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Il Museo Civico di Crema

La provincia di Cremona e, in particolare l’incantevole città di Crema, vantano un percorso storico davvero ricchissimo, testimoniato da una vastissima quantità di reperti archeologici di diverso genere a seconda del periodo a cui appartengono. Una buona parte di questi tutt’oggi è gelosamente custodita nel Museo Civico di Crema, istituito all’interno dell’ex convento di Sant’Agostino.

Il museo civico

Fondato nel 1959 e aperto al pubblico a partire dal 1960, il Museo Civico di Crema non è rimasto un semplice assembramento di reperti organizzati secondo ordine temporale, ma si è reso promotore di attività e mostre collaterali nonché percorsi didattici ed educativi dedicati a famiglie e classi scolastiche. Il museo comprendeva, inizialmente le sezioni storica, musicale, artistica, cartografica, ceramistica, numismatica, folkloristica e artigianale. Successivamente venne istituita la sezione delicata ai cimeli garibaldini e, grazie anche alla scoperta di alcune tombe longobarde a Offanengo, venne aggiunta anche la sezione archeologica. Nel 2014 si è sentita invece l’esigenza di ampliare la parte dedicata all’arte moderna e contemporanea mentre l’anno successivo è stata istituita la sezione di arte originaria che omaggia le tradizioni cremasche, in particolare per quanto riguarda la realizzazione di organi a canne, vanto assoluto della provincia di Cremona da secoli. Curiosa collezione, visibile all’interno del museo, è quella di macchine da scrivere, in memoria dell’intensa attività industriale tenutasi proprio a Crema da due aziende del settore conosciute in tutto il mondo: Serio-Everest e Olivetti.

Pinacoteca

Le sezioni
Sezione archeologica: dal paleolitico passando per neolitico, Età del Bronzo e del Ferro, epoca tardo-romana e longobarda fino all’età tardo-medievale. La collezione archeologica, grazie ai suoi numerosissimi reperti ripercorre tutto il percorso storico avvenuto nel territorio.
Sezione storica: la metamorfosi politico-sociale, che ha visto protagonista la città di Crema da fine Medioevo in poi viene raccontata da documenti e scritti storici. Una parte consistente riguarda la costituzione della Repubblica Cremasca e la sua successiva annessione alla Repubblica Cisalpina da parte di Napoleone. Altra porzione di reperti degna di nota riguarda la storia di personaggi illustri quali Giuseppe Garibaldi, Enrico Martini e Vincenzo Toffetti.
Sezione artistica: dal 1500 ai giorni nostri, la sezione artistica è in gran parte rappresentata da elementi pittorici. Gli artisti sono divisi secondo epoca storica. Tra i pittori più datati ricordiamo le opere di Carlo Urbino, Gian Giacomo Barbelli e Vincenzo Civercio. Per quanto riguarda invece i pittori moderni e contemporanei citiamo Amos Edallo, Carlo Martini, Federico Boriani e Gianetto Biondini.
Sezione musicale: forse la più importante in relazione alla città di Crema poiché rimanda alla realizzazione artigianale di organi a corde, tipica del cremasco.

collezioni

Il Convento
Anche la sede in cui è stato inserito il Museo Civico di Crema è un palazzo ricco di storia. L’ex convento di Sant’Agostino fu completato nel 1439 e strutturato su due chiostri di stampo rinascimentale. Una porzione del secondo chiostro venne adibita a refettorio e nel 1507 il pittore Pietro da Cemmo ne realizzò all’interno un grande affresco. Dal 1797 successivamente alla costituzione della Repubblica Cisalpina, il convento venne sconsacrato e adibito a ospedale, destinazione che poco dopo venne mutata nuovamente in favore della nuova caserma. Dal 1945 la struttura, passata nelle mani dell’amministrazione comunale venne utilizzata in tempi di guerra come magazzino e rifugio per senzatetto e sfollati. Pochi anni dopo finalmente, con la direzione dell’architetto Amos Edallo, partirono i lavori di riconversione per la realizzazione del museo. Per diversi anni, oltre alla pinacoteca, l’ex convento ha ospitato anche la Biblioteca comunale.

Sant'Agostino

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Torta Bertolina – La vera ricetta Cremasca

 

Le città italiane non si distinguono solo per le unicità architettoniche e l’incredibile patrimonio artistico e storico, ma anche per molte altre ragioni; prime fra tutte le tradizioni gastronomiche. Ogni città ha i propri piatti tipici, le proprie prelibatezze. E Crema non poteva certo essere di meno, avendo nella sua tradizione due leccornie più uniche che rare, e dai sapori incredibilmente intensi e gustosi: i tortelli cremaschi e la torta Bertolina.

E oggi parleremo proprio di questa leccornia di Crema, scoprendo la migliore ricetta per cucinare una deliziosa Torta Bertolina in casa.

La Torta Bertolina

Storia e curiosità

Quando si pensa a questa delizia Cremasca vengono subito alla mente due parole: uva e settembre. E’ proprio l’uva fragola la linfa vitale di questo dolce,  e la troviamo nelle nostre case solo nei mesi autunnali di settembre ed ottobre. Curiosa e misteriosa è la storia di questa torta, che si perde lontana negli anni, fino ad arrivare agli americani. L’uva fragola è infatti conosciuta come Uva Americana, proprio perché fu importata dagli Stati Uniti nel 19 secolo e venne poi ibridata con le uve di origine nostrana.

La Torta Bertolina è un simbolo non solo della splendida città di Crema, ma dell’intera zona del Cremasco. Solo per lei, a metà settembre, si celebra il “Festival della Torta Bertolina”, durante il quale le strade di Crema vengono avvolte dall’intensa e rustica fragranza di questo dolce. Ma quali sono le sue origini? Qui le cose si fanno misteriose e interessanti.

uva fragola

Molte sono le leggende fiorite intorno alla torta Bertolina, eppure le sue vere origini rimangono ancora misteriose.In una prima storia la Bertolina, o Bertulina in dialetto cremasco, deriverebbe dalle campagne e prende il nome da due contadini, padre e figlio di nome Bertoldo e Bertoldino. Una seconda leggenda, invece, narra di due sorelle di Trescore Cremasco che venivano soprannominate “Benedète” e che nessuno voleva prendere in moglie. Le due sorelle non avendo un marito che potesse mantenerle si trovarono in difficoltà e così decisero di aprire un negozio, dove vendevano il pane e i dolci che facevano in casa. Fra le tante golosità che preparavano c’era anche la torta Bertolina e ben presto tutti si innamorarono di questo dolce. In molti provarono ad ottenere la ricetta dalle due sorelle, ma esse non ne fecero mai parola per mantenere salda la loro fortuna.

Ma oggi, solo per te, quella deliziosa ricetta viene svelata e così anche tu, a distanza di duecento anni dalla sua creazione, potrai gustare questa tradizionale torta alla crema.

La Ricetta

Informazioni

Difficoltà: media/facile

Tempo cottura: 50′

Preparazione: 90-120 minuti

Dosi: 8 persone

Ingredienti

Capita spesso che dolci e piatti tradizionali, tramandanti di generazione in generazione, presentino spesso molteplici varianti ; questo è anche il caso della Bertulina. Vi è infatti una ricetta per un dolce più soffice ed una per una torta più croccante e friabile. Oggi prenderemo in considerazione solo la prima ricetta.

– Per l’impasto servono: 350 g di farina 00, 150 g farina di mais tipo fioretto, ovvero quella molto molto fine, 120 g di zucchero a velo, 100 g di olio di semi, 12 g di lievito di birra, 1 pizzico di sale, zucchero a velo per la superficie.

– Per farcire: 700-900gr di uva fragola (meglius abundare quam deficere)

Preparazione

Per prima cosa bisogna occuparsi della pasta frolla . Per realizzarla dovrai prima di tutto setacciare la farina 00 in una ciotola; uniscivi quindi il lievito di birra sbriciolato con le mani, la farina di mais fioretto ed i 20 grammi di zucchero. E non dimenticarti i 20 g di zucchero. A questo punto puoi mescolare assieme tutte le farine, aggiungendovi un pizzico di sale, così che ne risalti il sapore finale. A differenza di altri dolci, qui la pasta frolla subisce un leggero cambiamento. Mentre la mescoli dovrai infatti aggiungervi a filo 400 ml di acqua al fine di ottenere un impasto particolarmente umido, quasi semiliquido.

Ora che la pasta frolla è pronta devi coprirla con della pellicola trasparente e lasciare che riposi e lieviti per almeno un’oretta. Questa fase di lievitazione dovrebbe avvenire intorno ad una temperatura di circa 27-28 c°, quindi ti consiglio di porla nel forno spento ma con la luce accesa. Per non restare con le mani in mano mentre aspetti che il tuo impasto lieviti, puoi cominciare a staccare ogni acino d’uva dai rametti, i cosiddetti graspi. Una volta staccati gli acini sciacquali ed asciugali con un canovaccio. Sii attenta e non schiacciarli troppo perché sono molto delicati e potresti romperli.

Fatto questo puoi riprendere l’impasto ormai lievitato, togliere la pellicola e cominciare a versarvi all’interno tutti gli acini di succosa uva fragola. Servendoti di una spatola dovrai cominciare a mescolare la pasta frolla con i chicchi, sempre ponendo molta attenzione e delicatezza nel farlo. L’elemento fondamentale di questo dolce cremasco è proprio la presenza dell’uva che si amalgama alla pasta mantenendo la sua forma sferica, creando non solo un dolce gustoso ma anche un piatto bello da vedere. Amalgamato tutto per bene torna a ricoprire con la pellicola e fai riposare per altri 45 min, sempre all’interno del forno.

Ora ci sei quasi : devi solo estrarla nuovamente e versarla in una teglia leggermente oliata, possibilmente aiutandoti con un tarocco, così da ottenere un risultato omogeneo. Preriscalda il forno a 180° e spolvera sulla superficie della torta una manciata di zucchero semolato, circa 20-30 gr. Bene, ora sei finalmente pronta per infornare la tua gustosa torta che terrai in cottura per circa 50 minuti.

Dopo averla lasciata intiepidire ti consiglio di estrarla dalla teglia e tagliarne una fetta, per sorprendere i tuoi ospiti o i tuoi figli mostrando il bellissimo effetto che creano gli acini d’uva. E ora? Ora puoi finalmente gustare questa deliziosa torta Bertolina! Buon appetito.

bertolina

 

Se vuoi provare una ricetta diversa per la tua torta Bertolina puoi dare un’occhiata a questa video ricetta! Ma l’unica vera Bertulina puoi mangiarla solo in quel di Crema, magari proprio durante il Festival! Crema è una città meravigliosa, con un ricchissimo patrimonio artistico, che ti consiglio vivamente di visitare. E se volessi fermarti a dormire non posso che consigliarti Hotel Palace, uno splendido albergo nel cuore di Crema.

 

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Santuario di Santa Maria della Croce: storia e culto

Della città di Crema abbiamo parlato molte volte. Scorrendo gli articoli potrai immergerti in un’esperienza incredibile viaggiando fra le strade e le meraviglie di questa città, fra le quali spicca il Santuario di Santa Maria della Croce. Fra le molte bellezze di questo territorio la chiesa emerge come uno dei più begli esempi di sempre dell’architettura religiosa italiana.

Vediamo allora di approfondire le conoscenze sul Santuario di Santa Maria della Croce e scopriamo di più riguardo questo incantevole luogo!

 

Santuario Santa Maria della Croce

La storia

Questo santuario, una delle tante bellissime cose da vedere a Crema, è situato a pochi chilometri dal centro storico e il culto cui è dedicata, quello di Santa Maria della Croce appunto, ha una lunga storia intrisa di misteri e delitti.

La costruzione della Basilica è stata avviata nel 1490 e terminata nel 1500, secondo il progetto dell’architetto lodigiano Giovanni Batta­gio o Battaglio, un capace discepolo di Bramante.. Poiché vi fu disaccordo fra il Battagio ed i committenti, egli venne sostituito a metà lavoro dall’ingegnere cremasco Giovanni Antonio Montanaro cui si devono le caratteristiche tardo gotiche della costruzione.

Il Culto

La storia da cui ha origine il culto di Santa Maria della Croce è molto intrigante ed è incentrata su di un delitto! Tutto ha inizio quando Caterina degli Uberti, appartenente ad una importante famiglia di Crema, sposò Bartolomeo Pederbelli detto il Contaglio, un pregiudicato bandito dalla propria città natale, Bergamo. Fin dal primo momento vi furono scontri fra la famiglia di lei ed il marito relativamente al pagamento della dote, che proseguirono fino alla tragica conclusione. Il Contaglio un giorno la convinse a seguirla verso Bergamo per andare dai suoi genitori, ma deviò dalla strada portandola in un bosco e lì la uccise a colpi di spada, menando così tanti fendenti da far spezzare la lama che viene ancor’oggi conservata al Santuario. Ma ciò non gli bastò e si accanì ancora su di lei con il coltello, per essere sicuro di averla effettivamente uccisa ; quindi scappò con gli anelli d’oro di Caterina e fece perdere le proprie tracce. Dell’assassino non si seppe mai più nulla.

La donna agonizzante chiese aiuto alla Madonna, pregandola di poter ricevere i sacramenti. Essa allora le apparve, bloccandole le copiose emorragie e trasportando Caterina fino ad un casa di contadini che la ospitarono e le offrirono le prime cure, essendo tarda l’ora e già chiuse le mura della città di Crema. Così il giorno dopo la povera donna potè andare da un dottore e lì essere interrogata da un Giudice del Maleficio, fin quando non giunse un prete a darle i sacramenti. Quando ciò avvenne le emorragie ripresero e lei morì.

L’architettura

interno Santuario Santa Maria della Croce

Descrivere a parole la bellezza del Santuario di Santa Maria della Croce  è davvero impossibile, così come lo era per Dante il narrare di cose troppo belle ; per questo ti consiglio di visitare tu stessa la pagina internet del Santuario, dove troverai una immagine a 360° degli interni che te ne farà senz’altro innamorare.

All’esterno la basilica ha base rotonda ed è impreziosita da quattro stili architettonici diversi. L’interno è invece a base ottagonale con 4 nicchie e vi sono incantevoli cappelle, tutte in stile rinascimentale  eccetto la cappella gotica del Montanaro. Splendida è sicuramente la grande cupola che sorge al centro della chiesa e che fu affrescata dai fratelli Grandi e da Giacomo Parravicino.

Per il Santuario di Santa Maria della Croce finiamo qui, ma sono davvero moltissime le cose da vedere a Crema e dintorni! Se dopo aver visto questa meraviglia ti fosse venuta voglia di passare un weekend

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Visitare Crema | Un itinerario immerso nella bellezza

Di Crema, questa preziosa città dall’intenso respiro storico e artistico, ne abbiamo già parlato a lungo, mostrando le molte bellezze che vi si celano. Oggi, però, non voglio mostrarti le splendide ragioni e gli incantevoli luoghi per i quali dovresti visitare Crema. Oggi voglio indicarti un vero e proprio itinerario per visitare Crema.

Ebbene si, hai capito bene. Qui sotto troverai un itinerario che ti condurrà in quel di Crema, mostrando i percorsi migliori per non perderti nulla di questa incantevole città.

Forza, non perdiamo tempo.

Guida per Visitare Crema

Come raggiungerla

Se ti sei finalmente deciso a visitare questa splendida città, forse prima è meglio capire dov’è e qual è il modo migliore e più veloce per raggiungerla.

Crema sorge nel cuore culturale e artistico della Lombardia, esattamente al centro di un poligono avente ai vertici tante altre città incantevoli, come Milano, Cremona, Piacenza e Bergamo, centri facilmente raggiungibili in poche decine di minuti di macchina.

Le strade Statali che portano alla Città di Crema sono:

  • La 235 (Pavia-Lodi-Crema-Brescia);
  • La 415 (Milano-Crema-Cremona);
  • La 591 (Bergamo-Crema-Piacenza.

Queste strade sono facilmente raggiungibili dall’autostrada A1 (Piacenza-Lodi-Milano), dall’autostrada A4 (Milano-Bergamo-Brescia) e dall’autostrada A21 (Brescia-Cremona-Piacenza).

Se invece la tua idea era quella di raggiungere Crema in treno, la linea ferroviaria è la Crema-Cremona oppure la Crema-Treviglio.

E in caso tu fossi troppo distante? Tranquillo, abbiamo pensato anche agli aereoporti più vicini tra i quali potrai scegliere, che sono Linata, Malpensa, Orio al Serio e Montichiari.

Itinerario per visitare la città

Piazza Duomo

Partiamo da un piccolo presupposto? Quanto tempo ti serve per visitare Crema? Certo, in un’ora potresti forse riuscire a cavartela, ma dovresti correre da un punto all’altro della città, soffermandoti a malapena sulle facciate degli edifici civili e delle splendide chiese. Quindi, personalmente, se hai tempo te lo sconsiglio.

Il tempo che ti consiglio per un itinerario tranquillo, che veda tutti gli aspetti di questa città, è di almeno sei ore.

E da dove iniziare?

Certamente dal cuore del centro storico, ovvero dalla Piazza Duomo, il luogo della città dove si affacciano splendide testimonianze di arte medioevale, incastrate in un contesto architettonico rinascimentale, che producono un piacevole effetto suggestivo. Lì troverai lo splendido Palazzo Comunale dove sorge il Torrazzo, una torre su di un grandioso arco  che dà accesso alla piazza. E visto che il tuo itinerario comincia proprio da qui non devi assolutamente perderti la visita del Duomo, Santa Maria Assunta, che si affaccia proprio sulla piazza e che rappresenta un piacevole incontro fra arte romanica e gotica.

Finita la visita al Duomo passa sotto il Palazzo Pretorio, per dirigerti verso la seconda chiesa di questo itinerario, ovvero quella si San Bernandino. Edificio ecclesiastico eretto nel 1500, presenta una semplice facciata esterna, che nasconde un interno ricco di decori, come affreschi, tele e stucchi di famosi artisti Cremaschi.

Ora percorri via Frecavalli e via Ponte Furio, fino a risalire via XX settembre, così da poter porre lo sguardo sull’oratorio di Sant’Antonio e ammirare, poco più distante, la volta di un negozio finemente dipinta con coppie di Putti e Cherubini.

Ancora pochi passi e finalmente ti troverai davanti ad edificio religioso davvero sensazionale, ovvero la Chiesa della Santissima Trinità, edificio di fine 700 finemente lavorato e decorato, ricco di nicchie, putti e sfarzi. Non limitarti a visionare solo l’esterno , ma varca la volta della navata gotica per immergerti in un luogo altrettanto splendido.

Ora sarai forse stanco di camminare e ti servirà una pausa. Detto fatto. Segui via delle Grazie e giungerai così al Campo di Marte, una zona verde nel quale sorge un piccolo parco giochi. Qui potrai riposarti e vedere i resti delle mura venete.

palazzo bondenti

 

Pausa pranzo? Devi assolutamente fermarti in uno dei ristoranti tipici della zona e provare la specialità di Crema, un piatto unico in tutta Italia. Sto ovviamente parlando dei Tortelli Cremaschi, una delizia per il palato!

Ora hai a disposizione tutto il pomeriggio da dedicare all’arte e alla cultura è giusto cominciare a farlo nel modo giusto. Come? Per forza visitando il Museo Civico di Crema e del Cremasco che è gratuito, facilmente raggiungibile e davvero interessante. Il Museo ha sede nell’antico Convento di Sant’Agostino e all’interno troverai ricche esposizioni archeologiche e artistiche.

Sarò sincerò, però, a dirti che ho lasciato il meglio per ultimo. Si, perché ancora ti manca l‘incantevole Santuario di S. Maria della Croce. Purtroppo dal centro di Crema la chiesa è piuttosto distante e ci si mette circa mezz’ora a piedi se la si vuole raggiungere, oppure meno di una decina in macchina e autobus. Ma ti faccio una promessa: ne vale davvero la pena. Questo edificio ecclesiastico è uno degli esempi più belli di architettura rinascimentale e lo sfarzo della facciata esterna è soltanto il preambolo di una grande ricchezza di decori, colori e affreschi che vi troverai all’interno.

Ed ecco che il tuo Itinerario per visitare Crema finisce. Facci sapere come hai trovato questa piccola e graziosa città nei commenti qui sotto. E se cerchi un hotel nel quale soggiornare qui a Crema, non possiamo che suggerirti la scelta migliore, ovvero Hotel Palace.

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Cremasco, la terra dall’intenso sapore artistico

Il cremasco è una delle zone più ricce di patrimonio artistico in Lombardia; una zona di arte, cucina e cultura.

Crema e Cremona sono solo due delle bellezze Lombarde che sorgono nel cremasco, una zona tanto industrializzata quanto ricca di patrimonio artistico e di una grande tradizione gastronomica. Il cremasco sorge nell’area geografica situata nel centro della Lombardia e da sempre si sono individuate con difficoltà le province che vi appartenevano.

Ma quali sono le bellezze che rendono questa terra un patrimonio artistico italiano? Vediamole assieme.

Cattedrale e Torrazzo di CremonaCattedrale di Cremona

502 gradini, uno dietro l’altro. Una salita faticosa su ripide scale a chiocciola. Poi la scalata finisce e ci si trova davanti ad un panorama mozzafiato, e si ringrazia il cielo per aver avuto la forza di compiere quell’impresa. Ma ancor più bella è la cattedrale che nasconde, oltre la semplicità della facciata, una grande ricchezza. Splendidi affreschi, arazzi e sculture abbondano nel Duomo, splendido esempio di architettura medioevale religiosa.

Potrai trovare la cattedrale e il Torrazzo nel cuore del centro storico di Cremona.

Basilica Santa Maria della Croce

Basilica Santa Maria

 

Crema è un gioiello italiano che spesso passa inosservato, ma nasconde grandi tesori. La Basilica di Santa Maria della Croce ne è sicuramente l’esempio più eclatante. Gli splendidi esterni sono pura espressione del rinascimento Lombardo ed eretti con mattoni a vista. L’interessante interno, invece, è a base ottagonale ed è diviso in tre settori ricchi di affreschi e vetrate che tolgono il fiato. Una visita imperdibile.

Questo meraviglioso santuario ti aspetta a circa 5 km fuori dal centro storico di Crema.

Rocca Sforzesca

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Se le solite chiese e l’architettura religiosa ti hanno stancato, questa splendida Rocca, esempio tradizionale di architettura militare, è ciò che fa al caso tuo. Un luogo altamente suggestivo in grado di rievocare l’atmosfera medioevale del tempo. Tanto magnifica negli esterni quanto semplice negli interni, vi consigliamo di visitarla durante le rievocazioni storiche e le feste.

Potrai trovarla ad aspettarti ad imola, nel cuore del centro.

Monastero di San Giuseppe in San Sigismondo

Monastero di San Giuseppe in San Sigismondo

Il Cremasco si sa, ha un patrimonio vastissimo per ciò che riguarda le architetture religiose e il Monastero di San Giuseppe non poteva certo non comparire come uno degli esempi più belli. Ai semplici esterni di pietra si contrappongono ricchi interni con interessanti cicli di affreschi, che è preferibile visitare fino al pomeriggio presto, quando la luce ci permette di godere appieno di questa chiesa.

La chiesa si trova nella periferia di Cremona, presso Largo Bianca Maria Visconti

Villa Medici del Vascello

Villa Medici del Vascello

Ultima, ma non certo per importanza, la Villa Medici del Vascello, un’antica rocca medioevale voluta a difesa contro Parma e Mantova, dove visse anche Cecilia Gallerani: la Dama dell’Ermellino. Annesso alla Rocca vi è un parco molto ampio e curato con un laghetto per lo svolgimento di regate. Un antico edificio immerso nella natura, dove sorgono alberi secolari: la location perfetta per passare una giornata di relax distanti dalle solite realtà affollate.

Questa villa si trova a san Giovanni in Croce, a qualche chilometro da Cremona.

E per soggiornare nel Cremasco non vi è luogo migliore dell’Hotel Palace, che sorge nel cuore di Crema e offre un punto strategico per visitare tutta la zona circostante.

 

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Tortelli Cremaschi | La ricetta e la tradizione

I Tortelli Cremaschi non sono un semplice piatto dal sapore dolce e speziato, ma un’importante tradizione cremasca

L’Italia è la culla del buon cibo, di piatti genuini e saporiti. Ogni regione, ogni città, ha la sua importante tradizione, e ciò per Crema è ancora più importante. I Tortelli Cremaschi sono un unicuum della gastronomia italiana, un piatto senza simili né varianti, che i Cremaschi portano nel cuore.

La Storia

Detti Turtèi in dialetto, sono un piatto che sembra essere nato durante la lunga dominazione veneziana, per via del fatto che sono una tradizione unicamente della diocesi di Crema, antico dominio della Serenissima, e per gli ingredienti, come amaretti, spezie e uva, per i quali Venezia aveva il monopolio. I tortelli sono il piatto fondamentale nelle feste, che siano matrimoni, sagre di paese o semplici ricorrenze familiari. Addirittura ogni famiglia, ogni paesino, ha la propria ricetta, nel pieno rispetto, però, della tradizione originale.

A Crema c’è un festa, che si svolge da circa trent’anni in Agosto: la Tortellata Cremasca, dove i tortèi vengono celebrati, si beve e si mangia in allegria.

Ingredienti

icon 300 gr di amaretti                                                         icon 100 gr di marsala

icon 100 gr di uvetta                                                             icon 1 kg di farina

icon 50 gr di cedro candito                                                  icon 100 gr di burro

icon 1 uovo                                                                          icon 1 mostaccino

icon 200 gr di grana                                                             icon 2 mentine

 

Preparazione: 1 ora

Dosi: 16

Costo: medio

La preparazione

Per prima cosa bisogna tritare gli amaretti al cacao, il mostaccino (un tipico biscotto speziato della zona che puoi trovare nelle drogherie) e due mentine. A questo punto riduci in una sorta di purea l’uvetta ammollata e uniscila con il cedro.

Quando hai finito aggiungi un uovo intero, 100 gr di grana, mezzo bicchiere di marsala, la buccia grattugiata di un limone, una grattatina di noce moscata, sale q.b e lascia riposare il tutto per un’intera notte in frigorifero.

A questo punto puoi iniziare a preparare la sfoglia con farina, uova, acqua e sale, tritando il tutto per ottenere l’impasto. Dopo averlo steso in una sfoglia molto sottile prendi un bicchiere con un diametro di circa 6 cm e ricava dei dischi dalla pasta. All’interno riponi circa 20 gr di ripieno (circa un cucchiaino per intenderci) e chiudi il tortello, pizzicandolo sui bordi vuoti.

Tortelli_cremaschi

Fatto ciò sei finalmente pronto per cuocere i tuoi primi Tortelli Cremaschi buttandoli nell’acqua bollente appena prima che bolla. Fatto questo lasciali cuocere per circa 20 minuti mentre sciogli il burro che andrai a versare assieme ad un po’ di salvia e al restante grana.

 

Ed ecco finalmente pronti questo delizioso primo piatto tipico di Crema. E se non ti fossero venuti bene?

La soluzione è semplice! Vieni a trovarci nella bellissima Crema, dove potrai trovare gli unici veri Tortelli Cremaschi.