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Viaggio alla scoperta della cucina della Marca Trevigiana

“In cucina funziona come nelle più belle opere d’arte: non si sa niente di un piatto fintanto che si ignora l’intenzione che l’ha fatto nascere” (Daniel Pennac)

La cucina italiana è una cucina semplice e tradizionale. Alcune delle ricette più celebri sono state scritte dalle nonne e tramandate per generazioni. La semplicità la si ritrova nel prediligere la qualità delle materie prime rispetto alla quantità, tanto che alcuni piatti richiedono meno di 5 ingredienti e questo rende la cucina italiana una cucina “casalinga” e facilmente riproducibile. Ma per comprendere appieno la nostra tradizione quale strategia migliore se non sedersi a tavola e intraprendere un viaggio culinario? Ora sedetevi comodi, allacciate il tovagliolo e si parte!

 

La cucina della Marca Trevigiana: l’antipasto

Da dove iniziare il nostro viaggio se non da un antipasto? La cucina della Marca Trevigiana è una delle più ricche del panorama gastronomico veneto ed è fortemente incentrata sulla valorizzazione delle risorse presenti nel territorio. Passeggiando lungo le sponde del Piave si può trovare la Silene Vulgaris, un’erba molto conosciuta ed utilizzata per preparare deliziose frittate e risotti dal gusto delicato. L’origine del suo nome deriva da Sileno, amico di Dioniso, dio del vino e dell’ebrezza e del corteggio di uomini e donne festanti. Nelle pitture viene rappresentato come un vecchio ubriaco con la pancia sporgente ed è proprio la somiglianza della sua pancia al fiore della Silene ad averle dato il nome.

Nel trevigiano queste erbe dal gusto dolce e piacevole al palato vengono chiamate Schioppetti e le frittate con queste erbe non mancano mai ai picnic domenicali!

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La cucina della Marca Trevigiana: i primi

In qualsiasi osteria trevigiana sul menù troverete un piatto antico quanto semplice che alla sua origine era destinato alla povera gente: Pasta e fasoj. Cibo umile ed antichissimo, sempre presente nelle mense agresti, viene servito su una zuppa densa di fagioli mista a pasta fatta in casa tirata a sfoglia o in straccetti e passati in una cremosa vellutata. La ricetta tradizionale prevedeva l’aggiunta di patate, scelta dettata dalla necessità di risparmiare fagioli, e che venga servita con del radicchio tardivo crudo sul fondo del piatto e con una spolverata di pepe nero. Un piatto ricco di proteine che servivano da carburante per i poveri lavoratori trevigiani. Oggi per rendere il piatto più prelibato si può aggiungere della cotenna o del leggero soffritto e così la pasta e fasoj abbinata a del buon Breganze Pinot nero diventa un piatto gustoso e saporito. Se i poveri lavoratori si nutrivano di pasta e fasoj, la signoria dell’epoca andava matta per la Sopa coada.  Questo pasticcio di pane, brodo e carne di piccione nasce dalle cucine degli allevatori trevigiani che preparavano questo piatto in occasioni speciali. La parola “coada” in dialetto trevigiano significa covata proprio perché il tempo di preparazione richiesto è molto lungo: perfino 4 o 5 ore! La ricetta prevede strati di pane bianco alternati a strati con carne di piccione disossato e rosolato in padella con vino. Tutto il composto viene poi inzuppato in un abbondante ciotola di brodo e cotto in forno per un paio d’ore. La preparazione di un piatto simile, oltre a richiedere molto tempo, richiede anche disponibilità economica. Al tempo un’abbondanza di carni e di pane bianco era appannaggio esclusivo dei ricchi signori. Quindi non vi fate spaventare da un nome così poco regale e gustate un piatto degno della nobiltà trevigiana.

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La cucina della Marca Trevigiana: i secondi

Ebbene sì, lo ammetto la cucina trevigiana non è propriamente leggera e fresca. Insieme ad altri secondi tipici come il Capon ala Canevèra, il filetto di Salmerino in crosta con radicchio di Treviso e alla Oca rosta col seano troviamo un piatto fresco e leggero che può essere facilmente preparato durante tutto il periodo primaverile: L’asparago bianco di Cimadolmo con uova sode. L’ortaggio viene semplicemente bollito e condito ed accompagnato con uova sode e prezzemolo. Se invece siete ancora affamati perché non assaggiare la pevarada? Una salsa preparata tritando fegatini con salumi ed insaccati insaporiti poi con varie spezie. La salsa è ottima per accompagnare carni bianche. Come contorno ovviamente non può mancare il famosissimo radicchio rosso di Treviso tardivo! Un prodotto che perfetto in moltissime ricette: combinato a del risotto o alle lasagne, saltato in padella e arrostito con pancetta o semplicemente servito crudo con aceto balsamico.

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La cucina della Marca Trevigiana: il dolce

Pochi sanno che fu proprio la città di Treviso intorno agli anni ’50 a creare un dolce che è ora famoso ed apprezzato in tutto il mondo. Stiamo parlando del tiramisù. Il dolce, nato nella cucina della famosa osteria trevigiana “Le Beccherie” era destinato a bambini ed anziani poiché la sua realizzazione, facile ed economica, consentiva una facile digeribilità e rapidità di assimilazione. La ricetta originale utilizza dei biscotti leggeri, i savoiardi, imbevuti in caffè ed alternati con strati di una morbida crema di mascarpone e tuorli. Non si può lasciare Treviso senza aver gustato questo dolce delizioso.

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La ricetta consigliata: Bigoli con l’anatra

INGREDIENTI (6 persone)
per i bigoli da trafilare col bigolaro (il cilindro di trafila)
4 uova
400 gr di farina di frumento 00 o mista

per il sugo (tocio)
anatra e sue rigaglie (fegato, cuore, ventriglio)
profumi di rosmarino, aglio, timo, maggiorana e salvia, racchiusi in un sacchetto di garza o tritati in modo finissimo
qualche foglia di prezzemolo (a piacere)
1 bicchiere di vino bianco secco
olio extra vergine di oliva Garda D.O.P.
sale e pepe

per il brodo
la carcassa dell’anatra
1 cipolla, gambi di sedano, prezzemolo da unire al condimento
formaggio Grana Padano D.O.P. grattugiato

 

PREPARAZIONE 

Si disossa l’anatra recuperando alcuni ritagli di polpa e di pelle. Con le ossa spolpate e il ventriglio, messi in pentola con acqua, cipolla, sedano e sale, si prepara il brodo per cuocere i bigoli. Si tagliano a tocchetti le altre rigaglie e il ventriglio lessato e spellato, parte di pelle dell’anatra ridotta a listarelle, e qualche ritaglio di polpa.

Si sala, si impepa e si lascia rosolare lentamente con i profumi, allungando mano a mano con vino bianco secco e un poco di brodo. Si aggiunge il prezzemolo tritato e si lascia che il sugo restringa. Si cuociono i bigoli nel brodo d’anatra, si scolano, si condiscono col sugo bollente e alla fine si spolvera con abbondante formaggio grana grattugiato.

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Se vuoi assaggiare di persona i meravigliosi gusti della cucina trevigiana scopri di più sul sito: http://ristoranteterrazze.com/index.aspx
Se vuoi scoprire anche la ricchezza culturale della Marca  visita invece il sito: http://leterrazzehr.it/

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Treviso: un ottimo connubio tra passato e futuro

Treviso: un ottimo connubio tra passato e futuro

La provincia di Treviso detta anche Marca Trevigiana è un affascinante scrigno ricco di storia, tuttavia all’avanguardia e proiettato nel futuro. Passato e presente si intersecano impeccabilmente creando una suggestione antica dal sapore futuristico. Roccaforti si alternano a centri ecosostenibili, cammini culturali a palazzi moderni; un equilibrio perfetto che descrive tutto il percorso storico avvenuto e quello che verrà.

Luoghi di cultura
Testimoni dell’epoca medioevale sono le numerose roccaforti e fortilizi sparsi per tutta la Marca, un tragitto culturale affascinante e tutto da scoprire. Un esempio sono Castelfranco Veneto e Portobuffolè, dapprima piccole rocche successivamente evolutesi  in veri e propri centri abitati; senza dimenticare il fascino decadente di Treviso, vera e propria città murata collegata, lungo le vie, da corridoi arcati che permettono eleganti passeggiate nell’intervallo tra un luogo culturale e l’altro, fino a portare all’imponente chiesa di San Nicolò, situata nel cuore della città. Numerosi anche i castelli fortificati, anch’essi disseminati per tutta la provincia: Castelbrando, suggestiva dimora edificata sulla vetta del colle di Cison di Valmarino, il Castello di San Martino a Caneda, sede tutt’ora vescovile o ancora il Castelat, rocca di origine caminese, parzialmente distrutta dai turchi in epoca medioevale.

Corridoi arcati di Treviso

Corridoi arcati di Treviso

Eventi culturali 
Nella cornice di palazzi storici incantevoli e quasi al di là del tempo, il 2017 offrirà un calendario di iniziative ed eventi, denso e molto interessante oltre che all’avanguardia. Ne sono un valido esempio i Treviso Innovation days che si svolgeranno il 26 maggio, presso il complesso Sant’Artemio di  Treviso.  Il premio «Startup Trevigiana dell’anno», andrà̀ alla migliore startup innovativa del territorio; a contendersi  il premio saranno quindi le 10 migliori nuove imprese della Provincia di Treviso, le quali concorreranno anche al premio speciale Ascotrade “Energia per il futuro” con l’intento di premiare il progetto imprenditoriale con il maggior livello di Smart Energy.   Anche dal punto di vista artistico (musicale, teatrale e pittorico), Treviso risulta essere una provincia al passo con i tempi ma senza mai scordare il suo passato; previsti infatti gli spettacoli di artisti attuali del calibro di Pintus, Ligabue e Giorgia, intervallati da mostre (“Bellini e i belliniani”) o rappresentazioni (“Passione di Cristo, sacra rappresentazione vivente”) che ci riportano suggestivamente a tempi antichi, quasi mistici.

Sant'Artemio

Sant’Artemio

Gastronomia
Anche i numerosissimi eventi legati alla cucina tipica, diversi a seconda della cadenza stagionale, raccontano metodi di cottura tramandati nel tempo o solo recentemente inventati e riadattati alla cucina locale, trovando così un punto d’incontro. Tra i più importanti ricordiamo il Prosecco Wine tour che si protrarrà per tutto l’anno e che porterà alla scoperta dei prosecchi di origine trevigiana, considerati tra i più buoni al mondo; la fiera della birra artigianale di Santa Lucia di Piave (in corso, fino al 09 aprile) , caratteristica per la particolare produzione della stessa sia con metodo tradizionale che innovativo, o ancora la Festa di San Marco (Chiarano) che dal 21 aprile al 01 maggio proporrà diversi stand enogastronomici arricchiti da gruppi musicali in concerto, spettacoli di danza e dimostrazioni sportive. Un perfetto connubio tra tradizione ed evoluzione lo troviamo anche nel Museo del Caffè Dersut realizzato in un edificio storico ubicato nei pressi dell’azienda oggi tecnologicamente avanzata. La ricca esposizione comprende un percorso storico didattico intitolato “…dalla pianta alla tazzina, viaggio nella storia del caffè…” che permette al visitatore di scoprire e conoscere l’intera filiera dell’espresso. Il Museo è suddiviso in quattro sezioni che terminano con la sala degustazione e formazione dove sono già operativi i corsi per esercenti e aspiranti baristi. Cultura e tecnologia si fondono insieme per divulgare nel mondo la storia del caffè espresso.

Attività sportive

Importante, quasi fondamentale, per una provincia in fermento come Treviso, è dare spazio a eventi di carattere sportivo che permettano ai cittadini della Marca di vivere non solo i palazzi storici ma anche i contesti naturali. Treviso si rivela una palestra a cielo aperto e le iniziative sono numerosissime. Sempre attive infatti le escursioni in mountain-bike, nordic walking o per i più temerari anche il trekking. Riguardo queste attività riscuotono successo anche le molteplici competizioni e incontri a esse legate. Per citarne alcune: International Nordic Walking Trail Meeting (maggio – Valdobbiadene) , Prosecchissima (aprile – Miane) e Gunn Rita Marathon Gran Fondo del Montello (giugno – Montebelluna). Ma non solo a piedi o in bici la provincia veneta si fa teatro di paesaggi meravigliosi: in parapendio o col paracadute le Prealpi trevigiane mostrano tinte e sfumature che, accompagnate all’adrenalina di attività non proprio consuete, le rendono davvero uniche.

Prealpi trevigiane

Prealpi trevigiane

Raccontare la molteplicità di eventi, luoghi e tradizioni, perfettamente integrate con la prospettiva al futuro, della provincia di Treviso, è inimmaginabile. Basta davvero poco per restarne affascinati e volerla vivere appieno. Per scoprire ogni tassello di questo suggestivo lembo di terra situato nel centro perfetto del triveneto, l’unico consiglio che si può dare, è: “Provare per credere!”

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Lodi: la perla culturale lombarda

Lodi: la perla culturale lombarda

L’Italia è disseminata di piccole perle culturali che, tuttora, permettono di rivivere il ricchissimo percorso storico di cui è stata protagonista. Ne è un esempio la città di Lodi, oggi capoluogo dell’omonima provincia lombarda, distante in linea d’aria solamente 30 km da Milano. Lodi e i suoi dintorni mostrano, in tutto il loro splendore, una storia cominciata nel lontano 1158 con la fondazione ad opera di Federico Barbarossa.

Luoghi di interesse culturale  
Elencare tutti i palazzi storici disseminati nel territorio lodigiano risulta davvero impossibile ed è necessario soffermarsi su quelli più significativi dal punto di vista storico culturale. Partendo dal capoluogo, quantomeno doverose sono le visite al Duomo, situato nella piazza centrale e risultante essere una delle più grandi chiese della provincia lombarda e il Tempio Civico della Beata Vergine Incoronata, impreziosito da una considerevole quantità di opere d’arte che lo rendono un capolavoro del Rinascimento lombardo. Spostandoci invece alla periferia della provincia, nel comune di Sant’Angelo Lodigiano, oltre all’omonimo castello, è situata la Basilica di Sant’Antonio abate e Santa Francesca Cabrini mentre nel comune di Codogno troviamo il santuario della Madonna di Caravaggio e la chiesa parrocchiale di San Biagio, il più importante luogo di culto lodigiano, con un concerto di 9 (8+1) campane e l’organo Serassi, risalente al XVIII secolo.

Tempio civico della Beata Vergine Incoronata

Tempio civico della Beata Vergine Incoronata

Eventi
Il capoluogo lombardo offrirà numerose iniziative che, per tutto il 2017, intratterranno la popolazione del luogo e contribuiranno ad incrementare il settore turistico in costante crescita già dai primi anni duemila. Nei mesi estivi si svolge la rassegna “Lodi al Sole” che raccoglie eventi culturali e di intrattenimento per grandi e piccini. Caratteristico è il Palio dei Rioni che si svolge nei mesi di luglio e ottobre e che consiste in una gara, divisa in più prove, tra i rioni della città, per la conquista del “Baston de San Basan”. La manifestazione si chiude poi in Piazza Maggiore con una parata in costume e la corsa dei cavalli di ferro spinti a mano. Da citare anche la Rassegna enogastronomica del Lodigiano che si svolge nel mese di ottobre. Famoso è infine il mercato dell’antiquariato di Casalpusterlengo che si svolge ogni primo sabato del mese nell’incantevole cornice di Piazza del Popolo.

La Corsa dei cavalli di ferro spinti a mano

La Corsa dei cavalli di ferro spinti a mano

Cucina tradizionale
Quella lodigiana è una gastronomia semplice, quasi essenziale, che si distingue soprattutto per la produzione casearia e che mostra, senza timore, la sua caratteristica origine agricola. Tre infatti sono gli ingredienti che la fanno da padrone: il burro, il formaggio e gli insaccati di maiale. Fra i primi piatti, immancabili sono i minestroni e le innumerevoli tipologie di risotto, frutto di sperimentazione culinaria che si mischia alla tradizione. Tra i secondi, il più caratteristico consiste nella trippa de San Bassan, quasi un dovere il 19 gennaio, festa del Patrono di Lodi. Da segnalare il salame lodigiano legato a mano in budello naturale da selezionate carni suine. In tema di produzione casearia lodigiana però non si può non nominare il Grana o Granone lodigiano, le cui forme, ancora giovani, vengono tagliate a metà per essere successivamente raschiate con un apposito strumento fino ad ottenere la “raspadura” ovvero lingue sottilissime di formaggio, specialità ormai rara. Lodi si pregia di essere il vero luogo di nascita di un altro famosissimo e utilizzatissimo formaggio: il mascarpone, preparato con la panna di latte. Una tradizione culinaria forte e sentita quella di Lodi, che custodisce gelosamente per far si che non vada persa.

Il Granone lodigiano e la raspadura

Il Granone lodigiano e la raspadura

Sport
Anche se il sapore antico e tradizionale la fa da padrone, nelle attività sportive Lodi rivela il suo lato più avanguardista, tra gli sport più praticati infatti vi è l’hockey su pista. Ma ciò che colpisce i turisti, soprattutto i più sportivi, sono la molteplicità di teatri all’aperto che consentono di sperimentare diverse attività: anche se non toccata dal mare la provincia lodigiana offre paesaggi pianeggianti o collinari che ben si prestano a gite in bicicletta, mountain bike, oppure nordic walking. Il comune di Lodi in particolare, tutti gli anni, attiva una serie di corsi gratuiti per coloro i quali vogliono sperimentare nuove attività sportive.

Vista della città di Lodi

Vista della città di Lodi

Lodi e la sua provincia sono il sommo guardiano della tradizione lombarda, senza tuttavia intimidire le nuove proposte che consentirebbero la crescita economico-culturale. Un territorio antico, capace di tenersi al passo con i tempi, da visitare con l’intento di ritrovare le proprie origini.

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Antipasti Veloci | Ricette veloci per sorprendere

Sei alla ricerca di antipasti veloci con i quali sorprendere i tuoi invitati a cena? Allora sei nel posto giusto! Più sotto ti aspettano decine e decine di idee diverse, per creare antipasti gustosi e sorprendenti in grado di deliziare anche il palato più difficile.

L’unica regola? Che siano antipasti veloci, che tu possa presentare anche in caso di estrema urgenza, così da sorprendere doppiamente i tuoi invitati.

La cucina, in fondo, è ben più che semplice necessità in Italia. La nostra è la terra del sapore, del gusto e dell’alta gastronomia. Cucinare bene vuol dire rispettare una tradizione, rispettare la nostra cultura. E perché non farlo partendo fin dagli antipasti? Se i dolci possono essere la coronazione di un banchetto divino, gli antipasti possono esserne un delizioso incipit.

Se sei in ritardo e i tuoi amici ti aspettano, se tua suocera si è auto invitata all’improvviso e vuoi fare bella figura, allora questa lista è ciò che fa per te. Qui sotto troverai tantissime buone ricette divise per alimenti, così da poter soddisfare ogni gusto.

Sei pronto? Allora lanciati ai fornelli!

Antipasti veloci di Carne

  • Bocconcini di Patate, formaggio e pancetta

  • Bocconcini di Patate, formaggio e pancetta

Un antipasto tanto semplice e rapido quanto saporito e sfizioso, perfetto per accogliere ospiti inattesi. Di cosa hai bisogno? Ti bastano delle patate novelle, quelle piccole e dolci, intorno alle quali avvolgerai una fetta di formaggio a tua scelta; l’importante e che sia tagliato molto sottile. Infine, avvolgi il tutto con una fetta di pancetta.

Tutto qui? Si, tutto qui. Impiegherai semplicemente 10 minuti per la preparazione e venti minuti per la cottura in forno a 180°C : ma il risultato finale saranno deliziosi e sfiziosi bocconcini caldi.

  • Spiedini di salumi e formaggio

  • Spiedini di salumi e formaggio

Per invitati che amano la carne e i sapori decisi questo è l’antipasto principe, un piatto sul quale puoi fare affidamento se sei alla ricerca di risultati sicuri e sorprendenti! Un antipasto che puoi creare davvero in un batter d’occhio e che puoi personalizzare come più ti aggrada. Io ti consiglio di provare prendendo il formaggio e arrotolandolo attorno ad una fetta sottile di prosciutto e quindi infilandovi dei bocconcini di pancetta qua e là.

Quando avrai finito di preparare gli spiedini ti basterà rosolarli a fuoco lento in padella con burro o olio extra vergine d’oliva. Eccoti un antipasto delizioso, che puoi però gustare anche come secondo!

Per caso hai bisogno di suggerimenti sul formaggio da utilizzare? Perchè non provare con il caciocavallo, così saporito e deciso?

 

Antipasti di Pesce

  • Fagottini ai Gamberi

  • fagottini ai gamberi

Se certamente gusto e sapore sono fondamentali in cucina, lo sono pure l’aspetto e la presentazione! Con questo veloce antipasto di pesce otterrai un risultato sorprendente, presentando un piatto non solo delizioso ma anche curato e simpatico.

E il tutto è semplicissimo da cucinare! Bastano delle piccole e sottili crespelle all’interno delle quali inserirai gamberi freschi e poi, a tuo gradimento, verdure o formaggi.

  • Finte Capesante al Salmone

  • Finte Capesante al Salmone

Le capesante sono certamente un piatto prelibato, ma oggi vedremo una variante che della vera capasanta ha solo il guscio. In questo piatto infatti si utilizza unicamente il guscio della capasanta, che fa da contenitore per un gustoso ripieno di salmone, mozzarella e besciamella.

Il bello di questo piatto? Ha un gusto sorprendente e raffinato ed un aspetto davvero elegante, eppure è semplicissimo da relizzare. E’ sufficiente cucinare la besciamella, arricchirla con l’aggiunta di mozzarella e salmone e quindi riempire le conchiglie con questo gustoso ripieno. Coprite con una generosa spolverata di pan grattato e infornate a 200°C per dieci minuti e…voilà, la delizia è servita!

 

Antipasti veloci vegetariani (o quasi)

  • Pomodorini ripieni di salsa tonnata

  • Pomodorini ripieni di salsa tonnata

Se pensiamo ad un antipasto veloce, fresco e semplice, non può che saltare in mente una bella e colorata portata di pomodorini ripieni: un piatto tanto veloce nella preparazione quanto sfizioso nel gusto, perfetto per accompagnare le serate estive o le grigliate primaverili.

Innazitutto procurati dei pomodorini freschi; io ti consiglio i ciliegini. Quindi ti servirà della salsa tonnata, magari quella avanzata l’altra sera quando hai fatto il tuo buon vitello tonnato. Due semplici accorgimenti: prima di collocarvi il ripieno ricorda di strizzare un po’ il pomodoro, per elminare parte dell’acqua che contiene. E non dimenticarti di guarnire la superficie del tuo piatto di portata, in modo da rendere il tutto più grazioso: capperi e foglie di basilico sono l’ideale.

  • Bocconcini di uva al formaggio e pistacchi

  • Bocconcini di uva al formaggio e pistacchi

Ti piace sperimentare? Ti piace accostare sapori nuovi per creare piatti sorprendenti? Perché non l’hai detto subito, avrei messo questo antipasto in cima alla lista! Un concentrato di originalità e sapore, che trae la sua forza dal contrasto fra dolce e salato.

Ciò di cui hai bisogno sono una manciata di acini d’uva (una quindicina), granella di pistacchio, qualche cucchiaino di gorgonzola e qualche altro di formaggio spalmabile.

Per questo gustoso antipasto veloce ti rimando alla ricetta originale di giallozafferano, essendo la realizzazione non così intuitiva come può sembrare.

  • Gusci di Avocado Ripieno

  • Gusci di Avocado Ripieno

L’avocado è un frutto esotico che si è fatto sempre più strada anche nella nostra cucina di ogni giorno, grazie ad un sapore unico ed alla sua innata freschezza. Questo è un antipasto delicato e rinfrescante che ti consiglio di presentare durante l’estate, magari per sostituire una noiosa insalata priva di sapore.

Ma bando alle ciance e mettiamoci subito ai fornelli! Partiamo col vedere che ingredienti servono, anche se, proprio come in un’insalata, potrai ovviamente sostituirli con quelli che preferisci: avocado, limone, pomodori cuore di bue, un cucchiaino di mandorle in scaglie e una ciotolina di gamberetti sgusciati.

E ora, forchetta alla mano, è giunto il momento di svuotare i nostri avocado e quindi svuotarli dalla polpa. Questa deve essere tagliata a piccoli pezzi, cui andremo poi ad amalgamare tutti gli altri ingredienti. Infine il composto deve essere collocato nel guscio svuotato.

Per un sapore ancora più deciso e sorprendente ti do un consiglio: versa i gamberetti in una ciotola con scorza di limone ed aggiungi salsa di soia e miele. Poi saltali in padella a fuoco alto per circa un minuto.

Ed ecco pronti i tuoi deliziosi antipasti veloci a base di avocado, una prelibatezza estiva!

Dove gustare dei buoni antipasti?

Oggi abbiamo visto che cucinare antipasti veloci è davvero semplice ; si può  dare vita a bocconcini davvero sfiziosi. Ma dove andare a mangiarli se non hai voglia di cucinare? Puoi gustare i migliori antipasti presso il Ristorante Le Terrazze, uno dei migliori locali di Treviso che offre le pietanze più buone e gustose della città. Che dire, buon appetito!

 

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VEGAN STYLE: DO & DONT’S DELLA CUCINA VEGANA

Vegan style: do & don’t della cucina vegana

Approcciarsi alla cucina vegana è difficile, soprattutto per chi vive nelle piccole città dove certi alimenti non sono facilmente reperibili al supermercato ed è necessario recarsi nei grandi centri urbani o in negozi specializzati.

Chi lo fa per scelta etica, chi per scelta alimentare, le persone che si dedicano alla dieta vegana sono sempre di più; ma spesso si trova molta confusione e rivolgersi ai consigli degli amici non basta più.

Per questo motivo vediamo quali sono le basi della cucina vegana, molto più varia di quanto non sembri all’inizio.

Se la dieta vegetariana esclude totalmente l’uso di prodotti animali, quella veg si spinge più in là, eliminando anche tutti i prodotti di derivazione animale, come latticini, uova o miele.

Sappiamo tutti della scelta di utilizzare soia e seitan, ma ci sono altre limitazioni. Si prediligono gli alimenti provenienti da agricolture biologiche perchè maggiormente ricchi di minerali e non pastorizzati. Importantissimo è l’uso del sesamo, della frutta secca e di tutti i cereali, da variare in modo da poter produrre una dieta ricca nei piatti. Il pane va consumato sempre integrale, mentre è proibito bere tè a causa della teina.

Vengono predilette le verdure crude per le loro proprietà mentre tutti i prodotti idrogenati sono esclusi.

Una cosa importantissima nella dieta di un vegano è la cottura, usata in maniera stagionale: al forno durante i periodi freddi, alla griglia durante l’autunno; ultima regola, legata alla sostenibilità, è l’utilizzo della stufa a legna e delle pentole in ghisa e terracotta.