione della bevanda. I vini bianchi vanno serviti freschi e non hanno generalmente bisogno di respirare. Davvero fredde vanno servite solo le varietà di spumante.

colori vino

L’abbinamento perfetto
Partendo dai re della tavola, i vini rossi nobili dal sapore ricco e corposo, l’abbinamento perfetto lo trovano con carni rosse altrettanto gustose, cacciagione e più in generale piatti dal sapore deciso. Un esempio di pietanze che ben si sposano con questo tipo di vini possono essere le salsicce in umido, il cotechino lessato o insaccati in genere. Per i rossi più giovani la carne è sempre un accostamento indicato, meglio se preparata con ricette che le conferiscono un sapore più delicato come il pollo con olive, petti di tacchino all’emiliana o le scaloppine del poeta.
Nel caso dei vini bianchi la resa maggiore la ottengono attraverso l’accostamento di ricette a base di pesce soprattutto nel caso di vini bianchi secchi, perfetti per cefali alla griglia, orate alla provenzale  o trote al cartoccio. La verdura ed i contorni in genere invece si sposano bene con bianchi giovani o rossi giovani. I dolci, neanche a dirlo, esigono bianchi dolci. Vi starete chiedendo “e i primi?”, risotti e zuppe seguono in linea di massima la regola degli ingredienti di cui sono composte, la pasta è bene ricordare che vorrebbe solo acqua!

vino e cibo

Se è vero che esperti di enologia hanno passato anni di studi accurati a calibrare i perfetti abbinamenti di cibo e vino, non si può non considerare che, all’apice di tutto, sommo capo delle leggi enogastronomiche c’è e ci sarà sempre il gusto personale, perché l’abbinamento considerato perfetto non deve essere una imposizione culinaria ma semplicemente un “accordo” tra palato e gioia per la buona cucina.

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Area relax di coppia: una vera e propria terapia

Quante volte sogniamo di poter passare una giornata in compagnia del nostro partner, lontano dallo stress della vita quotidiana? A volte questa possibilità ci sembra così remota da sembrarci solo una mera illusione. I bambini e gli incontri a scuola, la riunione di lavoro, la suocera, gli amici, la casa e così via…che stress! Non si può dire di no, spesso tutta questa tensione ce la cerchiamo, vogliamo essere più stressati e sotto pressione di quello che in realtà siamo. Con un minimo di organizzazione riuscire a ricavare un po’ di tempo per se stessi e la coppia non è poi così impossibile. E perché no, affidarsi a strutture specializzate nel benessere sia fisico che mentale può essere la soluzione giusta.

Area relax di coppia

Sempre più diffusi sono i centri che, per i servizi che erogano, si prendono cura sia della salute fisica che di quella mentale per far si di poter scaricare la tensione accumulata con la frenesia e i piccoli problemi della quotidianità. Si sa, se la vita si condivide, le difficoltà che si possono presentare sono più facili e meno pesanti da gestire. Ecco perché le Spa, col passare del tempo, hanno sempre più spesso introdotto aree private dedicate al relax di coppia, con pacchetti benessere di qualche ora o di una giornata, pensati per 2 persone. Il concept delle aree relax  di coppia è quello di permettere a 2 persone di poter, in senso figurato, “lasciare tutto il mondo fuori dalla struttura”. Con questa idea sarà possibile concentrarsi in primis su di se e poi sul partner, in modo da ritrovare il proprio io interiore e il legame con il coniuge assopito dal tran tran quotidiano.

I servizi
I principali servizi che vengono erogati solitamente sono sauna, Bagno Turco, idromassaggio e massaggi di coppia.
La sauna, di origini finlandesi, può raggiungere temperature di anche 100 °C che causano una abbondante traspirazione della pelle. L’umidità raggiunta è molto bassa e per aumentarla si getta acqua, spesso aromatizzata con oli essenziali balsamici, su pietre roventi. Questa pratica permette la purificazione della pelle e nella cultura finlandese la si collega anche alla purificazione dello spirito. Oggi lo scopo principale è quello di creare un momento di condivisione che sia di coppia o tra amici.

SaunaIl Bagno Turco consiste in un vero e proprio bagno a base di vapore dalle proprietà tonificanti e rilassanti che permettono di contrastare lo stress e la tensione quotidiani, agendo positivamente sull’idratazione della pelle, aumentandone l’elasticità.

Bagno turco

L’idromassaggio è un metodo massoterapico che sfrutta la pressione dell’acqua a temperatura non inferiore ai 35 °. Permette la distensione ed il rilassamento della muscolatura e viene spesso abbinato ad immersioni in acqua fredda che aumentano la pressione arteriosa favorendo la riduzione della cellulite e lo sgonfiamento delle gambe.

IdromassaggioI massaggi infine, esercitando una adeguata pressione su specifici punti del corpo esercitano una azione di intenso rilassamento e risvegliano i sensi.

Massaggi

Una combinazione vincente
La combinazione di questi trattamenti permetterà di riattivare mente e corpo, rilassandoli e disintossicandoli dall’azione negativa di stress e tensione. Una volta provati sarà difficile non beneficiarne di nuovo, e l’appuntamento con il benessere diventerà una prerogativa nella vita di coppia, una coccola per due che non deluderà.

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Conegliano: tradizioni al passo con i tempi

Il lato storico di Conegliano

La Marca trevigiana si presenta agli occhi di turisti e residenti come un labirinto pieno di meraviglie tutte da scoprire. Ad ogni angolo una rocca, un castello, un forte spiccano per lasciare tutti a bocca aperta. L’incantevole città di Conegliano ne è la prova, ricca di monumenti ed edifici che testimoniano quanto sia intenso il percorso storico Veneto.

Il Castello
Uno dei tratti più caratteristici per chi visita Conegliano è sicuramente il Castello, situato in posizione strategica sulla cima del Colle di Giano e risalente al XII secolo. Oggi il fortilizio è adibito a Museo Civico, che accoglie una corposa galleria di affreschi e quadri provenienti da altri luoghi storici del territorio trevigiano, una serie di arredi del 1500-1600 comprendenti cassapanche e armature, la sezione archeologica con reperti che vanno dal paleolitico all’età romanica ed un lapidario. Sulla sommità di questo incantevole maniero un’ampia terrazza offre l’opportunità di una vista che spazia dalle montagne al mare.

Castello

Il centro storico
Via XX Settembre (Contrada Granda) e Piazza Cima, sono la base del caratteristico centro storico di Conegliano che per secoli ha rappresentato il nucleo, in continuo fermento, dell’economia e della cultura cittadina. La via rappresenta inoltre il fondamento del tessuto storico urbano, disseminato di strutture architravate e muri ornati con affreschi, sulla quale sono nati, a partire dal XV secolo, una serie di eleganti palazzi signorili oltre al Duomo, il Teatro Accademia e il Palazzo Comunale.

Contrada Granda

Il Duomo
Risalente al XIV secolo, il Duomo di Conegliano è una struttura religiosa che sorge tra i palazzi della Contrada Granda. La particolare facciata è contornata di archi a sesto acuto e mostra un affresco murale che, per le sue importanti dimensioni, è considerato il più esteso del Veneto. Sia questo che gli affreschi interni sono risalenti al Cinquecento e sono opera del Pozzoserrato. L’architettura interna prevede tre navate  che accolgono l’unica opera del Cima rimasta nella sua città natale: la Pala, datata 1492 e ubicata alle spalle dell’altare maggiore. Altre opere di artisti famosi quali Francesco Beccaruzzi, Ludovico Pozzosserrato e Palma il Giovane, sono disseminate lungo le navate laterali.

Il Duomo

Conegliano: non solo Cultura

Seppur interessantissima e stimolante dal punto di vista culturale, Conegliano non si limita ad essere solo un borgo ricco di palazzi storici da visitare. Questa cittadina ha saputo nei secoli rinnovarsi e stare al passo con i tempi, diventando oggi, uno dei punti nevralgici per il divertimento trevigiano sia per famiglie che per giovani. Locali ed eventi per passare la serata, con iniziative musicali talvolta promosse dalla stessa amministrazione comunale, rendono Conegliano una cittadina giovane e viva, che tuttavia non dimentica le tradizioni.

Lo Spritz Trevigiano
Se ci si trova a girare per la provincia di Treviso verso le sei di sera, è impossibile non ordinarsi un freschissimo Spritz! Lo Spritz, è un aperitivo alcolico di origine veneta/austroungarica. Non è solo una bevanda ma una vera e propria tradizione territoriale che rappresenta un punto d’incontro tra diverse generazioni. La metodologia di preparazione è diversa da locale a locale ma generalmente viene fatto con Prosecco, acqua minerale ed Aperol o Campari, che gli conferiscono la tipica colorazione rossa. Va infine servito con ghiaccio, fettina di limone o di arancio.  Divenuto sempre più famoso, lo Spritz ha contribuito a creare il concetto di apericena, poiché solitamente viene accompagnato da “cicchetti” tipici da gustare: affettati, formaggi, verdure grigliate, patatine. Si sa i veneti sono buone forchette.

Spritz

La Dama
Altra tradizione molto importante per i coneglianesi è la Dama. Due manifestazioni in particolare celebrano questo antico gioco: a giugno nel centro storico si svolge la Dama Castellana che consiste in una partita a Dama in cui le pedine sono sostituite a personaggi in carne ed ossa e vestiti con costumi rinascimentali; a settembre invece, si svolge l’Enodama, un torneo di Dama in cui le pedine sono calici di vino bianco e vino rosso, con lo scopo di valorizzare le aziende vitivinicole del territorio.

Dama

Conegliano, perfettamente allineato con arte, cultura, tradizioni e modus vivendi della Marca trevigiana è una città tutta da vivere e scoprire, e senza ombra di dubbio, saprà restare nel cuore di ogni  visitatore.

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Mantova e il fascino irriverente di Palazzo Te

Mantova offre da sempre stimolanti spunti architettonici. Questi, disseminati per tutta la città, sono una forte testimonianza del nostro passato: residenze, palazzi signorili, siti religiosi, zone d’interesse storico che la confermano una delle più affascinanti città d’arte italiane.

Palazzo Te: il palazzo dei lucidi inganni

Agli inizi del XVI secolo, successivamente alla bonifica, Federico II Gonzaga scelse un’isoletta, sita in uno dei tre laghi mantovani, ora prosciugato, per adibirla inizialmente ad area per l’addestramento dei suoi amati cavalli. Divenuto Signore di Mantova, venne poi convertita a sede di svaghi, sontuosi ricevimenti nonché luogo per appartarsi con l’amante “ufficiale” Isabella Boschetti. Giulio Romano, importante e affermato architetto e pittore dell’epoca, venne chiamato a realizzare un palazzo adatto a rispettare l’idea di “isola felice” che si era sviluppata nella mente del nobile. Ne uscì un monumentale edificio, perfettamente inserito, con le sue componenti architettoniche, al contesto naturalistico che la zona offriva. Palazzo Te divenne un sito storico di grandiosa bellezza. Connubio perfetto tra opera umana e paesaggio.

Palazzo te intero

Le sale del palazzo
Palazzo Te racchiude al suo interno, meravigliose sale divenute famose in tutto il mondo per la loro magnificenza perfettamente coerente con la funzione ludica e lussuriosa del palazzo. Elencarle tutte sarebbe davvero impossibile, ma alcune sono davvero degne di nota:
Sala dei giganti: chiamata così perché completamente coperta dall’affresco della “Caduta dei giganti”, raffigurazione della battaglia tra Zeus e i Giganti che tentano di salire il monte Olimpo.

Sala dei GigantiSala grande dei cavalli: questa stanza era stata adibita a sala da ballo e il nome lo deve al ritratto grandezza naturale dei sei destrieri preferiti dalla famiglia Gonzaga. Sullo sfondo inserite nel paesaggio naturale figurano delle divinità mitologiche. Il soffitto invece accoglie i simboli del duca: il monte Olimpo e il ramarro, ricorrenti in tutto il palazzo.

Sala dei CavalliSala di Amore e Psiche: questo locale, che in passato ebbe funzione di sala da pranzo, raffigura sulle sue pareti, come tema principale, la mitologica storia di Amore e Psiche. A cornice, altri amori divini come quello di Marte e Venere. L’intento era rappresentare la grandezza dell’affetto per l’amante Isabella.

Sala amore e psicheOltre a questi ambienti, tra i più famosi grazie agli imponenti affreschi che presentano, non si può non nominare la “Sala delle aquile” camera da letto del duca, la “Sala dei venti o dello zodiaco”, la “Sala dei bassorilievi e la “Sala dei Cesari” entrambe dedicate all’imperatore Carlo V e la “Loggia d’onore” che apre la visuale sul giardino.

L’appartamento della grotta: l’angolo segreto
Nel 1530 venne inserito nella parte più remota del palazzo, nell’angolo est, un appartamentino, composto da poche stanze molto più modeste ma ugualmente affrescato, decorato e dotato di giardino attraverso il quale si accede alla grotta, utilizzata come bagno e realizzata con l’intento di apparire come un ambiente del tutto naturale: nessun marmo, interni decorati con conchiglie e giochi d’acqua ad allietare il visitatore.

Angolo segreto

Il palazzo oggi
Occupazioni  e guerre portarono il palazzo ad essere utilizzato come armeria o caserma causando ingenti danni alle opere artistiche in esso contenute. Dal 1876 il Comune di Mantova ne ha ereditato la proprietà, dando il via a diverse opere di restauro. Oggi il palazzo è tornato al suo antico splendore, regalando così un’incredibile viaggio alla scoperta del genio creativo di Giulio Romano. Il rifacimento dell’orangerie, un tempo adibito all’allevamento e successiva raccolta di arance e limoni, ha permesso di ricavare ampie stanze adibite a museo civico comprendente numerose sezioni: la “Gonzaghesca” collezione legata a materiali legati alla nobile famiglia, la donazione “Mondadori” costituita da una discreta quantità di dipinti raccolti dall’imprenditore mantovano, la raccolta “Giuseppe Acerbi” con 500 reperti  donati dal console d’Austria in Egitto alla città e la collezione “Ugo Sissa” architetto di origine mantovana che raccolse circa 250 reperti d’arte mesopotamica.

Palazzo Te

Il maestoso Palazzo Te è un complesso monumentale tutto da scoprire, testimone di una sfrenata lussuria umana che ha lasciato in eredità l’incastro perfetto tra genio umano, magnificenza artistica e incanto naturale.

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Acqua: il vero alleato per affrontare l’estate

Estate: sole, caldo, mare. L’umidità sale e la pelle umida ti da un segnale molto chiaro: hai bisogno di idratarti. I modi possono essere i più svariati: bere molta acqua, fare lunghi bagni, puntare su una dieta adatta al periodo estivo. Piccoli accorgimenti alimentari, in particolare, ti permetteranno di affrontare al meglio questa estate a dir poco rovente.

Cibi pesanti? No, grazie!
Pollo fritto, amatriciana e zucchine gratinate non sono la scelta ideale e consigliabile per questo momento dell’anno. Punta su alimenti semplici, con poco condimento, che siano facilmente digeribili e non rischino di restare sullo stomaco. Se non affaticherai l’apparato digerente, il tuo organismo consumerà meno energia e non risentirai del conseguente aumento di temperatura corporea.

Verdura che passione
Se si punta ad idratarsi durante le lunghe e afose estati, la verdura è un ingrediente assolutamente irrinunciabile nella dieta quotidiana. Cetrioli, lattuga, pomodori, zucchine e peperoni sono alcuni dei vegetali che contengono la maggior quantità di acqua. La percentuale contenuta supera infatti il 90. Questa caratteristica li rende estremamente leggeri, altamente digeribili e idratanti.

Verdura

Metodi di cottura: quando i fornelli fanno la differenza
L’uomo è sempre stato diviso tra ricerca della salute e soddisfazione del palato. Una bilancia molto difficile da tenere in equilibrio. Tra bollito e fritto, se la testa ci suggerisce che è meglio la prima opzione, le papille gustative implorerebbero la seconda. Tuttavia anche i metodi di cottura più salutari se abbinati ad un giusto condimento, che non sia troppo pesante ma neanche del tutto assente, possono scatenare ottimi sapori. Scegli l’olio d’oliva per cucinare una bistecca, non si brucerà e darà più gusto alla carne. Il sale marino, rinforzato di iodio fornirà un’aggiunta di sali minerali utili all’organismo. La cottura a vapore renderà gli alimenti ricchi di acqua e quindi più salutari senza alterarne il loro gusto naturale.

Frutta, una sferzata di energia
Il caldo e la conseguente disidratazione comportano inevitabilmente un grosso calo dell’energia corporea. Con la sudorazione perdiamo quei sali indispensabili al nostro organismo per mantenersi vitale ed energico. La frutta è considerata la “gemella allegra” della verdura poiché contiene anch’essa una grossa quantità di acqua ma, al contempo, fornisce il giusto apporto di zuccheri “buoni”, vitamine e fibre, che donano al nostro corpo una sferzata di vitalità. Anguria, pesche, melone, frutti di bosco e fichi sono tra i più consigliati per il loro rapporto acqua/sostanze energetiche.

Frutta

Difendersi a piccoli sorsi
Se la regola base è idratarsi una strategia infallibile è quella di armarsi di bottiglietta d’acqua e bere piccoli sorsi con regolarità durante tutta la giornata, in modo da non affaticare il fegato e i reni a causa di un eccessivo quantitativo di liquidi ingerito di colpo o, al contrario, rischiare di andare in disidratazione. La costanza sarà una valida alleata per affrontare afa e calore, soprattutto nelle ore più calde.

Acqua

Contrastare la calura estiva non è un’ impresa facile, ma seguendo questi consigli di sopravvivenza, se ne uscirà indenni anche dal caldo più torrido. Ancora una volta la natura ci offre gli strumenti per mantenerci in salute e più vitali che mai.