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“Di qui non si passa!” tuonava il primo ispettore generale degli Alpini Luigi Pelloux nel 1888 in occasione del banchetto ufficiale in onore dell’imperatore di Germania in visita a Roma. Ed ancora oggi, a 129 anni di distanza, questo motto viene preso alla lettera dalle Truppe di montagna dell’Esercito italiano che hanno festeggiato a Treviso la 90° adunata nazionale del Piave tenutasi tra il 12 e il 14 Maggio 2017 (la seconda domenica di Maggio come da tradizione), invadendo la provincia trevigiana e paralizzando il traffico in un tripudio di sfilate e festeggiamenti fino a notte fonda. Durante tutte e tre le giornante, per l’occasione, gli Alpini di tutto lo stivale si sono mobilitati per raggiungere il Veneto e celebrare il ricordo della prima adunata spontanea tenutasi sul monte Ortigara, nel vicentino.

Gli Alpini invadono Treviso

31Il Programma
Il programma previsto, fitto di eventi si è aperto alle h 9:00 del 12 Maggio con l’ Alzabandiera e la deposizione della corona al Monumento ai caduti in Piazza della Vittoria. In Zona Porta Fra Giocondo successivamente è stata inaugurata la Cittadella degli Alpini e l’opera in Parco G. Mazzotti realizzata dalla Protezione Civile. Nel pomeriggio poi sono cominciate le sfilate ufficiali dei Gonfaloni della provincia e del comune di Treviso con, in testa, il Labaro Ana (simbolo dell’Associazione) e la Bandiera di Guerra. Il giorno seguente la parata è continuata con i Gonfaloni delle delegazioni di altri comuni del trevigiano, gli interventi delle istituzioni primarie legate all’evento ovvero il Presidente nazionale al S.O.N., Protezione Civile Ana e Ospedale da Campo Ana e il saluto del sindaco e del Presidente nazionale a tutte le autorità. L’ultimo giorno la sfilata ha proseguito il suo corso con tutte le restanti delegazioni territoriali per chiudersi con il passaggio di consegna dell’incarico al sindaco di Trento (comune che ha ottenuto la responsabilità per l’adunata 2018).

Sfilata alpini

Non solo formalit
Durante il corso di tutte e tre le giornate ai momenti più formali con protagoniste le delegazioni e le massime autorità si sono intervallate iniziative ludiche, massima espressione dell’unione del gruppo Alpini di tutto il territorio italiano. Ecco allora che Treviso si è trasformata in una “cassa a cielo aperto” con i cori di cappelli piumati disseminati in 11 diverse piazze opportunamente segnalate. Un momento in cui poter liberare la voce e sentirsi parte di un gruppo che da oltre un secolo fa del patriottismo il proprio culto. Ad accompagnare le voci più o meno mature di Alpini e civili gli strumenti di oltre 30 fanfare che hanno contribuito ad aumentare il senso di festa e di unione tipico delle “Penne Nere”.

Fanfara Alpini

Il miglior benvenuto
Quale miglior benvenuto di un bel prosecchino per una massa di Alpini convogliati in tutta la marca trevigiana?
L’intera produzione vitivinicola della zona garantita da Consorzi di Tutela si è messa al servizio degli amici Alpini per accentuare il clima di festa che ha dilagato senza alcun imprevisto per tutto il week end, offrendo un ricco percorso enogastronomico in un territorio che in precedenza ha “accolto” a malincuore le trincee e le “ferite” della Grande Guerra che resteranno incastrate nella nostra memoria per sempre.

Gli Alpini e il prosecco

Laddove un tempo si è sofferto molto, Treviso in tutto il suo consueto splendore ha tamponato dolore e pena con canti, musica, solidarietà, gioia di vivere e di essere partecipe della nostra storia.  Perché solo con l’unione si può porre fine al conflitto, solo con la solidarietà si può urlare all’odio “DI QUI NON SI PASSA!”.

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