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Il Prosecco di Valdobbiadene Millesimato: l’accompagnamento perfetto

Tra i vini più conosciuti e apprezzati d’Italia, il Prosecco di Valdobbiadene Millesimato è sicuramente anche uno dei vini più versatili e capaci di abbinarsi perfettamente a numerosi piatti. Che ne dici di un aperitivo con un bicchiere di Prosecco di Valdobbiadene Millesimato accompagnato da stuzzichini e affettati, oppure a di buon pasto a base di risotto con l’accostamento di un buon Valdobbiadene per esaltarne il sapore? L’incredibile versatilità di questo vino, i suoi profumi e il sapore delizioso lo rendono una presenza fondamentale sulla tavola degli italiani, alleato sopraffino durante i momenti di convivialità.

Il Prosecco di Valdobbiadene Millesimato: le tipologie principali

Il Prosecco è un vino bianco a Denominazione di Origine Controllata (DOC) prodotto in Veneto e in Friuli-Venezia Giulia. Ha conseguito nel 2009 la denominazione di origine controllata (DOC), incrementando la qualità. In alcune zone il vino ha assunto anche il marchio DOCG, simbolo di un’ulteriore garanzia certificata, come ad esempio il Prosecco di Conegliano-Valdobbiadene e il Prosecco Montello e Colli Asolani. Accade anche che in un’annata particolarmente favorevole il viticultore può decidere di non destinare le uve raccolte, all’assemblaggio di vini-base ma decide, quindi, di creare un vino con uve di una sola vendemmia. In questo caso si parlerà di Vino Millesimato. Il Prosecco di Valdobbiadene Millesimato DOCG, prodotto nel trevigiano, è quindi sicuramente uno dei vini con maggiore garanzia di alta qualità. Il Prosecco è ottenuto a partire dall’uva Glera. Un tempo si raccoglieva l’uva e si faceva fermentare come la maggior parte dei vini ottenendo un vino tranquillo (senza bollicine). Accadeva però che in certe annate con inverni freddi e primavere calde, il vino fermentasse una seconda volta dando origine alle bollicine. Oggi la gran parte del Prosecco si ottiene con una fermentazione in autoclave che ne preserva la fragranza ed i profumi. Tuttavia esiste anche un Prosecco storico (fino agli anni 60) che si chiama ‘col fondo’ ed è ottenuto con la rifermentazione in bottiglia. Esistono poi i Prosecchi fermi ai quali si aggiunge l’anidride carbonica. Le principali tipologie di Prosecco di Valdobbiadene Millesimato dunque sono essenzialmente tre: Spumante, Frizzante e Tranquillo, a seconda dell’effervescenza. In tutti i casi si tratta di un vino dal colore paglierino, dal profumo fine e sapore fresco. Ma vediamone le caratteristiche essenziali.

Il Prosecco di Valdobbiadene Millesimato Spumante
È il simbolo della denominazione e il più famoso, ha un’effervescenza persistente e un titolo alcolometrico volumico naturale di 11,0% vol. In base al contenuto di zucchero è suddiviso a sua volta in:
BRUT, o secco, il cui contenuto di zucchero è inferiore a 12 g/litro, con un sapore pieno, leggermente acidulo e fruttato;
EXTRA DRY, gusto secco arrotondato da una lieve nota dolce, il cui contenuto di zucchero è compreso tra 12 e 17 g/litro, con un sapore più morbido rispetto al BRUT;
DRY, appena poco dolce, il cui contenuto di zucchero è compreso tra 17 e 32 g/litro.

Il Prosecco di Valdobbiadene Millesimato Frizzante
È adatto per chi non ha grande esperienza di vini. Il suo gusto, molto giovane, incontra le esigenze di chi si avvicina a questa qualità di vino. Il Prosecco di Valdobbiadene Millesimato Frizzante è un vino leggero e asciutto, con il suo caratteristico colore giallo paglierino e un aroma intriso di note floreali e fruttate.
Viene spesso proposto come aperitivo e va degustato tra gli 8 e i 10 C°.

Il Prosecco di Valdobbiadene Millesimato Tranquillo
Nella versione ‘tranquilla’ del Prosecco di Valdobbiadene Millesimato, ovvero quella che prevede l’assenza di bollicine, il colore del vino risulta più carico rispetto alle versioni mosse mentre l’aroma appare invece meno espressivo e impattante rispetto a queste (l’assenza dello zucchero si fa sentire). Un prodotto è versatile e in grado di regalare la soddisfazione della sete immediata che pochi altri vini bianchi sono in grado di dare.

Prosecco

 Il Prosecco di Valdobbiadene Millesimato: con l’aperitivo

Quale miglior modo per rilassarsi passando un po’ di tempo con amici o colleghi se non godendosi un bel tramonto con un buon aperitivo a base di vino e qualche stuzzichino di accompagnamento?
Negli ultimi anni l’aperitivo è diventato un appuntamento soprattutto primaverile/estivo che migliora le giornate di moltissimi italiani, soprattutto nel fine settimana. Il momento dell’aperitivo, o happy hour, è una pratica che è andata sempre più perfezionandosi con il tempo. Ad accompagnare la bevanda (che sia più o meno alcolica o analcolica), ritroviamo una vasta offerta gastronomica, che va dalle tipiche patatine o noccioline, a qualcosa di più vario e ricercato come bruschette, affettati, formaggi e altre delizie per il palato. Così come gli stuzzichini, anche la scelta delle bevande si è mossa verso il cambiamento. Non tutti infatti amano cocktail con gradazioni troppo alte, motivo per cui la scelta ricade ormai sempre più spesso sul famoso spritz o sui vini freschi e giovani. Dunque tra i più quotati ritroviamo sicuramente il Prosecco, molto adatto per la sua peculiarità ad essere adatto all’aperitivo. Soprattutto nella sua versione Prosecco di Valdobbiadene Millesimato Spumante, le sue bollicine caratteristiche si sposano molto bene con qualsiasi tipo di stuzzichino, sia esso dolce che salato e ne esaltano le caratteristiche gustoso-olfattive. Per via del suo sapore leggero e fruttato, il Prosecco di Valdobbiadene Millesimato Spumante Brut lo si può bere anche da solo accompagnato da un’oliva. Molto in voga, anche per il suo prezzo maggiormente accessibile, un bicchiere di Prosecco di Valdobbiadene Millesimato Frizzante è utilizzato sempre più spesso durante l’orario aperitivo. Anche un Prosecco di Valdobbiadene Millesimato Tranquillo, grazie al gusto particolarmente fresco e “morbido”, e alle sue note fruttate, si affianca ottimamente a formaggi non stagionati, a focacce e ad altri diversi stuzzichini.

Il Prosecco di Valdobbiadene Millesimato: con l’antipasto

Il vino bianco come risaputo, va a braccetto con il pesce. Se si parla di antipasto sicuramente il pesce diventa spesso un must. Puoi svariare molto nella preparazione, dalle alici marinate all’insalata di mare, dalle cozze alla marinara al carpaccio di polpo e accompagnare con un bicchiere di Brut per permettergli di esprimersi al meglio, oppure da un bicchiere di Prosecco di Valdobbiadene Millesimato DOC FrizzanteProsecco di Valdobbiadene Millesimato Brut che si abbinerà perfettamente anche con un semplice antipasto a base di gamberetti o con del carpaccio di tonno e sarà perfetto con dei crostini imburrati e salmone (dato che le bollicine sgrassano). Le bollicine del Prosecco  di Valdobbiadene Millesimato sono ottime anche con i salumi, soprattutto quelli dal gusto più armonioso, come prosciutto cotto e mortadella. Meglio evitare invece gli abbinamenti con prosciutti più speziati, così come con formaggi erborinati o troppo stagionati.

: pesce crudo, salumi
No: prosciutti speziati, formaggi erborinati o stagionati

Il Prosecco di Valdobbiadene Millesimato: con i primi

Quando si passa ai primi, come non pensare ad un piatto di pasta o ad un buon risotto? Il Prosecco di Valdobbiadene Millesimato è un alleato perfetto per abbinarsi a tante tipologie di primi piatti. Ottimo con tanti tipi di verdure, il Prosecco di Valdobbiadene Millesimato Brut si esprimerà bene nei risotti alle verdure. Il Prosecco di Valdobbiadene Millesimato Dry asseconderà le note fruttate di piatti aromatizzati come ad esempio le minestre di legumi. Per gli amanti della pasta si consigliano dei rigatoni al salmone e pomodorini che possono essere arricchiti proprio dalla presenza di un bicchiere di bollicine. Un Prosecco di Valdobbiadene Millesimato Brut, in quanto molto indicato per il pesce, può essere l’ideale con dei primi piatti come gli spaghetti alle vongole o i risotti ai frutti di mare.

Si: risotti alle verdure, risotti ai frutti di mare, paste con pesce, minestre
No: paste con sughi speziati

Il Prosecco di Valdobbiadene Millesimato: con i secondi e i contorni

Come già detto il Prosecco di Valdobbiadene Millesimato si abbina perfettamente con moltissime varietà di pesce, dunque è il massimo con dei secondi come i filetti di orata o spigola, i molluschi dolci come le capesante e i crostacei, come i gamberi e gli scampi. Bene anche con polpo con patate, aragosta e sedano. Un Prosecco di Valdobbiadene Millesimato Extra Dry ti stupirà accanto al un pasce al forno o alla griglia. Abbinandosi anche alle verdure, il Prosecco è molto adatto anche ai contorni, per esempio a base di ortaggi verdi come zucchine o spinaci. Si può accostare benissimo anche a contorni come gli asparagi o il radicchio trevisano. I sapori amarognoli di questi due ortaggi, tipici della stessa zona di produzione del Prosecco di Valdobbiadene Millesimato, troveranno un gradevole contrasto con gli aromi del vino. Il Prosecco di Valdobbiadene Millesimato Dry può accompagnare i secondi a base di carne bianca e il sapore dei formaggi freschi. È molto adatto per esempio a dei piatti delicati come pollo o tacchino lessato con maioneseGli arrosti invece devono essere gustati con un bicchiere dal sapore intenso e corposo, come ad esempio un Prosecco di Valdobbiadene Millesimato Frizzante.

Si: filetti di pesce, molluschi dolci, crostacei, pesce al forno e alla griglia, ortaggi verdi e non, carne bianca, formaggi freschi, arrosti
No: carne rossa, formaggi stagionati

Il Prosecco di Valdobbiadene Millesimato: con il dolce

Per poter abbinare bene il vino ai dolci è necessario conoscerli bene entrambi per non rischiare di commettere errori. Un Prosecco di Valdobbiadene Millesimato Spumante si può abbinare ai dessert, facendo attenzione a seguire delle regole chiare. Abbinare il dolce al Prosecco significa conoscere la tipologia di spumante che si vuole servire a tavola: la pasta sfoglia e le crostate a base di frutta, sono ottime accanto alle versioni Dry. Questo tipo di spumante va servito fresco, a circa sette gradi e versato in calici non eccessivamente larghi ma neppure troppo stretti. Un Prosecco di Valdobbiadene Millesimato Dry o Extra-Dry si abbina molto bene anche con biscotti e pasticceria secca (senza creme).

Si: frutta fresca, biscotti e pasticceria secca
No: creme e gelati

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Se vuoi visitare le incantevoli colline di Valdobbiadene invece visita il sito: http://leterrazzehr.it/

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Viaggio alla scoperta della cucina della Marca Trevigiana

“In cucina funziona come nelle più belle opere d’arte: non si sa niente di un piatto fintanto che si ignora l’intenzione che l’ha fatto nascere” (Daniel Pennac)

La cucina italiana è una cucina semplice e tradizionale. Alcune delle ricette più celebri sono state scritte dalle nonne e tramandate per generazioni. La semplicità la si ritrova nel prediligere la qualità delle materie prime rispetto alla quantità, tanto che alcuni piatti richiedono meno di 5 ingredienti e questo rende la cucina italiana una cucina “casalinga” e facilmente riproducibile. Ma per comprendere appieno la nostra tradizione quale strategia migliore se non sedersi a tavola e intraprendere un viaggio culinario? Ora sedetevi comodi, allacciate il tovagliolo e si parte!

 

La cucina della Marca Trevigiana: l’antipasto

Da dove iniziare il nostro viaggio se non da un antipasto? La cucina della Marca Trevigiana è una delle più ricche del panorama gastronomico veneto ed è fortemente incentrata sulla valorizzazione delle risorse presenti nel territorio. Passeggiando lungo le sponde del Piave si può trovare la Silene Vulgaris, un’erba molto conosciuta ed utilizzata per preparare deliziose frittate e risotti dal gusto delicato. L’origine del suo nome deriva da Sileno, amico di Dioniso, dio del vino e dell’ebrezza e del corteggio di uomini e donne festanti. Nelle pitture viene rappresentato come un vecchio ubriaco con la pancia sporgente ed è proprio la somiglianza della sua pancia al fiore della Silene ad averle dato il nome.

Nel trevigiano queste erbe dal gusto dolce e piacevole al palato vengono chiamate Schioppetti e le frittate con queste erbe non mancano mai ai picnic domenicali!

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La cucina della Marca Trevigiana: i primi

In qualsiasi osteria trevigiana sul menù troverete un piatto antico quanto semplice che alla sua origine era destinato alla povera gente: Pasta e fasoj. Cibo umile ed antichissimo, sempre presente nelle mense agresti, viene servito su una zuppa densa di fagioli mista a pasta fatta in casa tirata a sfoglia o in straccetti e passati in una cremosa vellutata. La ricetta tradizionale prevedeva l’aggiunta di patate, scelta dettata dalla necessità di risparmiare fagioli, e che venga servita con del radicchio tardivo crudo sul fondo del piatto e con una spolverata di pepe nero. Un piatto ricco di proteine che servivano da carburante per i poveri lavoratori trevigiani. Oggi per rendere il piatto più prelibato si può aggiungere della cotenna o del leggero soffritto e così la pasta e fasoj abbinata a del buon Breganze Pinot nero diventa un piatto gustoso e saporito. Se i poveri lavoratori si nutrivano di pasta e fasoj, la signoria dell’epoca andava matta per la Sopa coada.  Questo pasticcio di pane, brodo e carne di piccione nasce dalle cucine degli allevatori trevigiani che preparavano questo piatto in occasioni speciali. La parola “coada” in dialetto trevigiano significa covata proprio perché il tempo di preparazione richiesto è molto lungo: perfino 4 o 5 ore! La ricetta prevede strati di pane bianco alternati a strati con carne di piccione disossato e rosolato in padella con vino. Tutto il composto viene poi inzuppato in un abbondante ciotola di brodo e cotto in forno per un paio d’ore. La preparazione di un piatto simile, oltre a richiedere molto tempo, richiede anche disponibilità economica. Al tempo un’abbondanza di carni e di pane bianco era appannaggio esclusivo dei ricchi signori. Quindi non vi fate spaventare da un nome così poco regale e gustate un piatto degno della nobiltà trevigiana.

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La cucina della Marca Trevigiana: i secondi

Ebbene sì, lo ammetto la cucina trevigiana non è propriamente leggera e fresca. Insieme ad altri secondi tipici come il Capon ala Canevèra, il filetto di Salmerino in crosta con radicchio di Treviso e alla Oca rosta col seano troviamo un piatto fresco e leggero che può essere facilmente preparato durante tutto il periodo primaverile: L’asparago bianco di Cimadolmo con uova sode. L’ortaggio viene semplicemente bollito e condito ed accompagnato con uova sode e prezzemolo. Se invece siete ancora affamati perché non assaggiare la pevarada? Una salsa preparata tritando fegatini con salumi ed insaccati insaporiti poi con varie spezie. La salsa è ottima per accompagnare carni bianche. Come contorno ovviamente non può mancare il famosissimo radicchio rosso di Treviso tardivo! Un prodotto che perfetto in moltissime ricette: combinato a del risotto o alle lasagne, saltato in padella e arrostito con pancetta o semplicemente servito crudo con aceto balsamico.

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La cucina della Marca Trevigiana: il dolce

Pochi sanno che fu proprio la città di Treviso intorno agli anni ’50 a creare un dolce che è ora famoso ed apprezzato in tutto il mondo. Stiamo parlando del tiramisù. Il dolce, nato nella cucina della famosa osteria trevigiana “Le Beccherie” era destinato a bambini ed anziani poiché la sua realizzazione, facile ed economica, consentiva una facile digeribilità e rapidità di assimilazione. La ricetta originale utilizza dei biscotti leggeri, i savoiardi, imbevuti in caffè ed alternati con strati di una morbida crema di mascarpone e tuorli. Non si può lasciare Treviso senza aver gustato questo dolce delizioso.

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La ricetta consigliata: Bigoli con l’anatra

INGREDIENTI (6 persone)
per i bigoli da trafilare col bigolaro (il cilindro di trafila)
4 uova
400 gr di farina di frumento 00 o mista

per il sugo (tocio)
anatra e sue rigaglie (fegato, cuore, ventriglio)
profumi di rosmarino, aglio, timo, maggiorana e salvia, racchiusi in un sacchetto di garza o tritati in modo finissimo
qualche foglia di prezzemolo (a piacere)
1 bicchiere di vino bianco secco
olio extra vergine di oliva Garda D.O.P.
sale e pepe

per il brodo
la carcassa dell’anatra
1 cipolla, gambi di sedano, prezzemolo da unire al condimento
formaggio Grana Padano D.O.P. grattugiato

 

PREPARAZIONE 

Si disossa l’anatra recuperando alcuni ritagli di polpa e di pelle. Con le ossa spolpate e il ventriglio, messi in pentola con acqua, cipolla, sedano e sale, si prepara il brodo per cuocere i bigoli. Si tagliano a tocchetti le altre rigaglie e il ventriglio lessato e spellato, parte di pelle dell’anatra ridotta a listarelle, e qualche ritaglio di polpa.

Si sala, si impepa e si lascia rosolare lentamente con i profumi, allungando mano a mano con vino bianco secco e un poco di brodo. Si aggiunge il prezzemolo tritato e si lascia che il sugo restringa. Si cuociono i bigoli nel brodo d’anatra, si scolano, si condiscono col sugo bollente e alla fine si spolvera con abbondante formaggio grana grattugiato.

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Vino e cibo: l’intesa vincente

Il vino, il nettare degli dei

Soprattutto per quanto riguarda il suolo italiano, fin dai tempi antichi, lo svilupparsi e l’affermarsi della tradizione enologica ha permesso la nascita di una innumerevole quantità di tipologie di vini, alcuni anche molto diversi per colore, corpo e profumo. Già in epoca romana venne però intuita la chiave per poter gustare fino in fondo, indipendentemente dalla varietà, quello che veniva definito il “nettare degli dei”. Sontuose brocche riempite con il “frutto di Bacco” venivano servite insieme a ricchi banchetti colmi di cibo di ogni genere, dal dolce al salato. I romani avevano capito: non si può assaporare del tutto un buon vino senza una adeguata vivanda che lo accompagni. Da allora l’enologia  è diventata una vera e propria materia di studio, con tanto di dati statistici sulle annate, test sull’invecchiamento dei mosti, sommelier preparati a catturare anche la più delicata sfumatura di gusto. Ma non tutti sono esperti e allora come districarsi tra colore, sapore e presentazione dei vini? Per esaltare al meglio una cena con amici o parenti, scegliendo dunque il giusto abbinamento di pietanze e vino.

vinoLe basi
Prima di passare ai veri e propri abbinamenti tra cibo e vivande è bene avere una idea generica delle principali caratteristiche dei vini, visive, di gusto e di presentazione.
Partendo quasi dalla banalità, la proprietà che per prima salta all’occhio è il colore. I più diffusi e conosciuti sono i vini bianchi e i vini rossi; non tutti però sanno che, soprattutto negli ultimi cinquant’anni, grazie al diffondersi di una certa moda, si sono sempre di più affermati i vini rosati.
Passando al corpo (il sapore), i vini rossi acquistano o meno ricchezza di gusto in base al loro grado di invecchiamento ossia il periodo in cui il liquido riposa nella botte. Contrariamente a quanto si pensa pochi sono i vini che per essere serviti al miglio delle loro possibilità vanno invecchiati anche otto-dieci anni dalla vendemmia, sono i così detti vini nobili: Barolo, Grignolino, Corvo di Salaparuta, Inferno e Raboso. I vini bianchi sono i più eterogenei ma non devono essere serviti oltre i due-tre anni di età: ci sono bianchi magri, bianchi corposi, bianchi secchi, bianchi abboccati e bianchi dolci ed uno dei modi più facili per individuarli è mediante il profumo che emanano.
Anche la presentazione in tavola segue regole molto precise: i rossi vanno serviti a temperatura ambiente e sarebbe indicato stappare la bottiglia almeno due-tre ore prima per consentire l’ossigenazione della bevanda. I vini bianchi vanno serviti freschi e non hanno generalmente bisogno di respirare. Davvero fredde vanno servite solo le varietà di spumante.

colori vino

L’abbinamento perfetto
Partendo dai re della tavola, i vini rossi nobili dal sapore ricco e corposo, l’abbinamento perfetto lo trovano con carni rosse altrettanto gustose, cacciagione e più in generale piatti dal sapore deciso. Un esempio di pietanze che ben si sposano con questo tipo di vini possono essere le salsicce in umido, il cotechino lessato o insaccati in genere. Per i rossi più giovani la carne è sempre un accostamento indicato, meglio se preparata con ricette che le conferiscono un sapore più delicato come il pollo con olive, petti di tacchino all’emiliana o le scaloppine del poeta.
Nel caso dei vini bianchi la resa maggiore la ottengono attraverso l’accostamento di ricette a base di pesce soprattutto nel caso di vini bianchi secchi, perfetti per cefali alla griglia, orate alla provenzale  o trote al cartoccio. La verdura ed i contorni in genere invece si sposano bene con bianchi giovani o rossi giovani. I dolci, neanche a dirlo, esigono bianchi dolci. Vi starete chiedendo “e i primi?”, risotti e zuppe seguono in linea di massima la regola degli ingredienti di cui sono composte, la pasta è bene ricordare che vorrebbe solo acqua!

vino e cibo

Se è vero che esperti di enologia hanno passato anni di studi accurati a calibrare i perfetti abbinamenti di cibo e vino, non si può non considerare che, all’apice di tutto, sommo capo delle leggi enogastronomiche c’è e ci sarà sempre il gusto personale, perché l’abbinamento considerato perfetto non deve essere una imposizione culinaria ma semplicemente un “accordo” tra palato e gioia per la buona cucina.

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Acqua: il vero alleato per affrontare l’estate

Estate: sole, caldo, mare. L’umidità sale e la pelle umida ti da un segnale molto chiaro: hai bisogno di idratarti. I modi possono essere i più svariati: bere molta acqua, fare lunghi bagni, puntare su una dieta adatta al periodo estivo. Piccoli accorgimenti alimentari, in particolare, ti permetteranno di affrontare al meglio questa estate a dir poco rovente.

Cibi pesanti? No, grazie!
Pollo fritto, amatriciana e zucchine gratinate non sono la scelta ideale e consigliabile per questo momento dell’anno. Punta su alimenti semplici, con poco condimento, che siano facilmente digeribili e non rischino di restare sullo stomaco. Se non affaticherai l’apparato digerente, il tuo organismo consumerà meno energia e non risentirai del conseguente aumento di temperatura corporea.

Verdura che passione
Se si punta ad idratarsi durante le lunghe e afose estati, la verdura è un ingrediente assolutamente irrinunciabile nella dieta quotidiana. Cetrioli, lattuga, pomodori, zucchine e peperoni sono alcuni dei vegetali che contengono la maggior quantità di acqua. La percentuale contenuta supera infatti il 90. Questa caratteristica li rende estremamente leggeri, altamente digeribili e idratanti.

Verdura

Metodi di cottura: quando i fornelli fanno la differenza
L’uomo è sempre stato diviso tra ricerca della salute e soddisfazione del palato. Una bilancia molto difficile da tenere in equilibrio. Tra bollito e fritto, se la testa ci suggerisce che è meglio la prima opzione, le papille gustative implorerebbero la seconda. Tuttavia anche i metodi di cottura più salutari se abbinati ad un giusto condimento, che non sia troppo pesante ma neanche del tutto assente, possono scatenare ottimi sapori. Scegli l’olio d’oliva per cucinare una bistecca, non si brucerà e darà più gusto alla carne. Il sale marino, rinforzato di iodio fornirà un’aggiunta di sali minerali utili all’organismo. La cottura a vapore renderà gli alimenti ricchi di acqua e quindi più salutari senza alterarne il loro gusto naturale.

Frutta, una sferzata di energia
Il caldo e la conseguente disidratazione comportano inevitabilmente un grosso calo dell’energia corporea. Con la sudorazione perdiamo quei sali indispensabili al nostro organismo per mantenersi vitale ed energico. La frutta è considerata la “gemella allegra” della verdura poiché contiene anch’essa una grossa quantità di acqua ma, al contempo, fornisce il giusto apporto di zuccheri “buoni”, vitamine e fibre, che donano al nostro corpo una sferzata di vitalità. Anguria, pesche, melone, frutti di bosco e fichi sono tra i più consigliati per il loro rapporto acqua/sostanze energetiche.

Frutta

Difendersi a piccoli sorsi
Se la regola base è idratarsi una strategia infallibile è quella di armarsi di bottiglietta d’acqua e bere piccoli sorsi con regolarità durante tutta la giornata, in modo da non affaticare il fegato e i reni a causa di un eccessivo quantitativo di liquidi ingerito di colpo o, al contrario, rischiare di andare in disidratazione. La costanza sarà una valida alleata per affrontare afa e calore, soprattutto nelle ore più calde.

Acqua

Contrastare la calura estiva non è un’ impresa facile, ma seguendo questi consigli di sopravvivenza, se ne uscirà indenni anche dal caldo più torrido. Ancora una volta la natura ci offre gli strumenti per mantenerci in salute e più vitali che mai.

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Quali sono i cibi più sani?

Per curare il proprio benessere non è importante occuparsi solo dell’aspetto esteriore, essere sani infatti significa anche avere una corretta educazione alimentare fin dall’infanzia, al fine di abituarsi ad una dieta “health friendly”, per procedere con l’età adulta in cui è fondamentale che l’organismo resti in perfetto equilibrio. Frutta e verdura da sempre si confermano i migliori alleati in questa battaglia ma di quali alimenti in particolare sarebbe davvero necessario fare uso e perché? Ecco  di seguito 8 cibi davvero indispensabili per essere sani e in forma.

I cibi più sani

Legumi: la grande famiglia dei legumi è, in generale, un insieme di prodotti molto salutari. Dai piselli alle lenticchie passando per ceci e fagioli, le funzioni che vanno a rafforzare sono davvero numerose. Tra gli effetti benefici degni di nota infatti, i legumi agiscono sull’organismo abbassando il colesterolo, regolando il livello di zuccheri nel sangue e riducendo il rischio di cancro poiché  esercitano una azione di pulizia su tutto il canale digerente. Sono inoltre carichi di antiossidanti e proteine.

Mix di LegumiKiwi: se si pensa alla vitamina C, la si  abbina quasi esclusivamente solo all’arancia, e se scoprissimo che i kiwi ne contengono il doppio rispetto all’agrume appena indicato? Il kiwi inoltre esercita un controllo serrato sul colesterolo aiuta a fluidificare il sangue abbassando il rischio di coaguli e malattie cardiovascolari.

kiwiCarote: un vero e proprio contenitore naturale di sostanze benevole, che agiscono da ottimi inibitori delle cellule tumorali, in particolare polmoni, ovaie e reni. Fibre vitamina c, potassio, magnesio, fosforo, l’elenco è davvero molto lungo e per non ridurlo è sempre consigliato seguire in suggerimento di Bugs Bunny e  consumarle a crudo.

carote Spinaci: parlando di energia ci vengono in mente gli spinaci dell’amatissimo cartoon Popeye. Essi infatti sono ai primissimi posti della classifica degli alleati della salute a tavola. Per rendere solo l’idea di quanto questo alimento contribuisce al benessere dell’organismo basta dire che contiene vitamine A, C, K, calcio, magnesio, ferro e acido folico, tutte sostanze buone  che permettono di mantenere in salute le ossa e di contrastare lo svilupparsi di ictus, demenza precoce o di malattie cardiache. Ideale per coloro i quali soffrono di ipertensione perché abbassa naturalmente la pressione.
spinaci

I cibi più sani…e gustosi!

Se è vero che frutta e verdura la fanno da padrone in questo elenco, non è detto però che si debba rinunciare a gusti più decisi o ai piccoli piaceri del palato, la lista infatti prevede altresì alimenti che consentono di soddisfare anche le nostre papille gustative.

Pesce azzurro: Tra tutte le proteine animali il pesce è il migliore poiché  ricco di Omega 3, Omega 6 e acidi grassi, essenziali per mantenere sotto controllo il livello di colesterolo. E’ quindi fondamentale per la prevenzione di ictus e infarti. Attenzione però, sempre consigliato è restare orientati verso il pesce azzurro, meno grasso rispetto ad altre tipologie.

Pesce azzurroPane: pasta e pane di tipo integrale non dovrebbero mai assentarsi da una dieta sana e variata. Essi contengono vitamine, sali minerali e fibre oltre che una percentuale di proteine tale da permettere l’ abbassamento dell’ indice glicemico.

PaneVino: quante volte abbiamo sentito i racconti dei nonni che fin da piccoli, bevevano una scodella di vino al giorno e “saltavano i fossi per lungo”? Non avevano tutti i torti! Se è vero che la moderazione è assolutamente necessaria poiché l’abuso di alcool agisce negativamente a livello cerebrale, bevendo una volta al giorno un bicchiere di vino rosso contenente antocianine, è possibile ridurre il rischio di diabete e di malattie cardiovascolari.

VinoIl cioccolato è il grande incompreso dell’elenco, etichettato da sempre come alimento dannoso è invece ricco in flavonoidi, ciò contribuisce a protegge il sistema cardiovascolare (meglio ancora se contiene fino al 72% di cacao).

CioccolatoUna volta consigliati gli alimenti più importanti per condurre uno stile di vita alimentare sano ed equilibrato è giusto infine precisare che è soprattutto la quantità di cibo ingerito a fare la differenza e la vecchissima regola del “ di tutto un po’ ”, è ancora assolutamente attuale.