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Lodi: la perla culturale lombarda

Lodi: la perla culturale lombarda

L’Italia è disseminata di piccole perle culturali che, tuttora, permettono di rivivere il ricchissimo percorso storico di cui è stata protagonista. Ne è un esempio la città di Lodi, oggi capoluogo dell’omonima provincia lombarda, distante in linea d’aria solamente 30 km da Milano. Lodi e i suoi dintorni mostrano, in tutto il loro splendore, una storia cominciata nel lontano 1158 con la fondazione ad opera di Federico Barbarossa.

Luoghi di interesse culturale  
Elencare tutti i palazzi storici disseminati nel territorio lodigiano risulta davvero impossibile ed è necessario soffermarsi su quelli più significativi dal punto di vista storico culturale. Partendo dal capoluogo, quantomeno doverose sono le visite al Duomo, situato nella piazza centrale e risultante essere una delle più grandi chiese della provincia lombarda e il Tempio Civico della Beata Vergine Incoronata, impreziosito da una considerevole quantità di opere d’arte che lo rendono un capolavoro del Rinascimento lombardo. Spostandoci invece alla periferia della provincia, nel comune di Sant’Angelo Lodigiano, oltre all’omonimo castello, è situata la Basilica di Sant’Antonio abate e Santa Francesca Cabrini mentre nel comune di Codogno troviamo il santuario della Madonna di Caravaggio e la chiesa parrocchiale di San Biagio, il più importante luogo di culto lodigiano, con un concerto di 9 (8+1) campane e l’organo Serassi, risalente al XVIII secolo.

Tempio civico della Beata Vergine Incoronata

Tempio civico della Beata Vergine Incoronata

Eventi
Il capoluogo lombardo offrirà numerose iniziative che, per tutto il 2017, intratterranno la popolazione del luogo e contribuiranno ad incrementare il settore turistico in costante crescita già dai primi anni duemila. Nei mesi estivi si svolge la rassegna “Lodi al Sole” che raccoglie eventi culturali e di intrattenimento per grandi e piccini. Caratteristico è il Palio dei Rioni che si svolge nei mesi di luglio e ottobre e che consiste in una gara, divisa in più prove, tra i rioni della città, per la conquista del “Baston de San Basan”. La manifestazione si chiude poi in Piazza Maggiore con una parata in costume e la corsa dei cavalli di ferro spinti a mano. Da citare anche la Rassegna enogastronomica del Lodigiano che si svolge nel mese di ottobre. Famoso è infine il mercato dell’antiquariato di Casalpusterlengo che si svolge ogni primo sabato del mese nell’incantevole cornice di Piazza del Popolo.

La Corsa dei cavalli di ferro spinti a mano

La Corsa dei cavalli di ferro spinti a mano

Cucina tradizionale
Quella lodigiana è una gastronomia semplice, quasi essenziale, che si distingue soprattutto per la produzione casearia e che mostra, senza timore, la sua caratteristica origine agricola. Tre infatti sono gli ingredienti che la fanno da padrone: il burro, il formaggio e gli insaccati di maiale. Fra i primi piatti, immancabili sono i minestroni e le innumerevoli tipologie di risotto, frutto di sperimentazione culinaria che si mischia alla tradizione. Tra i secondi, il più caratteristico consiste nella trippa de San Bassan, quasi un dovere il 19 gennaio, festa del Patrono di Lodi. Da segnalare il salame lodigiano legato a mano in budello naturale da selezionate carni suine. In tema di produzione casearia lodigiana però non si può non nominare il Grana o Granone lodigiano, le cui forme, ancora giovani, vengono tagliate a metà per essere successivamente raschiate con un apposito strumento fino ad ottenere la “raspadura” ovvero lingue sottilissime di formaggio, specialità ormai rara. Lodi si pregia di essere il vero luogo di nascita di un altro famosissimo e utilizzatissimo formaggio: il mascarpone, preparato con la panna di latte. Una tradizione culinaria forte e sentita quella di Lodi, che custodisce gelosamente per far si che non vada persa.

Il Granone lodigiano e la raspadura

Il Granone lodigiano e la raspadura

Sport
Anche se il sapore antico e tradizionale la fa da padrone, nelle attività sportive Lodi rivela il suo lato più avanguardista, tra gli sport più praticati infatti vi è l’hockey su pista. Ma ciò che colpisce i turisti, soprattutto i più sportivi, sono la molteplicità di teatri all’aperto che consentono di sperimentare diverse attività: anche se non toccata dal mare la provincia lodigiana offre paesaggi pianeggianti o collinari che ben si prestano a gite in bicicletta, mountain bike, oppure nordic walking. Il comune di Lodi in particolare, tutti gli anni, attiva una serie di corsi gratuiti per coloro i quali vogliono sperimentare nuove attività sportive.

Vista della città di Lodi

Vista della città di Lodi

Lodi e la sua provincia sono il sommo guardiano della tradizione lombarda, senza tuttavia intimidire le nuove proposte che consentirebbero la crescita economico-culturale. Un territorio antico, capace di tenersi al passo con i tempi, da visitare con l’intento di ritrovare le proprie origini.

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Tortelli Cremaschi | La ricetta e la tradizione

I Tortelli Cremaschi non sono un semplice piatto dal sapore dolce e speziato, ma un’importante tradizione cremasca

L’Italia è la culla del buon cibo, di piatti genuini e saporiti. Ogni regione, ogni città, ha la sua importante tradizione, e ciò per Crema è ancora più importante. I Tortelli Cremaschi sono un unicuum della gastronomia italiana, un piatto senza simili né varianti, che i Cremaschi portano nel cuore.

La Storia

Detti Turtèi in dialetto, sono un piatto che sembra essere nato durante la lunga dominazione veneziana, per via del fatto che sono una tradizione unicamente della diocesi di Crema, antico dominio della Serenissima, e per gli ingredienti, come amaretti, spezie e uva, per i quali Venezia aveva il monopolio. I tortelli sono il piatto fondamentale nelle feste, che siano matrimoni, sagre di paese o semplici ricorrenze familiari. Addirittura ogni famiglia, ogni paesino, ha la propria ricetta, nel pieno rispetto, però, della tradizione originale.

A Crema c’è un festa, che si svolge da circa trent’anni in Agosto: la Tortellata Cremasca, dove i tortèi vengono celebrati, si beve e si mangia in allegria.

Ingredienti

icon 300 gr di amaretti                                                         icon 100 gr di marsala

icon 100 gr di uvetta                                                             icon 1 kg di farina

icon 50 gr di cedro candito                                                  icon 100 gr di burro

icon 1 uovo                                                                          icon 1 mostaccino

icon 200 gr di grana                                                             icon 2 mentine

 

Preparazione: 1 ora

Dosi: 16

Costo: medio

La preparazione

Per prima cosa bisogna tritare gli amaretti al cacao, il mostaccino (un tipico biscotto speziato della zona che puoi trovare nelle drogherie) e due mentine. A questo punto riduci in una sorta di purea l’uvetta ammollata e uniscila con il cedro.

Quando hai finito aggiungi un uovo intero, 100 gr di grana, mezzo bicchiere di marsala, la buccia grattugiata di un limone, una grattatina di noce moscata, sale q.b e lascia riposare il tutto per un’intera notte in frigorifero.

A questo punto puoi iniziare a preparare la sfoglia con farina, uova, acqua e sale, tritando il tutto per ottenere l’impasto. Dopo averlo steso in una sfoglia molto sottile prendi un bicchiere con un diametro di circa 6 cm e ricava dei dischi dalla pasta. All’interno riponi circa 20 gr di ripieno (circa un cucchiaino per intenderci) e chiudi il tortello, pizzicandolo sui bordi vuoti.

Tortelli_cremaschi

Fatto ciò sei finalmente pronto per cuocere i tuoi primi Tortelli Cremaschi buttandoli nell’acqua bollente appena prima che bolla. Fatto questo lasciali cuocere per circa 20 minuti mentre sciogli il burro che andrai a versare assieme ad un po’ di salvia e al restante grana.

 

Ed ecco finalmente pronti questo delizioso primo piatto tipico di Crema. E se non ti fossero venuti bene?

La soluzione è semplice! Vieni a trovarci nella bellissima Crema, dove potrai trovare gli unici veri Tortelli Cremaschi.