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Conegliano: tradizioni al passo con i tempi

Il lato storico di Conegliano

La Marca trevigiana si presenta agli occhi di turisti e residenti come un labirinto pieno di meraviglie tutte da scoprire. Ad ogni angolo una rocca, un castello, un forte spiccano per lasciare tutti a bocca aperta. L’incantevole città di Conegliano ne è la prova, ricca di monumenti ed edifici che testimoniano quanto sia intenso il percorso storico Veneto.

Il Castello
Uno dei tratti più caratteristici per chi visita Conegliano è sicuramente il Castello, situato in posizione strategica sulla cima del Colle di Giano e risalente al XII secolo. Oggi il fortilizio è adibito a Museo Civico, che accoglie una corposa galleria di affreschi e quadri provenienti da altri luoghi storici del territorio trevigiano, una serie di arredi del 1500-1600 comprendenti cassapanche e armature, la sezione archeologica con reperti che vanno dal paleolitico all’età romanica ed un lapidario. Sulla sommità di questo incantevole maniero un’ampia terrazza offre l’opportunità di una vista che spazia dalle montagne al mare.

Castello

Il centro storico
Via XX Settembre (Contrada Granda) e Piazza Cima, sono la base del caratteristico centro storico di Conegliano che per secoli ha rappresentato il nucleo, in continuo fermento, dell’economia e della cultura cittadina. La via rappresenta inoltre il fondamento del tessuto storico urbano, disseminato di strutture architravate e muri ornati con affreschi, sulla quale sono nati, a partire dal XV secolo, una serie di eleganti palazzi signorili oltre al Duomo, il Teatro Accademia e il Palazzo Comunale.

Contrada Granda

Il Duomo
Risalente al XIV secolo, il Duomo di Conegliano è una struttura religiosa che sorge tra i palazzi della Contrada Granda. La particolare facciata è contornata di archi a sesto acuto e mostra un affresco murale che, per le sue importanti dimensioni, è considerato il più esteso del Veneto. Sia questo che gli affreschi interni sono risalenti al Cinquecento e sono opera del Pozzoserrato. L’architettura interna prevede tre navate  che accolgono l’unica opera del Cima rimasta nella sua città natale: la Pala, datata 1492 e ubicata alle spalle dell’altare maggiore. Altre opere di artisti famosi quali Francesco Beccaruzzi, Ludovico Pozzosserrato e Palma il Giovane, sono disseminate lungo le navate laterali.

Il Duomo

Conegliano: non solo Cultura

Seppur interessantissima e stimolante dal punto di vista culturale, Conegliano non si limita ad essere solo un borgo ricco di palazzi storici da visitare. Questa cittadina ha saputo nei secoli rinnovarsi e stare al passo con i tempi, diventando oggi, uno dei punti nevralgici per il divertimento trevigiano sia per famiglie che per giovani. Locali ed eventi per passare la serata, con iniziative musicali talvolta promosse dalla stessa amministrazione comunale, rendono Conegliano una cittadina giovane e viva, che tuttavia non dimentica le tradizioni.

Lo Spritz Trevigiano
Se ci si trova a girare per la provincia di Treviso verso le sei di sera, è impossibile non ordinarsi un freschissimo Spritz! Lo Spritz, è un aperitivo alcolico di origine veneta/austroungarica. Non è solo una bevanda ma una vera e propria tradizione territoriale che rappresenta un punto d’incontro tra diverse generazioni. La metodologia di preparazione è diversa da locale a locale ma generalmente viene fatto con Prosecco, acqua minerale ed Aperol o Campari, che gli conferiscono la tipica colorazione rossa. Va infine servito con ghiaccio, fettina di limone o di arancio.  Divenuto sempre più famoso, lo Spritz ha contribuito a creare il concetto di apericena, poiché solitamente viene accompagnato da “cicchetti” tipici da gustare: affettati, formaggi, verdure grigliate, patatine. Si sa i veneti sono buone forchette.

Spritz

La Dama
Altra tradizione molto importante per i coneglianesi è la Dama. Due manifestazioni in particolare celebrano questo antico gioco: a giugno nel centro storico si svolge la Dama Castellana che consiste in una partita a Dama in cui le pedine sono sostituite a personaggi in carne ed ossa e vestiti con costumi rinascimentali; a settembre invece, si svolge l’Enodama, un torneo di Dama in cui le pedine sono calici di vino bianco e vino rosso, con lo scopo di valorizzare le aziende vitivinicole del territorio.

Dama

Conegliano, perfettamente allineato con arte, cultura, tradizioni e modus vivendi della Marca trevigiana è una città tutta da vivere e scoprire, e senza ombra di dubbio, saprà restare nel cuore di ogni  visitatore.

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Ville Venete: magnificenza monumentale

Se si vuole ritrovare storia, arte e cultura racchiuse insieme come in uno scrigno, il posto giusto è la Marca trevigiana, una magica porzione di Veneto disseminata di oltre 4.000 edifici, definiti comunemente Ville Venete, ognuno con la propria origine e le proprie caratteristiche, contestualizzate in un quadro politico-sociologico ed economico che interessa non solo il territorio e le strutture in se ma anche l’origine delle famiglie che hanno contribuito nel tempo ad arricchire il patrimonio artistico veneto grazie all’intervento di molteplici architetti, pittori e scultori. Descrivere tutte le strutture che rientrano in questo affascinante circuito sarebbe davvero impossibile, ecco allora una piccola selezione che consente solo di avvicinarsi a capire l’immensa ricchezza artistica della provincia di Treviso.

Le Ville

Villa Pisani (Stra)
Parlando del circuito delle Ville Venete il primato per sfarzosità e magnificenza spetta sicuramente a Villa Pisani, un monumentale edificio di ben 114 stanze. Detta la “Regina delle Ville Venete” o “La Nazionale”, Villa Pisani, situata a Stra a cavallo tra la provincia di Treviso e quella di Venezia, rappresenta un gioiello di architettura e design, connubio perfetto tra lo stile del tardo ‘700 e quello ottocentesco. Degni di nota sono anche la grande quantità di ettari che si estendono adiacenti la Villa; un parco, famoso per il suo intricato labirinto di siepi di Bosso, che funge da cornice perfetta alla grande protagonista.

Villa Pisani

Villa Pisani

Villa Barbaro (Maser)
Questa incredibile Villa, situata a Maser, nasce dal genio del più importante architetto di tutti i tempi, Andrea Palladio. Fu costruita tra il 1554 e il 1560 per volere dell’umanista Daniele Barbaro e suo fratello. Gli interni furono invece affidati alla mano di un altro dei massimi esponenti del periodo, Paolo Veronese, che la arricchì di affreschi ammirabili ancora oggi e che fanno di questa strabiliante abitazione signorile, un gioiello non solo da ammirare ma anche preservare; la Villa infatti è inserita nel Patrimonio dell’UNESCO.

Villa Barbaro

Villa Barbaro

Villa Giustinian (Roncade)
Detta il “Castello di Roncade” dall’omonima cittadina su cui posa le sue fondamenta, questa atipica Villa Veneta è munita di vere e proprie cinte murarie che la rendono assolutamente diversa da tutte le altre Ville del circuito. Durante la seconda guerra mondiale fu occupata da un comando tedesco e proprio le cinte murarie furono gravemente danneggiate, successivamente fu poi ristrutturata per poterla riportare al suo iniziale splendore.

Villa Giustinian

Villa Giustinian

Villa Rovero (San Zenone degli Ezzelini)
Voluta da Girolamo Di Rovero, questa Villa situata a San Zenone degli Ezzelini, restò immutata per tutto il ‘600. Solo a partire dal 1710 subì tutta una serie di cambiamenti che la portarono ad avere l’attuale conformazione. Questa Villa è estremamente legata al territorio circostante e alla stessa popolazione che ricorda ancora oggi come fin dal XVII secolo, all’interno del complesso, furono decisi mediante appositi contratti con la Famiglia Rovere, feudataria dell’epoca, il futuro destino dei propri antenati sia per la terra che per le abitazioni.

Villa Rovero

Villa Rovero

Palazzo Pretorio (Asolo)
Asolo rappresenta solo un piccolo punto nella vastità culturale della Provincia di Treviso, tuttavia concentra su di se il fascino strategico dell’Antica Roma. Il Palazzo pretorio, nominato per la prima volta dall’Imperatore romano Ottone I in un atto del 969, acquisisce precisamente la sua denominazione, e ne indica quindi l’origine, in epoca romana. Esso infatti si trova in posizione strategica tra Patavium (Padova) e la via commerciale Claudia Augusta Altinate. Questo palazzo testimonia quanto importante fosse non solo ostentare la sfarzosità ma anche studiare i posizionamenti strategici per rendere economia, difese e comunicazioni di un Impero davvero forti ed efficienti.

Palazzo Pretorio

Palazzo Pretorio

A riconferma di quanto il mondo della Marca trevigiana sia ricco di sfumature storiche queste ville provenienti da diversissime epoche e disseminate in tutto il territorio offrono uno spunto stimolante per conoscere le nostre origini. Alla ricerca di ciò che siamo stati, attraverso ciò che tanto gelosamente abbiamo preservato nei secoli.

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Treviso: un ottimo connubio tra passato e futuro

Treviso: un ottimo connubio tra passato e futuro

La provincia di Treviso detta anche Marca Trevigiana è un affascinante scrigno ricco di storia, tuttavia all’avanguardia e proiettato nel futuro. Passato e presente si intersecano impeccabilmente creando una suggestione antica dal sapore futuristico. Roccaforti si alternano a centri ecosostenibili, cammini culturali a palazzi moderni; un equilibrio perfetto che descrive tutto il percorso storico avvenuto e quello che verrà.

Luoghi di cultura
Testimoni dell’epoca medioevale sono le numerose roccaforti e fortilizi sparsi per tutta la Marca, un tragitto culturale affascinante e tutto da scoprire. Un esempio sono Castelfranco Veneto e Portobuffolè, dapprima piccole rocche successivamente evolutesi  in veri e propri centri abitati; senza dimenticare il fascino decadente di Treviso, vera e propria città murata collegata, lungo le vie, da corridoi arcati che permettono eleganti passeggiate nell’intervallo tra un luogo culturale e l’altro, fino a portare all’imponente chiesa di San Nicolò, situata nel cuore della città. Numerosi anche i castelli fortificati, anch’essi disseminati per tutta la provincia: Castelbrando, suggestiva dimora edificata sulla vetta del colle di Cison di Valmarino, il Castello di San Martino a Caneda, sede tutt’ora vescovile o ancora il Castelat, rocca di origine caminese, parzialmente distrutta dai turchi in epoca medioevale.

Corridoi arcati di Treviso

Corridoi arcati di Treviso

Eventi culturali 
Nella cornice di palazzi storici incantevoli e quasi al di là del tempo, il 2017 offrirà un calendario di iniziative ed eventi, denso e molto interessante oltre che all’avanguardia. Ne sono un valido esempio i Treviso Innovation days che si svolgeranno il 26 maggio, presso il complesso Sant’Artemio di  Treviso.  Il premio «Startup Trevigiana dell’anno», andrà̀ alla migliore startup innovativa del territorio; a contendersi  il premio saranno quindi le 10 migliori nuove imprese della Provincia di Treviso, le quali concorreranno anche al premio speciale Ascotrade “Energia per il futuro” con l’intento di premiare il progetto imprenditoriale con il maggior livello di Smart Energy.   Anche dal punto di vista artistico (musicale, teatrale e pittorico), Treviso risulta essere una provincia al passo con i tempi ma senza mai scordare il suo passato; previsti infatti gli spettacoli di artisti attuali del calibro di Pintus, Ligabue e Giorgia, intervallati da mostre (“Bellini e i belliniani”) o rappresentazioni (“Passione di Cristo, sacra rappresentazione vivente”) che ci riportano suggestivamente a tempi antichi, quasi mistici.

Sant'Artemio

Sant’Artemio

Gastronomia
Anche i numerosissimi eventi legati alla cucina tipica, diversi a seconda della cadenza stagionale, raccontano metodi di cottura tramandati nel tempo o solo recentemente inventati e riadattati alla cucina locale, trovando così un punto d’incontro. Tra i più importanti ricordiamo il Prosecco Wine tour che si protrarrà per tutto l’anno e che porterà alla scoperta dei prosecchi di origine trevigiana, considerati tra i più buoni al mondo; la fiera della birra artigianale di Santa Lucia di Piave (in corso, fino al 09 aprile) , caratteristica per la particolare produzione della stessa sia con metodo tradizionale che innovativo, o ancora la Festa di San Marco (Chiarano) che dal 21 aprile al 01 maggio proporrà diversi stand enogastronomici arricchiti da gruppi musicali in concerto, spettacoli di danza e dimostrazioni sportive. Un perfetto connubio tra tradizione ed evoluzione lo troviamo anche nel Museo del Caffè Dersut realizzato in un edificio storico ubicato nei pressi dell’azienda oggi tecnologicamente avanzata. La ricca esposizione comprende un percorso storico didattico intitolato “…dalla pianta alla tazzina, viaggio nella storia del caffè…” che permette al visitatore di scoprire e conoscere l’intera filiera dell’espresso. Il Museo è suddiviso in quattro sezioni che terminano con la sala degustazione e formazione dove sono già operativi i corsi per esercenti e aspiranti baristi. Cultura e tecnologia si fondono insieme per divulgare nel mondo la storia del caffè espresso.

Attività sportive

Importante, quasi fondamentale, per una provincia in fermento come Treviso, è dare spazio a eventi di carattere sportivo che permettano ai cittadini della Marca di vivere non solo i palazzi storici ma anche i contesti naturali. Treviso si rivela una palestra a cielo aperto e le iniziative sono numerosissime. Sempre attive infatti le escursioni in mountain-bike, nordic walking o per i più temerari anche il trekking. Riguardo queste attività riscuotono successo anche le molteplici competizioni e incontri a esse legate. Per citarne alcune: International Nordic Walking Trail Meeting (maggio – Valdobbiadene) , Prosecchissima (aprile – Miane) e Gunn Rita Marathon Gran Fondo del Montello (giugno – Montebelluna). Ma non solo a piedi o in bici la provincia veneta si fa teatro di paesaggi meravigliosi: in parapendio o col paracadute le Prealpi trevigiane mostrano tinte e sfumature che, accompagnate all’adrenalina di attività non proprio consuete, le rendono davvero uniche.

Prealpi trevigiane

Prealpi trevigiane

Raccontare la molteplicità di eventi, luoghi e tradizioni, perfettamente integrate con la prospettiva al futuro, della provincia di Treviso, è inimmaginabile. Basta davvero poco per restarne affascinati e volerla vivere appieno. Per scoprire ogni tassello di questo suggestivo lembo di terra situato nel centro perfetto del triveneto, l’unico consiglio che si può dare, è: “Provare per credere!”

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Lodi: la perla culturale lombarda

Lodi: la perla culturale lombarda

L’Italia è disseminata di piccole perle culturali che, tuttora, permettono di rivivere il ricchissimo percorso storico di cui è stata protagonista. Ne è un esempio la città di Lodi, oggi capoluogo dell’omonima provincia lombarda, distante in linea d’aria solamente 30 km da Milano. Lodi e i suoi dintorni mostrano, in tutto il loro splendore, una storia cominciata nel lontano 1158 con la fondazione ad opera di Federico Barbarossa.

Luoghi di interesse culturale  
Elencare tutti i palazzi storici disseminati nel territorio lodigiano risulta davvero impossibile ed è necessario soffermarsi su quelli più significativi dal punto di vista storico culturale. Partendo dal capoluogo, quantomeno doverose sono le visite al Duomo, situato nella piazza centrale e risultante essere una delle più grandi chiese della provincia lombarda e il Tempio Civico della Beata Vergine Incoronata, impreziosito da una considerevole quantità di opere d’arte che lo rendono un capolavoro del Rinascimento lombardo. Spostandoci invece alla periferia della provincia, nel comune di Sant’Angelo Lodigiano, oltre all’omonimo castello, è situata la Basilica di Sant’Antonio abate e Santa Francesca Cabrini mentre nel comune di Codogno troviamo il santuario della Madonna di Caravaggio e la chiesa parrocchiale di San Biagio, il più importante luogo di culto lodigiano, con un concerto di 9 (8+1) campane e l’organo Serassi, risalente al XVIII secolo.

Tempio civico della Beata Vergine Incoronata

Tempio civico della Beata Vergine Incoronata

Eventi
Il capoluogo lombardo offrirà numerose iniziative che, per tutto il 2017, intratterranno la popolazione del luogo e contribuiranno ad incrementare il settore turistico in costante crescita già dai primi anni duemila. Nei mesi estivi si svolge la rassegna “Lodi al Sole” che raccoglie eventi culturali e di intrattenimento per grandi e piccini. Caratteristico è il Palio dei Rioni che si svolge nei mesi di luglio e ottobre e che consiste in una gara, divisa in più prove, tra i rioni della città, per la conquista del “Baston de San Basan”. La manifestazione si chiude poi in Piazza Maggiore con una parata in costume e la corsa dei cavalli di ferro spinti a mano. Da citare anche la Rassegna enogastronomica del Lodigiano che si svolge nel mese di ottobre. Famoso è infine il mercato dell’antiquariato di Casalpusterlengo che si svolge ogni primo sabato del mese nell’incantevole cornice di Piazza del Popolo.

La Corsa dei cavalli di ferro spinti a mano

La Corsa dei cavalli di ferro spinti a mano

Cucina tradizionale
Quella lodigiana è una gastronomia semplice, quasi essenziale, che si distingue soprattutto per la produzione casearia e che mostra, senza timore, la sua caratteristica origine agricola. Tre infatti sono gli ingredienti che la fanno da padrone: il burro, il formaggio e gli insaccati di maiale. Fra i primi piatti, immancabili sono i minestroni e le innumerevoli tipologie di risotto, frutto di sperimentazione culinaria che si mischia alla tradizione. Tra i secondi, il più caratteristico consiste nella trippa de San Bassan, quasi un dovere il 19 gennaio, festa del Patrono di Lodi. Da segnalare il salame lodigiano legato a mano in budello naturale da selezionate carni suine. In tema di produzione casearia lodigiana però non si può non nominare il Grana o Granone lodigiano, le cui forme, ancora giovani, vengono tagliate a metà per essere successivamente raschiate con un apposito strumento fino ad ottenere la “raspadura” ovvero lingue sottilissime di formaggio, specialità ormai rara. Lodi si pregia di essere il vero luogo di nascita di un altro famosissimo e utilizzatissimo formaggio: il mascarpone, preparato con la panna di latte. Una tradizione culinaria forte e sentita quella di Lodi, che custodisce gelosamente per far si che non vada persa.

Il Granone lodigiano e la raspadura

Il Granone lodigiano e la raspadura

Sport
Anche se il sapore antico e tradizionale la fa da padrone, nelle attività sportive Lodi rivela il suo lato più avanguardista, tra gli sport più praticati infatti vi è l’hockey su pista. Ma ciò che colpisce i turisti, soprattutto i più sportivi, sono la molteplicità di teatri all’aperto che consentono di sperimentare diverse attività: anche se non toccata dal mare la provincia lodigiana offre paesaggi pianeggianti o collinari che ben si prestano a gite in bicicletta, mountain bike, oppure nordic walking. Il comune di Lodi in particolare, tutti gli anni, attiva una serie di corsi gratuiti per coloro i quali vogliono sperimentare nuove attività sportive.

Vista della città di Lodi

Vista della città di Lodi

Lodi e la sua provincia sono il sommo guardiano della tradizione lombarda, senza tuttavia intimidire le nuove proposte che consentirebbero la crescita economico-culturale. Un territorio antico, capace di tenersi al passo con i tempi, da visitare con l’intento di ritrovare le proprie origini.

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Santuario di Santa Maria della Croce: storia e culto

Della città di Crema abbiamo parlato molte volte. Scorrendo gli articoli potrai immergerti in un’esperienza incredibile viaggiando fra le strade e le meraviglie di questa città, fra le quali spicca il Santuario di Santa Maria della Croce. Fra le molte bellezze di questo territorio la chiesa emerge come uno dei più begli esempi di sempre dell’architettura religiosa italiana.

Vediamo allora di approfondire le conoscenze sul Santuario di Santa Maria della Croce e scopriamo di più riguardo questo incantevole luogo!

 

Santuario Santa Maria della Croce

La storia

Questo santuario, una delle tante bellissime cose da vedere a Crema, è situato a pochi chilometri dal centro storico e il culto cui è dedicata, quello di Santa Maria della Croce appunto, ha una lunga storia intrisa di misteri e delitti.

La costruzione della Basilica è stata avviata nel 1490 e terminata nel 1500, secondo il progetto dell’architetto lodigiano Giovanni Batta­gio o Battaglio, un capace discepolo di Bramante.. Poiché vi fu disaccordo fra il Battagio ed i committenti, egli venne sostituito a metà lavoro dall’ingegnere cremasco Giovanni Antonio Montanaro cui si devono le caratteristiche tardo gotiche della costruzione.

Il Culto

La storia da cui ha origine il culto di Santa Maria della Croce è molto intrigante ed è incentrata su di un delitto! Tutto ha inizio quando Caterina degli Uberti, appartenente ad una importante famiglia di Crema, sposò Bartolomeo Pederbelli detto il Contaglio, un pregiudicato bandito dalla propria città natale, Bergamo. Fin dal primo momento vi furono scontri fra la famiglia di lei ed il marito relativamente al pagamento della dote, che proseguirono fino alla tragica conclusione. Il Contaglio un giorno la convinse a seguirla verso Bergamo per andare dai suoi genitori, ma deviò dalla strada portandola in un bosco e lì la uccise a colpi di spada, menando così tanti fendenti da far spezzare la lama che viene ancor’oggi conservata al Santuario. Ma ciò non gli bastò e si accanì ancora su di lei con il coltello, per essere sicuro di averla effettivamente uccisa ; quindi scappò con gli anelli d’oro di Caterina e fece perdere le proprie tracce. Dell’assassino non si seppe mai più nulla.

La donna agonizzante chiese aiuto alla Madonna, pregandola di poter ricevere i sacramenti. Essa allora le apparve, bloccandole le copiose emorragie e trasportando Caterina fino ad un casa di contadini che la ospitarono e le offrirono le prime cure, essendo tarda l’ora e già chiuse le mura della città di Crema. Così il giorno dopo la povera donna potè andare da un dottore e lì essere interrogata da un Giudice del Maleficio, fin quando non giunse un prete a darle i sacramenti. Quando ciò avvenne le emorragie ripresero e lei morì.

L’architettura

interno Santuario Santa Maria della Croce

Descrivere a parole la bellezza del Santuario di Santa Maria della Croce  è davvero impossibile, così come lo era per Dante il narrare di cose troppo belle ; per questo ti consiglio di visitare tu stessa la pagina internet del Santuario, dove troverai una immagine a 360° degli interni che te ne farà senz’altro innamorare.

All’esterno la basilica ha base rotonda ed è impreziosita da quattro stili architettonici diversi. L’interno è invece a base ottagonale con 4 nicchie e vi sono incantevoli cappelle, tutte in stile rinascimentale  eccetto la cappella gotica del Montanaro. Splendida è sicuramente la grande cupola che sorge al centro della chiesa e che fu affrescata dai fratelli Grandi e da Giacomo Parravicino.

Per il Santuario di Santa Maria della Croce finiamo qui, ma sono davvero moltissime le cose da vedere a Crema e dintorni! Se dopo aver visto questa meraviglia ti fosse venuta voglia di passare un weekend

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Cremasco, la terra dall’intenso sapore artistico

Il cremasco è una delle zone più ricce di patrimonio artistico in Lombardia; una zona di arte, cucina e cultura.

Crema e Cremona sono solo due delle bellezze Lombarde che sorgono nel cremasco, una zona tanto industrializzata quanto ricca di patrimonio artistico e di una grande tradizione gastronomica. Il cremasco sorge nell’area geografica situata nel centro della Lombardia e da sempre si sono individuate con difficoltà le province che vi appartenevano.

Ma quali sono le bellezze che rendono questa terra un patrimonio artistico italiano? Vediamole assieme.

Cattedrale e Torrazzo di CremonaCattedrale di Cremona

502 gradini, uno dietro l’altro. Una salita faticosa su ripide scale a chiocciola. Poi la scalata finisce e ci si trova davanti ad un panorama mozzafiato, e si ringrazia il cielo per aver avuto la forza di compiere quell’impresa. Ma ancor più bella è la cattedrale che nasconde, oltre la semplicità della facciata, una grande ricchezza. Splendidi affreschi, arazzi e sculture abbondano nel Duomo, splendido esempio di architettura medioevale religiosa.

Potrai trovare la cattedrale e il Torrazzo nel cuore del centro storico di Cremona.

Basilica Santa Maria della Croce

Basilica Santa Maria

 

Crema è un gioiello italiano che spesso passa inosservato, ma nasconde grandi tesori. La Basilica di Santa Maria della Croce ne è sicuramente l’esempio più eclatante. Gli splendidi esterni sono pura espressione del rinascimento Lombardo ed eretti con mattoni a vista. L’interessante interno, invece, è a base ottagonale ed è diviso in tre settori ricchi di affreschi e vetrate che tolgono il fiato. Una visita imperdibile.

Questo meraviglioso santuario ti aspetta a circa 5 km fuori dal centro storico di Crema.

Rocca Sforzesca

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Se le solite chiese e l’architettura religiosa ti hanno stancato, questa splendida Rocca, esempio tradizionale di architettura militare, è ciò che fa al caso tuo. Un luogo altamente suggestivo in grado di rievocare l’atmosfera medioevale del tempo. Tanto magnifica negli esterni quanto semplice negli interni, vi consigliamo di visitarla durante le rievocazioni storiche e le feste.

Potrai trovarla ad aspettarti ad imola, nel cuore del centro.

Monastero di San Giuseppe in San Sigismondo

Monastero di San Giuseppe in San Sigismondo

Il Cremasco si sa, ha un patrimonio vastissimo per ciò che riguarda le architetture religiose e il Monastero di San Giuseppe non poteva certo non comparire come uno degli esempi più belli. Ai semplici esterni di pietra si contrappongono ricchi interni con interessanti cicli di affreschi, che è preferibile visitare fino al pomeriggio presto, quando la luce ci permette di godere appieno di questa chiesa.

La chiesa si trova nella periferia di Cremona, presso Largo Bianca Maria Visconti

Villa Medici del Vascello

Villa Medici del Vascello

Ultima, ma non certo per importanza, la Villa Medici del Vascello, un’antica rocca medioevale voluta a difesa contro Parma e Mantova, dove visse anche Cecilia Gallerani: la Dama dell’Ermellino. Annesso alla Rocca vi è un parco molto ampio e curato con un laghetto per lo svolgimento di regate. Un antico edificio immerso nella natura, dove sorgono alberi secolari: la location perfetta per passare una giornata di relax distanti dalle solite realtà affollate.

Questa villa si trova a san Giovanni in Croce, a qualche chilometro da Cremona.

E per soggiornare nel Cremasco non vi è luogo migliore dell’Hotel Palace, che sorge nel cuore di Crema e offre un punto strategico per visitare tutta la zona circostante.

 

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