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Gli Alpini invadono Treviso

“Di qui non si passa!” tuonava il primo ispettore generale degli Alpini Luigi Pelloux nel 1888 in occasione del banchetto ufficiale in onore dell’imperatore di Germania in visita a Roma. Ed ancora oggi, a 129 anni di distanza, questo motto viene preso alla lettera dalle Truppe di montagna dell’Esercito italiano che hanno festeggiato a Treviso la 90° adunata nazionale del Piave tenutasi tra il 12 e il 14 Maggio 2017 (la seconda domenica di Maggio come da tradizione), invadendo la provincia trevigiana e paralizzando il traffico in un tripudio di sfilate e festeggiamenti fino a notte fonda. Durante tutte e tre le giornante, per l’occasione, gli Alpini di tutto lo stivale si sono mobilitati per raggiungere il Veneto e celebrare il ricordo della prima adunata spontanea tenutasi sul monte Ortigara, nel vicentino.

Gli Alpini invadono Treviso

31Il Programma
Il programma previsto, fitto di eventi si è aperto alle h 9:00 del 12 Maggio con l’ Alzabandiera e la deposizione della corona al Monumento ai caduti in Piazza della Vittoria. In Zona Porta Fra Giocondo successivamente è stata inaugurata la Cittadella degli Alpini e l’opera in Parco G. Mazzotti realizzata dalla Protezione Civile. Nel pomeriggio poi sono cominciate le sfilate ufficiali dei Gonfaloni della provincia e del comune di Treviso con, in testa, il Labaro Ana (simbolo dell’Associazione) e la Bandiera di Guerra. Il giorno seguente la parata è continuata con i Gonfaloni delle delegazioni di altri comuni del trevigiano, gli interventi delle istituzioni primarie legate all’evento ovvero il Presidente nazionale al S.O.N., Protezione Civile Ana e Ospedale da Campo Ana e il saluto del sindaco e del Presidente nazionale a tutte le autorità. L’ultimo giorno la sfilata ha proseguito il suo corso con tutte le restanti delegazioni territoriali per chiudersi con il passaggio di consegna dell’incarico al sindaco di Trento (comune che ha ottenuto la responsabilità per l’adunata 2018).

Sfilata alpini

Non solo formalit
Durante il corso di tutte e tre le giornate ai momenti più formali con protagoniste le delegazioni e le massime autorità si sono intervallate iniziative ludiche, massima espressione dell’unione del gruppo Alpini di tutto il territorio italiano. Ecco allora che Treviso si è trasformata in una “cassa a cielo aperto” con i cori di cappelli piumati disseminati in 11 diverse piazze opportunamente segnalate. Un momento in cui poter liberare la voce e sentirsi parte di un gruppo che da oltre un secolo fa del patriottismo il proprio culto. Ad accompagnare le voci più o meno mature di Alpini e civili gli strumenti di oltre 30 fanfare che hanno contribuito ad aumentare il senso di festa e di unione tipico delle “Penne Nere”.

Fanfara Alpini

Il miglior benvenuto
Quale miglior benvenuto di un bel prosecchino per una massa di Alpini convogliati in tutta la marca trevigiana?
L’intera produzione vitivinicola della zona garantita da Consorzi di Tutela si è messa al servizio degli amici Alpini per accentuare il clima di festa che ha dilagato senza alcun imprevisto per tutto il week end, offrendo un ricco percorso enogastronomico in un territorio che in precedenza ha “accolto” a malincuore le trincee e le “ferite” della Grande Guerra che resteranno incastrate nella nostra memoria per sempre.

Gli Alpini e il prosecco

Laddove un tempo si è sofferto molto, Treviso in tutto il suo consueto splendore ha tamponato dolore e pena con canti, musica, solidarietà, gioia di vivere e di essere partecipe della nostra storia.  Perché solo con l’unione si può porre fine al conflitto, solo con la solidarietà si può urlare all’odio “DI QUI NON SI PASSA!”.

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Parma per la pizza: il campionato mondiale

Se mettiamo insieme farina, acqua, pomodoro e mozzarella c’è solo una cosa che immediatamente può balzare alla mente: la pizza! Classica, battuta, su pala… da alimento semplice di pochi ingredienti la pizza, nel tempo (le prime testimonianze risalgono al 997 D.C. ma la connotazione attuale fu assunta agli inizi del XIX secolo),  ha dimostrato di potersi sempre reinventare nella forma, nel gusto, nella presentazione e così via assumendo il ruolo di grande protagonista della cucina italiana e internazionale.

Pizza: Il mare del vivere

Pizza: Il mare del vivere
Pizzaiolo: Pierluigi Striuli

Questa posizione di rilievo per i palati di tutte le popolazioni mondiali ha portato alla nascita del Campionato Mondiale della Pizza giunto ormai alla 26° edizione. A fare da cornice a questo evento sempre in continua espansione sia di grandezza che di prestigio è la città di Parma, patria di ingredienti e prodotti tipici quali il prosciutto crudo, il formaggio grana, il salame felino e molti altri, che la rendono il tempio perfetto in cui portare la Pizza ai massimi livelli di sapore. Ed è proprio in questa occasione che Parma mostra il suo volto più multiculturale, rendendosi punto d’appoggio per i pizzaioli provenienti dalle più disparate parti del mondo e che si batteranno a colpi di ricette segrete, impasti innovativi, prodotti “health friendly”.

Quest’anno la competizione si è svolta tra l’8 e il 10 maggio, presso il “Palacassa”, polo fieristico parmigiano, interamente attrezzato per gestire al meglio tutta l’organizzazione dell’evento, dalla componente più burocratica delle iscrizioni dei mastri pizzaioli, all’accoglienza di turisti curiosi, senza dimenticare stampa, media, marketing, pubblicità e strumentistica per la cottura delle pizze in gara che ovviamente sono state predisposte e cotte sul momento. 11 sono state le sfide in cui i professionisti della pizza iscritti (729 concorrenti in tutto) hanno gareggiato per tentare di iscriversi nell’albo d’oro dei primi classificati dopo essere stati scrupolosamente valutati da una giuria di esperti, altamente qualificati, del settore enogastronomico: tra le altre elenchiamo la gara per la miglior “pizza senza glutine”, “pizza napoletana stg”, “pizza in teglia”, “pizza più larga”, “pizza a quattro mani”.

pizza, Palacassa

Ad aggiudicarsi la vittoria per la competizione “classica”, la più ambita ma anche la più combattuta con oltre 450 sfidanti, è stato Giorgio Sabbatini, pizzaiolo presso la pizzeria “Love It” di Milano che ha trionfato con la sua  pizza “10 pomodori” interpretati in una semplicissima quanto squisita margherita. La tecnica italiana ancora una volta si è riconsacrata apice assoluto della cucina mondiale sbaragliando la concorrenza sia per quanto riguarda i sapori sia per l’aspetto logistico.

Vincitore campionato mondiale della pizza 2017

Il comune di Parma, grande sostenitore della competizione, ha permesso infatti, gestendo saggiamente la parte organizzativa dell’evento in collaborazione con “Pizza e Pasta Italiana” (la più diffusa testata specializzata al mondo) , di far si che tutto funzionasse per il meglio, lasciando performers e visitatori entusiasti e soddisfatti. E proprio la perfezione della macchina organizzativa ha permesso che questo concorso, dopo tutti questi anni, ancora si stia evolvendo senza il rischio di battute d’arresto. Le stime infatti per le future edizioni prevedono un’affluenza sia di competitors che di pubblico del tutto incoraggiante. Ancora una volta, con grande piacere, Parma si metterà al servizio di un prodotto che, senza troppa fatica, ogni giorno viene consumato quasi 5 milioni di volte (dati Fipe) e produce un fatturato italiano di circa 10 miliardi di euro l’anno che si moltiplica almeno per dieci (100 miliardi di euro) su scala planetaria.

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Cremona, l’ecomuseo a cielo aperto

Il progetto dell’amministrazione provinciale di Cremona “Territorio come ecomuseo” nasce dalla voglia di offrire al turista, alle scuole e ai propri cittadini la possibilità di riscoprire i paesaggi cuneensi in tutta la loro ricchezza di fauna e flora, evidenziando quanto l’ambiente naturale si sia riadattato e modificato nel corso del tempo per opera dell’uomo. Altro scopo è analizzare e monitorare l’insieme di segni e impronte presenti ancora oggi ma testimoni del passato che abbiamo lasciato alle spalle.

Nuclei dell’ecomuseo

Lo sviluppo del progetto prevede tutta una serie di cosiddetti “nuclei ecomuseali” sparsi per l’ intera provincia (molti dei quali siti nella parte alta di Cremona, soprattutto tra i fiumi Adda e Oglio, fino al confine con la provincia di Bergamo),  accompagnati da una approfondita e specifica cartellonistica che offre tutte le informazioni necessarie a conoscere l’insieme di elementi naturalistici della zona in cui ci si trova, associati alle componenti artificiali inserite dall’uomo per la sua sussistenza, creando così un percorso storico-antropologico a tutti gli effetti. Tra gli altri, alcuni dei nuclei più importanti sono CASTELLEONE – SAN BASSANO: la strada romana Mediolanum-Cremona, CASALMORANO: le centrali idroelettriche di Mirabello Ciria e della Rezza, PANDINO: i prati del Pandinasco, PIEVE D’OLMI: gli argini del Po.
Ecomuseo cremona

Un percorso didattico alla scoperta del paesaggio padano
Parallelamente allo sviluppo del percorso ecomuseale si è introdotto  il “Percorso didattico alla scoperta del paesaggio padano” che, sito presso la Cascina Stella di Castelleone (all’interno del Bosco didattico) si propone di raccontare ad un pubblico vario ma soprattutto alle classi scolastiche, l’evoluzione storica, lunga quasi due milioni di anni, del territorio padano attraverso le tracce di cui è disseminato, lasciate dai nostri avi, per arrivare alla conformazione attuale. Per vivere appieno questa emozionante esperienza a contatto con la natura è possibile affidarsi ad un personale attentamente selezionato e competente che, a seconda della tipologia di pubblico, aiuterà i visitatori ad immergersi totalmente in questa scoperta territoriale senza limitarsi a restare meri spettatori passivi.

Il paesaggio dei fiumi
Sempre nel contesto della Cascina Stella di Castelleone è possibile prendere visione di materiali mediatici, come filmati audiovisivi e diapositive riguardanti l’incredibile evoluzione che i quattro fiumi cremonesi il Serio, l’Adda, l’Oglio e il Po hanno subito nel corso della storia.

Ecomuseo Cremona

Il Centro per la cura e la riabilitazione della fauna selvatica
Altra importante iniziativa della Cascina Stella ha portato allo sviluppo del Centro per la cura e la riabilitazione della fauna selvatica in difficoltà che, ad oggi è gestito da A.N.P.A.N.A (Associazione Nazionale Protezione Animali Natura Ambiente). Il Centro non è visitabile, ma a seconda del periodo e se il personale specializzato lo ritiene non dannoso per l’animale ,il pubblico può, nel corso dell’apertura domenicale del Bosco didattico, assistere alla liberazione degli animali riabilitati presso il centro di recupero.

Ecomuseo Cremona

BioBlitz: attivi per l’ambiente
Il 20 e 21 Maggio 2017 si è svolto il BioBlitz, un’iniziativa sempre proposta dalla Provincia di Cremona per sensibilizzare la popolazione alla cura dell’ambiente. Esperti in materia e cittadini hanno collaborato allo scopo di raccogliere quanti più dati possibili su fauna e flora della zona in un arco di tempo di 24 ore al fine di analizzarli e individuare punti critici, e margini di miglioramento per la “sanità territoriale”. Il risultato di questi dati sarà successivamente a disposizione di tutti sulla piattaforma internazionale iNaturalist.org.

Cremona, da sempre attenta al benessere dei paesaggi di cui è costituita, riconferma il suo impegno costante nella sensibilizzazione della popolazione in materia ambientale, rendendo i suoi abitanti parte attiva ed integrante di ricerche, prevenzione e cura del territorio stesso. Perché la salute dell’uomo passa anche dal terreno su cui cammina.

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Ville Venete: magnificenza monumentale

Se si vuole ritrovare storia, arte e cultura racchiuse insieme come in uno scrigno, il posto giusto è la Marca trevigiana, una magica porzione di Veneto disseminata di oltre 4.000 edifici, definiti comunemente Ville Venete, ognuno con la propria origine e le proprie caratteristiche, contestualizzate in un quadro politico-sociologico ed economico che interessa non solo il territorio e le strutture in se ma anche l’origine delle famiglie che hanno contribuito nel tempo ad arricchire il patrimonio artistico veneto grazie all’intervento di molteplici architetti, pittori e scultori. Descrivere tutte le strutture che rientrano in questo affascinante circuito sarebbe davvero impossibile, ecco allora una piccola selezione che consente solo di avvicinarsi a capire l’immensa ricchezza artistica della provincia di Treviso.

Le Ville

Villa Pisani (Stra)
Parlando del circuito delle Ville Venete il primato per sfarzosità e magnificenza spetta sicuramente a Villa Pisani, un monumentale edificio di ben 114 stanze. Detta la “Regina delle Ville Venete” o “La Nazionale”, Villa Pisani, situata a Stra a cavallo tra la provincia di Treviso e quella di Venezia, rappresenta un gioiello di architettura e design, connubio perfetto tra lo stile del tardo ‘700 e quello ottocentesco. Degni di nota sono anche la grande quantità di ettari che si estendono adiacenti la Villa; un parco, famoso per il suo intricato labirinto di siepi di Bosso, che funge da cornice perfetta alla grande protagonista.

Villa Pisani

Villa Pisani

Villa Barbaro (Maser)
Questa incredibile Villa, situata a Maser, nasce dal genio del più importante architetto di tutti i tempi, Andrea Palladio. Fu costruita tra il 1554 e il 1560 per volere dell’umanista Daniele Barbaro e suo fratello. Gli interni furono invece affidati alla mano di un altro dei massimi esponenti del periodo, Paolo Veronese, che la arricchì di affreschi ammirabili ancora oggi e che fanno di questa strabiliante abitazione signorile, un gioiello non solo da ammirare ma anche preservare; la Villa infatti è inserita nel Patrimonio dell’UNESCO.

Villa Barbaro

Villa Barbaro

Villa Giustinian (Roncade)
Detta il “Castello di Roncade” dall’omonima cittadina su cui posa le sue fondamenta, questa atipica Villa Veneta è munita di vere e proprie cinte murarie che la rendono assolutamente diversa da tutte le altre Ville del circuito. Durante la seconda guerra mondiale fu occupata da un comando tedesco e proprio le cinte murarie furono gravemente danneggiate, successivamente fu poi ristrutturata per poterla riportare al suo iniziale splendore.

Villa Giustinian

Villa Giustinian

Villa Rovero (San Zenone degli Ezzelini)
Voluta da Girolamo Di Rovero, questa Villa situata a San Zenone degli Ezzelini, restò immutata per tutto il ‘600. Solo a partire dal 1710 subì tutta una serie di cambiamenti che la portarono ad avere l’attuale conformazione. Questa Villa è estremamente legata al territorio circostante e alla stessa popolazione che ricorda ancora oggi come fin dal XVII secolo, all’interno del complesso, furono decisi mediante appositi contratti con la Famiglia Rovere, feudataria dell’epoca, il futuro destino dei propri antenati sia per la terra che per le abitazioni.

Villa Rovero

Villa Rovero

Palazzo Pretorio (Asolo)
Asolo rappresenta solo un piccolo punto nella vastità culturale della Provincia di Treviso, tuttavia concentra su di se il fascino strategico dell’Antica Roma. Il Palazzo pretorio, nominato per la prima volta dall’Imperatore romano Ottone I in un atto del 969, acquisisce precisamente la sua denominazione, e ne indica quindi l’origine, in epoca romana. Esso infatti si trova in posizione strategica tra Patavium (Padova) e la via commerciale Claudia Augusta Altinate. Questo palazzo testimonia quanto importante fosse non solo ostentare la sfarzosità ma anche studiare i posizionamenti strategici per rendere economia, difese e comunicazioni di un Impero davvero forti ed efficienti.

Palazzo Pretorio

Palazzo Pretorio

A riconferma di quanto il mondo della Marca trevigiana sia ricco di sfumature storiche queste ville provenienti da diversissime epoche e disseminate in tutto il territorio offrono uno spunto stimolante per conoscere le nostre origini. Alla ricerca di ciò che siamo stati, attraverso ciò che tanto gelosamente abbiamo preservato nei secoli.

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Treviso: un ottimo connubio tra passato e futuro

Treviso: un ottimo connubio tra passato e futuro

La provincia di Treviso detta anche Marca Trevigiana è un affascinante scrigno ricco di storia, tuttavia all’avanguardia e proiettato nel futuro. Passato e presente si intersecano impeccabilmente creando una suggestione antica dal sapore futuristico. Roccaforti si alternano a centri ecosostenibili, cammini culturali a palazzi moderni; un equilibrio perfetto che descrive tutto il percorso storico avvenuto e quello che verrà.

Luoghi di cultura
Testimoni dell’epoca medioevale sono le numerose roccaforti e fortilizi sparsi per tutta la Marca, un tragitto culturale affascinante e tutto da scoprire. Un esempio sono Castelfranco Veneto e Portobuffolè, dapprima piccole rocche successivamente evolutesi  in veri e propri centri abitati; senza dimenticare il fascino decadente di Treviso, vera e propria città murata collegata, lungo le vie, da corridoi arcati che permettono eleganti passeggiate nell’intervallo tra un luogo culturale e l’altro, fino a portare all’imponente chiesa di San Nicolò, situata nel cuore della città. Numerosi anche i castelli fortificati, anch’essi disseminati per tutta la provincia: Castelbrando, suggestiva dimora edificata sulla vetta del colle di Cison di Valmarino, il Castello di San Martino a Caneda, sede tutt’ora vescovile o ancora il Castelat, rocca di origine caminese, parzialmente distrutta dai turchi in epoca medioevale.

Corridoi arcati di Treviso

Corridoi arcati di Treviso

Eventi culturali 
Nella cornice di palazzi storici incantevoli e quasi al di là del tempo, il 2017 offrirà un calendario di iniziative ed eventi, denso e molto interessante oltre che all’avanguardia. Ne sono un valido esempio i Treviso Innovation days che si svolgeranno il 26 maggio, presso il complesso Sant’Artemio di  Treviso.  Il premio «Startup Trevigiana dell’anno», andrà̀ alla migliore startup innovativa del territorio; a contendersi  il premio saranno quindi le 10 migliori nuove imprese della Provincia di Treviso, le quali concorreranno anche al premio speciale Ascotrade “Energia per il futuro” con l’intento di premiare il progetto imprenditoriale con il maggior livello di Smart Energy.   Anche dal punto di vista artistico (musicale, teatrale e pittorico), Treviso risulta essere una provincia al passo con i tempi ma senza mai scordare il suo passato; previsti infatti gli spettacoli di artisti attuali del calibro di Pintus, Ligabue e Giorgia, intervallati da mostre (“Bellini e i belliniani”) o rappresentazioni (“Passione di Cristo, sacra rappresentazione vivente”) che ci riportano suggestivamente a tempi antichi, quasi mistici.

Sant'Artemio

Sant’Artemio

Gastronomia
Anche i numerosissimi eventi legati alla cucina tipica, diversi a seconda della cadenza stagionale, raccontano metodi di cottura tramandati nel tempo o solo recentemente inventati e riadattati alla cucina locale, trovando così un punto d’incontro. Tra i più importanti ricordiamo il Prosecco Wine tour che si protrarrà per tutto l’anno e che porterà alla scoperta dei prosecchi di origine trevigiana, considerati tra i più buoni al mondo; la fiera della birra artigianale di Santa Lucia di Piave (in corso, fino al 09 aprile) , caratteristica per la particolare produzione della stessa sia con metodo tradizionale che innovativo, o ancora la Festa di San Marco (Chiarano) che dal 21 aprile al 01 maggio proporrà diversi stand enogastronomici arricchiti da gruppi musicali in concerto, spettacoli di danza e dimostrazioni sportive. Un perfetto connubio tra tradizione ed evoluzione lo troviamo anche nel Museo del Caffè Dersut realizzato in un edificio storico ubicato nei pressi dell’azienda oggi tecnologicamente avanzata. La ricca esposizione comprende un percorso storico didattico intitolato “…dalla pianta alla tazzina, viaggio nella storia del caffè…” che permette al visitatore di scoprire e conoscere l’intera filiera dell’espresso. Il Museo è suddiviso in quattro sezioni che terminano con la sala degustazione e formazione dove sono già operativi i corsi per esercenti e aspiranti baristi. Cultura e tecnologia si fondono insieme per divulgare nel mondo la storia del caffè espresso.

Attività sportive

Importante, quasi fondamentale, per una provincia in fermento come Treviso, è dare spazio a eventi di carattere sportivo che permettano ai cittadini della Marca di vivere non solo i palazzi storici ma anche i contesti naturali. Treviso si rivela una palestra a cielo aperto e le iniziative sono numerosissime. Sempre attive infatti le escursioni in mountain-bike, nordic walking o per i più temerari anche il trekking. Riguardo queste attività riscuotono successo anche le molteplici competizioni e incontri a esse legate. Per citarne alcune: International Nordic Walking Trail Meeting (maggio – Valdobbiadene) , Prosecchissima (aprile – Miane) e Gunn Rita Marathon Gran Fondo del Montello (giugno – Montebelluna). Ma non solo a piedi o in bici la provincia veneta si fa teatro di paesaggi meravigliosi: in parapendio o col paracadute le Prealpi trevigiane mostrano tinte e sfumature che, accompagnate all’adrenalina di attività non proprio consuete, le rendono davvero uniche.

Prealpi trevigiane

Prealpi trevigiane

Raccontare la molteplicità di eventi, luoghi e tradizioni, perfettamente integrate con la prospettiva al futuro, della provincia di Treviso, è inimmaginabile. Basta davvero poco per restarne affascinati e volerla vivere appieno. Per scoprire ogni tassello di questo suggestivo lembo di terra situato nel centro perfetto del triveneto, l’unico consiglio che si può dare, è: “Provare per credere!”

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Lodi: la perla culturale lombarda

Lodi: la perla culturale lombarda

L’Italia è disseminata di piccole perle culturali che, tuttora, permettono di rivivere il ricchissimo percorso storico di cui è stata protagonista. Ne è un esempio la città di Lodi, oggi capoluogo dell’omonima provincia lombarda, distante in linea d’aria solamente 30 km da Milano. Lodi e i suoi dintorni mostrano, in tutto il loro splendore, una storia cominciata nel lontano 1158 con la fondazione ad opera di Federico Barbarossa.

Luoghi di interesse culturale  
Elencare tutti i palazzi storici disseminati nel territorio lodigiano risulta davvero impossibile ed è necessario soffermarsi su quelli più significativi dal punto di vista storico culturale. Partendo dal capoluogo, quantomeno doverose sono le visite al Duomo, situato nella piazza centrale e risultante essere una delle più grandi chiese della provincia lombarda e il Tempio Civico della Beata Vergine Incoronata, impreziosito da una considerevole quantità di opere d’arte che lo rendono un capolavoro del Rinascimento lombardo. Spostandoci invece alla periferia della provincia, nel comune di Sant’Angelo Lodigiano, oltre all’omonimo castello, è situata la Basilica di Sant’Antonio abate e Santa Francesca Cabrini mentre nel comune di Codogno troviamo il santuario della Madonna di Caravaggio e la chiesa parrocchiale di San Biagio, il più importante luogo di culto lodigiano, con un concerto di 9 (8+1) campane e l’organo Serassi, risalente al XVIII secolo.

Tempio civico della Beata Vergine Incoronata

Tempio civico della Beata Vergine Incoronata

Eventi
Il capoluogo lombardo offrirà numerose iniziative che, per tutto il 2017, intratterranno la popolazione del luogo e contribuiranno ad incrementare il settore turistico in costante crescita già dai primi anni duemila. Nei mesi estivi si svolge la rassegna “Lodi al Sole” che raccoglie eventi culturali e di intrattenimento per grandi e piccini. Caratteristico è il Palio dei Rioni che si svolge nei mesi di luglio e ottobre e che consiste in una gara, divisa in più prove, tra i rioni della città, per la conquista del “Baston de San Basan”. La manifestazione si chiude poi in Piazza Maggiore con una parata in costume e la corsa dei cavalli di ferro spinti a mano. Da citare anche la Rassegna enogastronomica del Lodigiano che si svolge nel mese di ottobre. Famoso è infine il mercato dell’antiquariato di Casalpusterlengo che si svolge ogni primo sabato del mese nell’incantevole cornice di Piazza del Popolo.

La Corsa dei cavalli di ferro spinti a mano

La Corsa dei cavalli di ferro spinti a mano

Cucina tradizionale
Quella lodigiana è una gastronomia semplice, quasi essenziale, che si distingue soprattutto per la produzione casearia e che mostra, senza timore, la sua caratteristica origine agricola. Tre infatti sono gli ingredienti che la fanno da padrone: il burro, il formaggio e gli insaccati di maiale. Fra i primi piatti, immancabili sono i minestroni e le innumerevoli tipologie di risotto, frutto di sperimentazione culinaria che si mischia alla tradizione. Tra i secondi, il più caratteristico consiste nella trippa de San Bassan, quasi un dovere il 19 gennaio, festa del Patrono di Lodi. Da segnalare il salame lodigiano legato a mano in budello naturale da selezionate carni suine. In tema di produzione casearia lodigiana però non si può non nominare il Grana o Granone lodigiano, le cui forme, ancora giovani, vengono tagliate a metà per essere successivamente raschiate con un apposito strumento fino ad ottenere la “raspadura” ovvero lingue sottilissime di formaggio, specialità ormai rara. Lodi si pregia di essere il vero luogo di nascita di un altro famosissimo e utilizzatissimo formaggio: il mascarpone, preparato con la panna di latte. Una tradizione culinaria forte e sentita quella di Lodi, che custodisce gelosamente per far si che non vada persa.

Il Granone lodigiano e la raspadura

Il Granone lodigiano e la raspadura

Sport
Anche se il sapore antico e tradizionale la fa da padrone, nelle attività sportive Lodi rivela il suo lato più avanguardista, tra gli sport più praticati infatti vi è l’hockey su pista. Ma ciò che colpisce i turisti, soprattutto i più sportivi, sono la molteplicità di teatri all’aperto che consentono di sperimentare diverse attività: anche se non toccata dal mare la provincia lodigiana offre paesaggi pianeggianti o collinari che ben si prestano a gite in bicicletta, mountain bike, oppure nordic walking. Il comune di Lodi in particolare, tutti gli anni, attiva una serie di corsi gratuiti per coloro i quali vogliono sperimentare nuove attività sportive.

Vista della città di Lodi

Vista della città di Lodi

Lodi e la sua provincia sono il sommo guardiano della tradizione lombarda, senza tuttavia intimidire le nuove proposte che consentirebbero la crescita economico-culturale. Un territorio antico, capace di tenersi al passo con i tempi, da visitare con l’intento di ritrovare le proprie origini.