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Il prosecco non è un semplice vino da mettere in tavola durante le festività : questo vino fa parte della cultura italiana, è una perla della nostra tradizione enogastronomica ed simbolo di un intero territorio, la Marca Trevigiana. E’ proprio in questo luogo,  grazie all’amore ed alle fatiche di centinaia di lavoratori della terra, che nasce il  prosecco DOC.

Il prosecco è uno vino bianco tipo spumante che viene prodotto in Veneto e nel Friuli-Venezia-Giulia. Ma la sua vera patria è nella zona di Treviso, in terre fantastiche come Asolo e Conegliano, che danno origine ad uno dei vini italiani più invidiati al mondo. Basta pensare che il prosecco è il vino italiano più richiesto e che dal 2014 la vendita di bottiglie di prosecco ha superato anche quelle di Champagne!

Prosecco DOC: cosa significa

Fin dagli anni ’90 sono stati utilizzati vari marchi per certificare la zona di produzione del vino e garantirne la qualità. L’utilizzo delle denominazioni si è reso necessario per distinguere un prodotto di qualità da concorrenti, che propongono un prodotto a basso costo che è soltanto una pallida imitazione. Non solo: le denominazioni  sono anche un tributo ai tanti lavoratori che producono il prosecco DOC con amore e passione, rifacendosi ad antiche tradizioni.

Prima di andare a vedere esattamente cosa significa DOC, vediamo come sono cambiati i marchi.

Negli anni novanta era utilizzato l’acronimo IGT, ovvero Indicazione Geografica Tipica.  Questa sigla contraddistingueva i vini prodotti in zone geografiche piuttosto ampie, seguendo però  requisiti e standard specifici. Un prosecco viene riconosciuto come IGT se l’85% dell’uva utilizzata per produrlo proviene da una precisa area geografica.

Il Prosecco ha ottenuto il riconoscimento DOC solo nel 2010. Questo marchio significa “denominazione di origine controllata” e prevede un severo iter al quale tutti i vini che intendono fregiarsi di tale denominazione devono sottoporsi.  Per poter essere messi in commercio, infatti, i prosecchi devono essere sottoposti ad una preliminare analisi chimica e fisica durante la fase di produzione e ad un esame organolettico, per certificarne il rispetto degli standard richiesti dal disciplinare.

prosecco treviso

Esiste un altro marchio italiano indicato con la sigla DOCG, ovverosia denominazione di origine controllata e garantita. Essa viene utilizzata per vini già riconosciuti come DOC da 10 anni, ai quali viene ulteriormente certificata la qualità superiore.

Certificare la qualità del vino, però, non significa semplicemente saggiarne la  bontà ed il sapore. Infatti vengono valorizzati e garantiti anche le tradizioni storiche che hanno dato carattere e unicità a quel particolare vino.

Le tipologie di Prosecco DOC

I sapori e la freschezza dei prosecchi sono un marchio tipico della tradizione vinicola italiana, madre di alcuni dei vini più conosciuti ed apprezzati al mondo. Esistono tre diversi tipi di prosecchi, caratterizzati a seconda del perlage, ovvero la quantità di bollicine.

  • Spumante: questo è il prosecco più conosciuto e venduto al mondo ed ha un perlage fine e persistente. Esso è ulteriormente suddiviso in tre categorie, distinte per il residuo zuccherino e denominate brut, dry ed extradry.
  • Frizzante: questo particolare prosecco ha un perlage meno marcato e meno persistente
  • Tranquillo: qui il perlage è completamente assente

La storia del Prosecco

La storia del prosecco ha un’origine lontana, che affonda le sue radici in un epoca remota. Già duemila anni fa, in età romana, si trovavano traccie di questo incredibile vino : molto conosciute erano infatti le uve del vitigno Glera, tipiche delle colline carische friulane e dalle quali si ricavava un vino chiamato Puccino.

E’ però nel diciottesimo secolo che i vitigni di Glera si sviluppano sull’intera zona collinare del Friuli e del Veneto e proprio qui, in seguito all’avvento delle nuove tecnologie del novecento, ha origine il prosecco che oggi possiamo gustare.

I vitigni di Glera sono indispensabili per il prosecco, il quale per essere definito DOC deve essere costituito almeno all’85% proprio da uve di questa particolare vite. Il restante 15% può essere composto da vini di altre varietà, quali ad esempio Chardonnay, Pinot bianco, nero o grigio oppure Verdisio.

Nella produzione dei prosecchi DOC non solo è importante il tipo di vitigno utilizzato, ma lo sono anche i terreni di coltivazione. Quelli ideali sono infatti particolarmente esposti all’irraggiamento solare ed accuratamente drenati; inoltre le tecniche agronomiche utilizzate devono essere quelle classiche, in modo da non causare variazioni della qualità del vino.

Dove bere il Prosecco DOC

prosecco ristorante terrazze

La marca Trevigiana è la zona migliore al mondo dove poter gustare le bottiglie di prosecco più buone. I consigli che posso darti, se vuoi scoprire dove gustare i migliori prosecchi DOC d’Italia, sono due:

  • Fare un giro delle più buone cantine di Valdobbiadene, incantevoli edifici rurali immersi nei vigneti e nei verdi colli.
  • Recarti presso il Ristorante Terrazze, dove troverai ad aspettarti una cantina con un’ampia selezione di vini accuratamente scelti per assicurare i sapori più buoni e unici d’Italia. Un luogo perfetto dove passare una giornata diversa, mettendosi alla prova nella degustazione di deliziosi vini.

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