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Asolo: lo scrigno della Marca

Asolo: il cuore della Marca

Per gli amanti del turismo culturale una delle mete più ambite è sicuramente la Marca Trevigiana, ricca di borghi, fortilizi e roccaforti risalenti all’epoca medioevale e dislocati strategicamente in tutto il territorio. Uno tra i più antichi e affascinanti è Asolo, comune di poco più di 9000 abitanti, entrato a far parte del club “I Borghi più Belli d’Italia”.

Asolo

La Storia
La storia di questo suggestivo agglomerato rurale inizia già nel medio paleolitico, ma una vera e propria testimonianza di villaggio primitivo si ha con l’età del bronzo (X-IX sec. a.C.) per affermarsi in età paleoveneta (VIII-I sec. a.C.). Sotto dominio romano Asolo divenne municipium e crebbe di importanza grazie alla sua posizione strategica (rialzata sui colli prealpini rispetto ad altri borghi della zona).
In età medioevale Asolo divenne a tutti gli effetti una cittadina militare e vide la costruzione di una imponente rocca (XII sec.). Passata sotto la Serenissima divenne sede di podesteria ciò permise di rafforzare le mura della rocca e l’autonomia locale. Iniziò così un periodo di prosperità per questo borgo che venne notevolmente popolato e accolse, a partire dal 1489, Caterina Cornaro regina di Cipro, accompagnata da una schiera di artisti e poeti.
Al termine della gloria veneziana Asolo fu presa di mira dalle potenze francese e austriaca, divenendo definitivamente possedimento di quest’ultima dal 1815 (si dovrà aspettare l’Unità d’Italia perché Asolo torni ad essere parte del Veneto). Dal 1928 il regime fascista costituì la Grande Asolo agglomerando ad essa alcuni comuni minori, situazione ristabilita dopo pochi anni. Oggi Asolo è un borgo ridimensionato che ha l’importante compito di testimoniare la ricchezza culturale italiana, frutto di anni di conquiste, lotte, cambiamenti culturali e ricerca di una stabilità.

Asolo

L’Asolo artistica

La ricchezza artistica di questo comune è percepibile già grazie alla vista mozzafiato che offre il territorio circostante. Dalla sommità del colle su cui si erge è infatti possibile vedere un quadro costituito da vigneti, rivoli d’acqua e zone boschive rese ancora più affascinanti dalle prime nebbie del mattino. Addentrandosi per le vie ciottolate di questa meravigliosa rocca la percezione dell’antico è così forte da indurre quasi a perdere il senso del tempo, sensazione che si accentua non appena si incontrano i primi edifici storici. La Chiesa di Santa Caterina (1346) mostra un ciclo di affreschi riguardanti la passione di Gesù ed è uno dei monumenti più suggestivi della città insieme al Palazzo della Ragione, sede attuale del Museo Civico contenente reperti archeologici e molti cimeli appartenenti alla grande attrice Eleonora Duse. Numerose sono inoltre le residenze signorili e le ville, testimoni del glorioso passato di questo fortilizio, per citarne alcune: Palazzo Beltramini, sede del municipio, l’abitazione di Eleonora Duse contenente alcuni scritti originali di Gabriele D’Annunzio, Villa Contarini degli Armeni risalente al XVI secolo e la Casa Longobarda. Testimonianze della rilevanza militare e aristocratica del borgo si hanno invece con l’imponente rocca, simbolo cittadino, situata in cima al monte Ricco e la Reggia di Caterina Cornaro divenuto sede del teatro Eleonora Duse.

Asolo

La cittadina Oggi

Asolo, soprattutto dal secondo dopoguerra sta vivendo un periodo di ritrovato equilibrio. Ridotta nelle dimensioni ma ugualmente viva e dinamica ogni seconda domenica del mese ospita un interessantissimo mercatino dell’antiquariato, disseminato per le vie del centro, colmo di mobili, argenteria, libri, stampe ed oggettistica antica. Orgoglio commerciale di questo centro rurale che sembra rimasto immune allo scorrere del tempo è la produzione di merletti, veri e propri capolavori tessili. Asolo è ancora oggi un piccolo prodigio di tecnica militare e capacità commerciali delle grandi potenze del passato. Roma, la Serenissima, l’Austria etc. hanno contribuito a rendere questa cittadina forte sia a livello architettonico che nell’animo di chi la abita, forgiando quel senso patriottico così sentito e vissuto.

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Il Prosecco di Valdobbiadene Millesimato: l’accompagnamento perfetto

Tra i vini più conosciuti e apprezzati d’Italia, il Prosecco di Valdobbiadene Millesimato è sicuramente anche uno dei vini più versatili e capaci di abbinarsi perfettamente a numerosi piatti. Che ne dici di un aperitivo con un bicchiere di Prosecco di Valdobbiadene Millesimato accompagnato da stuzzichini e affettati, oppure a di buon pasto a base di risotto con l’accostamento di un buon Valdobbiadene per esaltarne il sapore? L’incredibile versatilità di questo vino, i suoi profumi e il sapore delizioso lo rendono una presenza fondamentale sulla tavola degli italiani, alleato sopraffino durante i momenti di convivialità.

Il Prosecco di Valdobbiadene Millesimato: le tipologie principali

Il Prosecco è un vino bianco a Denominazione di Origine Controllata (DOC) prodotto in Veneto e in Friuli-Venezia Giulia. Ha conseguito nel 2009 la denominazione di origine controllata (DOC), incrementando la qualità. In alcune zone il vino ha assunto anche il marchio DOCG, simbolo di un’ulteriore garanzia certificata, come ad esempio il Prosecco di Conegliano-Valdobbiadene e il Prosecco Montello e Colli Asolani. Accade anche che in un’annata particolarmente favorevole il viticultore può decidere di non destinare le uve raccolte, all’assemblaggio di vini-base ma decide, quindi, di creare un vino con uve di una sola vendemmia. In questo caso si parlerà di Vino Millesimato. Il Prosecco di Valdobbiadene Millesimato DOCG, prodotto nel trevigiano, è quindi sicuramente uno dei vini con maggiore garanzia di alta qualità. Il Prosecco è ottenuto a partire dall’uva Glera. Un tempo si raccoglieva l’uva e si faceva fermentare come la maggior parte dei vini ottenendo un vino tranquillo (senza bollicine). Accadeva però che in certe annate con inverni freddi e primavere calde, il vino fermentasse una seconda volta dando origine alle bollicine. Oggi la gran parte del Prosecco si ottiene con una fermentazione in autoclave che ne preserva la fragranza ed i profumi. Tuttavia esiste anche un Prosecco storico (fino agli anni 60) che si chiama ‘col fondo’ ed è ottenuto con la rifermentazione in bottiglia. Esistono poi i Prosecchi fermi ai quali si aggiunge l’anidride carbonica. Le principali tipologie di Prosecco di Valdobbiadene Millesimato dunque sono essenzialmente tre: Spumante, Frizzante e Tranquillo, a seconda dell’effervescenza. In tutti i casi si tratta di un vino dal colore paglierino, dal profumo fine e sapore fresco. Ma vediamone le caratteristiche essenziali.

Il Prosecco di Valdobbiadene Millesimato Spumante
È il simbolo della denominazione e il più famoso, ha un’effervescenza persistente e un titolo alcolometrico volumico naturale di 11,0% vol. In base al contenuto di zucchero è suddiviso a sua volta in:
BRUT, o secco, il cui contenuto di zucchero è inferiore a 12 g/litro, con un sapore pieno, leggermente acidulo e fruttato;
EXTRA DRY, gusto secco arrotondato da una lieve nota dolce, il cui contenuto di zucchero è compreso tra 12 e 17 g/litro, con un sapore più morbido rispetto al BRUT;
DRY, appena poco dolce, il cui contenuto di zucchero è compreso tra 17 e 32 g/litro.

Il Prosecco di Valdobbiadene Millesimato Frizzante
È adatto per chi non ha grande esperienza di vini. Il suo gusto, molto giovane, incontra le esigenze di chi si avvicina a questa qualità di vino. Il Prosecco di Valdobbiadene Millesimato Frizzante è un vino leggero e asciutto, con il suo caratteristico colore giallo paglierino e un aroma intriso di note floreali e fruttate.
Viene spesso proposto come aperitivo e va degustato tra gli 8 e i 10 C°.

Il Prosecco di Valdobbiadene Millesimato Tranquillo
Nella versione ‘tranquilla’ del Prosecco di Valdobbiadene Millesimato, ovvero quella che prevede l’assenza di bollicine, il colore del vino risulta più carico rispetto alle versioni mosse mentre l’aroma appare invece meno espressivo e impattante rispetto a queste (l’assenza dello zucchero si fa sentire). Un prodotto è versatile e in grado di regalare la soddisfazione della sete immediata che pochi altri vini bianchi sono in grado di dare.

Prosecco

 Il Prosecco di Valdobbiadene Millesimato: con l’aperitivo

Quale miglior modo per rilassarsi passando un po’ di tempo con amici o colleghi se non godendosi un bel tramonto con un buon aperitivo a base di vino e qualche stuzzichino di accompagnamento?
Negli ultimi anni l’aperitivo è diventato un appuntamento soprattutto primaverile/estivo che migliora le giornate di moltissimi italiani, soprattutto nel fine settimana. Il momento dell’aperitivo, o happy hour, è una pratica che è andata sempre più perfezionandosi con il tempo. Ad accompagnare la bevanda (che sia più o meno alcolica o analcolica), ritroviamo una vasta offerta gastronomica, che va dalle tipiche patatine o noccioline, a qualcosa di più vario e ricercato come bruschette, affettati, formaggi e altre delizie per il palato. Così come gli stuzzichini, anche la scelta delle bevande si è mossa verso il cambiamento. Non tutti infatti amano cocktail con gradazioni troppo alte, motivo per cui la scelta ricade ormai sempre più spesso sul famoso spritz o sui vini freschi e giovani. Dunque tra i più quotati ritroviamo sicuramente il Prosecco, molto adatto per la sua peculiarità ad essere adatto all’aperitivo. Soprattutto nella sua versione Prosecco di Valdobbiadene Millesimato Spumante, le sue bollicine caratteristiche si sposano molto bene con qualsiasi tipo di stuzzichino, sia esso dolce che salato e ne esaltano le caratteristiche gustoso-olfattive. Per via del suo sapore leggero e fruttato, il Prosecco di Valdobbiadene Millesimato Spumante Brut lo si può bere anche da solo accompagnato da un’oliva. Molto in voga, anche per il suo prezzo maggiormente accessibile, un bicchiere di Prosecco di Valdobbiadene Millesimato Frizzante è utilizzato sempre più spesso durante l’orario aperitivo. Anche un Prosecco di Valdobbiadene Millesimato Tranquillo, grazie al gusto particolarmente fresco e “morbido”, e alle sue note fruttate, si affianca ottimamente a formaggi non stagionati, a focacce e ad altri diversi stuzzichini.

Il Prosecco di Valdobbiadene Millesimato: con l’antipasto

Il vino bianco come risaputo, va a braccetto con il pesce. Se si parla di antipasto sicuramente il pesce diventa spesso un must. Puoi svariare molto nella preparazione, dalle alici marinate all’insalata di mare, dalle cozze alla marinara al carpaccio di polpo e accompagnare con un bicchiere di Brut per permettergli di esprimersi al meglio, oppure da un bicchiere di Prosecco di Valdobbiadene Millesimato DOC FrizzanteProsecco di Valdobbiadene Millesimato Brut che si abbinerà perfettamente anche con un semplice antipasto a base di gamberetti o con del carpaccio di tonno e sarà perfetto con dei crostini imburrati e salmone (dato che le bollicine sgrassano). Le bollicine del Prosecco  di Valdobbiadene Millesimato sono ottime anche con i salumi, soprattutto quelli dal gusto più armonioso, come prosciutto cotto e mortadella. Meglio evitare invece gli abbinamenti con prosciutti più speziati, così come con formaggi erborinati o troppo stagionati.

: pesce crudo, salumi
No: prosciutti speziati, formaggi erborinati o stagionati

Il Prosecco di Valdobbiadene Millesimato: con i primi

Quando si passa ai primi, come non pensare ad un piatto di pasta o ad un buon risotto? Il Prosecco di Valdobbiadene Millesimato è un alleato perfetto per abbinarsi a tante tipologie di primi piatti. Ottimo con tanti tipi di verdure, il Prosecco di Valdobbiadene Millesimato Brut si esprimerà bene nei risotti alle verdure. Il Prosecco di Valdobbiadene Millesimato Dry asseconderà le note fruttate di piatti aromatizzati come ad esempio le minestre di legumi. Per gli amanti della pasta si consigliano dei rigatoni al salmone e pomodorini che possono essere arricchiti proprio dalla presenza di un bicchiere di bollicine. Un Prosecco di Valdobbiadene Millesimato Brut, in quanto molto indicato per il pesce, può essere l’ideale con dei primi piatti come gli spaghetti alle vongole o i risotti ai frutti di mare.

Si: risotti alle verdure, risotti ai frutti di mare, paste con pesce, minestre
No: paste con sughi speziati

Il Prosecco di Valdobbiadene Millesimato: con i secondi e i contorni

Come già detto il Prosecco di Valdobbiadene Millesimato si abbina perfettamente con moltissime varietà di pesce, dunque è il massimo con dei secondi come i filetti di orata o spigola, i molluschi dolci come le capesante e i crostacei, come i gamberi e gli scampi. Bene anche con polpo con patate, aragosta e sedano. Un Prosecco di Valdobbiadene Millesimato Extra Dry ti stupirà accanto al un pasce al forno o alla griglia. Abbinandosi anche alle verdure, il Prosecco è molto adatto anche ai contorni, per esempio a base di ortaggi verdi come zucchine o spinaci. Si può accostare benissimo anche a contorni come gli asparagi o il radicchio trevisano. I sapori amarognoli di questi due ortaggi, tipici della stessa zona di produzione del Prosecco di Valdobbiadene Millesimato, troveranno un gradevole contrasto con gli aromi del vino. Il Prosecco di Valdobbiadene Millesimato Dry può accompagnare i secondi a base di carne bianca e il sapore dei formaggi freschi. È molto adatto per esempio a dei piatti delicati come pollo o tacchino lessato con maioneseGli arrosti invece devono essere gustati con un bicchiere dal sapore intenso e corposo, come ad esempio un Prosecco di Valdobbiadene Millesimato Frizzante.

Si: filetti di pesce, molluschi dolci, crostacei, pesce al forno e alla griglia, ortaggi verdi e non, carne bianca, formaggi freschi, arrosti
No: carne rossa, formaggi stagionati

Il Prosecco di Valdobbiadene Millesimato: con il dolce

Per poter abbinare bene il vino ai dolci è necessario conoscerli bene entrambi per non rischiare di commettere errori. Un Prosecco di Valdobbiadene Millesimato Spumante si può abbinare ai dessert, facendo attenzione a seguire delle regole chiare. Abbinare il dolce al Prosecco significa conoscere la tipologia di spumante che si vuole servire a tavola: la pasta sfoglia e le crostate a base di frutta, sono ottime accanto alle versioni Dry. Questo tipo di spumante va servito fresco, a circa sette gradi e versato in calici non eccessivamente larghi ma neppure troppo stretti. Un Prosecco di Valdobbiadene Millesimato Dry o Extra-Dry si abbina molto bene anche con biscotti e pasticceria secca (senza creme).

Si: frutta fresca, biscotti e pasticceria secca
No: creme e gelati

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Se vuoi visitare le incantevoli colline di Valdobbiadene invece visita il sito: http://leterrazzehr.it/

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Conegliano: tradizioni al passo con i tempi

Il lato storico di Conegliano

La Marca trevigiana si presenta agli occhi di turisti e residenti come un labirinto pieno di meraviglie tutte da scoprire. Ad ogni angolo una rocca, un castello, un forte spiccano per lasciare tutti a bocca aperta. L’incantevole città di Conegliano ne è la prova, ricca di monumenti ed edifici che testimoniano quanto sia intenso il percorso storico Veneto.

Il Castello
Uno dei tratti più caratteristici per chi visita Conegliano è sicuramente il Castello, situato in posizione strategica sulla cima del Colle di Giano e risalente al XII secolo. Oggi il fortilizio è adibito a Museo Civico, che accoglie una corposa galleria di affreschi e quadri provenienti da altri luoghi storici del territorio trevigiano, una serie di arredi del 1500-1600 comprendenti cassapanche e armature, la sezione archeologica con reperti che vanno dal paleolitico all’età romanica ed un lapidario. Sulla sommità di questo incantevole maniero un’ampia terrazza offre l’opportunità di una vista che spazia dalle montagne al mare.

Castello

Il centro storico
Via XX Settembre (Contrada Granda) e Piazza Cima, sono la base del caratteristico centro storico di Conegliano che per secoli ha rappresentato il nucleo, in continuo fermento, dell’economia e della cultura cittadina. La via rappresenta inoltre il fondamento del tessuto storico urbano, disseminato di strutture architravate e muri ornati con affreschi, sulla quale sono nati, a partire dal XV secolo, una serie di eleganti palazzi signorili oltre al Duomo, il Teatro Accademia e il Palazzo Comunale.

Contrada Granda

Il Duomo
Risalente al XIV secolo, il Duomo di Conegliano è una struttura religiosa che sorge tra i palazzi della Contrada Granda. La particolare facciata è contornata di archi a sesto acuto e mostra un affresco murale che, per le sue importanti dimensioni, è considerato il più esteso del Veneto. Sia questo che gli affreschi interni sono risalenti al Cinquecento e sono opera del Pozzoserrato. L’architettura interna prevede tre navate  che accolgono l’unica opera del Cima rimasta nella sua città natale: la Pala, datata 1492 e ubicata alle spalle dell’altare maggiore. Altre opere di artisti famosi quali Francesco Beccaruzzi, Ludovico Pozzosserrato e Palma il Giovane, sono disseminate lungo le navate laterali.

Il Duomo

Conegliano: non solo Cultura

Seppur interessantissima e stimolante dal punto di vista culturale, Conegliano non si limita ad essere solo un borgo ricco di palazzi storici da visitare. Questa cittadina ha saputo nei secoli rinnovarsi e stare al passo con i tempi, diventando oggi, uno dei punti nevralgici per il divertimento trevigiano sia per famiglie che per giovani. Locali ed eventi per passare la serata, con iniziative musicali talvolta promosse dalla stessa amministrazione comunale, rendono Conegliano una cittadina giovane e viva, che tuttavia non dimentica le tradizioni.

Lo Spritz Trevigiano
Se ci si trova a girare per la provincia di Treviso verso le sei di sera, è impossibile non ordinarsi un freschissimo Spritz! Lo Spritz, è un aperitivo alcolico di origine veneta/austroungarica. Non è solo una bevanda ma una vera e propria tradizione territoriale che rappresenta un punto d’incontro tra diverse generazioni. La metodologia di preparazione è diversa da locale a locale ma generalmente viene fatto con Prosecco, acqua minerale ed Aperol o Campari, che gli conferiscono la tipica colorazione rossa. Va infine servito con ghiaccio, fettina di limone o di arancio.  Divenuto sempre più famoso, lo Spritz ha contribuito a creare il concetto di apericena, poiché solitamente viene accompagnato da “cicchetti” tipici da gustare: affettati, formaggi, verdure grigliate, patatine. Si sa i veneti sono buone forchette.

Spritz

La Dama
Altra tradizione molto importante per i coneglianesi è la Dama. Due manifestazioni in particolare celebrano questo antico gioco: a giugno nel centro storico si svolge la Dama Castellana che consiste in una partita a Dama in cui le pedine sono sostituite a personaggi in carne ed ossa e vestiti con costumi rinascimentali; a settembre invece, si svolge l’Enodama, un torneo di Dama in cui le pedine sono calici di vino bianco e vino rosso, con lo scopo di valorizzare le aziende vitivinicole del territorio.

Dama

Conegliano, perfettamente allineato con arte, cultura, tradizioni e modus vivendi della Marca trevigiana è una città tutta da vivere e scoprire, e senza ombra di dubbio, saprà restare nel cuore di ogni  visitatore.

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Gli Alpini invadono Treviso

“Di qui non si passa!” tuonava il primo ispettore generale degli Alpini Luigi Pelloux nel 1888 in occasione del banchetto ufficiale in onore dell’imperatore di Germania in visita a Roma. Ed ancora oggi, a 129 anni di distanza, questo motto viene preso alla lettera dalle Truppe di montagna dell’Esercito italiano che hanno festeggiato a Treviso la 90° adunata nazionale del Piave tenutasi tra il 12 e il 14 Maggio 2017 (la seconda domenica di Maggio come da tradizione), invadendo la provincia trevigiana e paralizzando il traffico in un tripudio di sfilate e festeggiamenti fino a notte fonda. Durante tutte e tre le giornante, per l’occasione, gli Alpini di tutto lo stivale si sono mobilitati per raggiungere il Veneto e celebrare il ricordo della prima adunata spontanea tenutasi sul monte Ortigara, nel vicentino.

Gli Alpini invadono Treviso

31Il Programma
Il programma previsto, fitto di eventi si è aperto alle h 9:00 del 12 Maggio con l’ Alzabandiera e la deposizione della corona al Monumento ai caduti in Piazza della Vittoria. In Zona Porta Fra Giocondo successivamente è stata inaugurata la Cittadella degli Alpini e l’opera in Parco G. Mazzotti realizzata dalla Protezione Civile. Nel pomeriggio poi sono cominciate le sfilate ufficiali dei Gonfaloni della provincia e del comune di Treviso con, in testa, il Labaro Ana (simbolo dell’Associazione) e la Bandiera di Guerra. Il giorno seguente la parata è continuata con i Gonfaloni delle delegazioni di altri comuni del trevigiano, gli interventi delle istituzioni primarie legate all’evento ovvero il Presidente nazionale al S.O.N., Protezione Civile Ana e Ospedale da Campo Ana e il saluto del sindaco e del Presidente nazionale a tutte le autorità. L’ultimo giorno la sfilata ha proseguito il suo corso con tutte le restanti delegazioni territoriali per chiudersi con il passaggio di consegna dell’incarico al sindaco di Trento (comune che ha ottenuto la responsabilità per l’adunata 2018).

Sfilata alpini

Non solo formalit
Durante il corso di tutte e tre le giornate ai momenti più formali con protagoniste le delegazioni e le massime autorità si sono intervallate iniziative ludiche, massima espressione dell’unione del gruppo Alpini di tutto il territorio italiano. Ecco allora che Treviso si è trasformata in una “cassa a cielo aperto” con i cori di cappelli piumati disseminati in 11 diverse piazze opportunamente segnalate. Un momento in cui poter liberare la voce e sentirsi parte di un gruppo che da oltre un secolo fa del patriottismo il proprio culto. Ad accompagnare le voci più o meno mature di Alpini e civili gli strumenti di oltre 30 fanfare che hanno contribuito ad aumentare il senso di festa e di unione tipico delle “Penne Nere”.

Fanfara Alpini

Il miglior benvenuto
Quale miglior benvenuto di un bel prosecchino per una massa di Alpini convogliati in tutta la marca trevigiana?
L’intera produzione vitivinicola della zona garantita da Consorzi di Tutela si è messa al servizio degli amici Alpini per accentuare il clima di festa che ha dilagato senza alcun imprevisto per tutto il week end, offrendo un ricco percorso enogastronomico in un territorio che in precedenza ha “accolto” a malincuore le trincee e le “ferite” della Grande Guerra che resteranno incastrate nella nostra memoria per sempre.

Gli Alpini e il prosecco

Laddove un tempo si è sofferto molto, Treviso in tutto il suo consueto splendore ha tamponato dolore e pena con canti, musica, solidarietà, gioia di vivere e di essere partecipe della nostra storia.  Perché solo con l’unione si può porre fine al conflitto, solo con la solidarietà si può urlare all’odio “DI QUI NON SI PASSA!”.

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Ville Venete: magnificenza monumentale

Se si vuole ritrovare storia, arte e cultura racchiuse insieme come in uno scrigno, il posto giusto è la Marca trevigiana, una magica porzione di Veneto disseminata di oltre 4.000 edifici, definiti comunemente Ville Venete, ognuno con la propria origine e le proprie caratteristiche, contestualizzate in un quadro politico-sociologico ed economico che interessa non solo il territorio e le strutture in se ma anche l’origine delle famiglie che hanno contribuito nel tempo ad arricchire il patrimonio artistico veneto grazie all’intervento di molteplici architetti, pittori e scultori. Descrivere tutte le strutture che rientrano in questo affascinante circuito sarebbe davvero impossibile, ecco allora una piccola selezione che consente solo di avvicinarsi a capire l’immensa ricchezza artistica della provincia di Treviso.

Le Ville

Villa Pisani (Stra)
Parlando del circuito delle Ville Venete il primato per sfarzosità e magnificenza spetta sicuramente a Villa Pisani, un monumentale edificio di ben 114 stanze. Detta la “Regina delle Ville Venete” o “La Nazionale”, Villa Pisani, situata a Stra a cavallo tra la provincia di Treviso e quella di Venezia, rappresenta un gioiello di architettura e design, connubio perfetto tra lo stile del tardo ‘700 e quello ottocentesco. Degni di nota sono anche la grande quantità di ettari che si estendono adiacenti la Villa; un parco, famoso per il suo intricato labirinto di siepi di Bosso, che funge da cornice perfetta alla grande protagonista.

Villa Pisani

Villa Pisani

Villa Barbaro (Maser)
Questa incredibile Villa, situata a Maser, nasce dal genio del più importante architetto di tutti i tempi, Andrea Palladio. Fu costruita tra il 1554 e il 1560 per volere dell’umanista Daniele Barbaro e suo fratello. Gli interni furono invece affidati alla mano di un altro dei massimi esponenti del periodo, Paolo Veronese, che la arricchì di affreschi ammirabili ancora oggi e che fanno di questa strabiliante abitazione signorile, un gioiello non solo da ammirare ma anche preservare; la Villa infatti è inserita nel Patrimonio dell’UNESCO.

Villa Barbaro

Villa Barbaro

Villa Giustinian (Roncade)
Detta il “Castello di Roncade” dall’omonima cittadina su cui posa le sue fondamenta, questa atipica Villa Veneta è munita di vere e proprie cinte murarie che la rendono assolutamente diversa da tutte le altre Ville del circuito. Durante la seconda guerra mondiale fu occupata da un comando tedesco e proprio le cinte murarie furono gravemente danneggiate, successivamente fu poi ristrutturata per poterla riportare al suo iniziale splendore.

Villa Giustinian

Villa Giustinian

Villa Rovero (San Zenone degli Ezzelini)
Voluta da Girolamo Di Rovero, questa Villa situata a San Zenone degli Ezzelini, restò immutata per tutto il ‘600. Solo a partire dal 1710 subì tutta una serie di cambiamenti che la portarono ad avere l’attuale conformazione. Questa Villa è estremamente legata al territorio circostante e alla stessa popolazione che ricorda ancora oggi come fin dal XVII secolo, all’interno del complesso, furono decisi mediante appositi contratti con la Famiglia Rovere, feudataria dell’epoca, il futuro destino dei propri antenati sia per la terra che per le abitazioni.

Villa Rovero

Villa Rovero

Palazzo Pretorio (Asolo)
Asolo rappresenta solo un piccolo punto nella vastità culturale della Provincia di Treviso, tuttavia concentra su di se il fascino strategico dell’Antica Roma. Il Palazzo pretorio, nominato per la prima volta dall’Imperatore romano Ottone I in un atto del 969, acquisisce precisamente la sua denominazione, e ne indica quindi l’origine, in epoca romana. Esso infatti si trova in posizione strategica tra Patavium (Padova) e la via commerciale Claudia Augusta Altinate. Questo palazzo testimonia quanto importante fosse non solo ostentare la sfarzosità ma anche studiare i posizionamenti strategici per rendere economia, difese e comunicazioni di un Impero davvero forti ed efficienti.

Palazzo Pretorio

Palazzo Pretorio

A riconferma di quanto il mondo della Marca trevigiana sia ricco di sfumature storiche queste ville provenienti da diversissime epoche e disseminate in tutto il territorio offrono uno spunto stimolante per conoscere le nostre origini. Alla ricerca di ciò che siamo stati, attraverso ciò che tanto gelosamente abbiamo preservato nei secoli.

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Treviso: un ottimo connubio tra passato e futuro

Treviso: un ottimo connubio tra passato e futuro

La provincia di Treviso detta anche Marca Trevigiana è un affascinante scrigno ricco di storia, tuttavia all’avanguardia e proiettato nel futuro. Passato e presente si intersecano impeccabilmente creando una suggestione antica dal sapore futuristico. Roccaforti si alternano a centri ecosostenibili, cammini culturali a palazzi moderni; un equilibrio perfetto che descrive tutto il percorso storico avvenuto e quello che verrà.

Luoghi di cultura
Testimoni dell’epoca medioevale sono le numerose roccaforti e fortilizi sparsi per tutta la Marca, un tragitto culturale affascinante e tutto da scoprire. Un esempio sono Castelfranco Veneto e Portobuffolè, dapprima piccole rocche successivamente evolutesi  in veri e propri centri abitati; senza dimenticare il fascino decadente di Treviso, vera e propria città murata collegata, lungo le vie, da corridoi arcati che permettono eleganti passeggiate nell’intervallo tra un luogo culturale e l’altro, fino a portare all’imponente chiesa di San Nicolò, situata nel cuore della città. Numerosi anche i castelli fortificati, anch’essi disseminati per tutta la provincia: Castelbrando, suggestiva dimora edificata sulla vetta del colle di Cison di Valmarino, il Castello di San Martino a Caneda, sede tutt’ora vescovile o ancora il Castelat, rocca di origine caminese, parzialmente distrutta dai turchi in epoca medioevale.

Corridoi arcati di Treviso

Corridoi arcati di Treviso

Eventi culturali 
Nella cornice di palazzi storici incantevoli e quasi al di là del tempo, il 2017 offrirà un calendario di iniziative ed eventi, denso e molto interessante oltre che all’avanguardia. Ne sono un valido esempio i Treviso Innovation days che si svolgeranno il 26 maggio, presso il complesso Sant’Artemio di  Treviso.  Il premio «Startup Trevigiana dell’anno», andrà̀ alla migliore startup innovativa del territorio; a contendersi  il premio saranno quindi le 10 migliori nuove imprese della Provincia di Treviso, le quali concorreranno anche al premio speciale Ascotrade “Energia per il futuro” con l’intento di premiare il progetto imprenditoriale con il maggior livello di Smart Energy.   Anche dal punto di vista artistico (musicale, teatrale e pittorico), Treviso risulta essere una provincia al passo con i tempi ma senza mai scordare il suo passato; previsti infatti gli spettacoli di artisti attuali del calibro di Pintus, Ligabue e Giorgia, intervallati da mostre (“Bellini e i belliniani”) o rappresentazioni (“Passione di Cristo, sacra rappresentazione vivente”) che ci riportano suggestivamente a tempi antichi, quasi mistici.

Sant'Artemio

Sant’Artemio

Gastronomia
Anche i numerosissimi eventi legati alla cucina tipica, diversi a seconda della cadenza stagionale, raccontano metodi di cottura tramandati nel tempo o solo recentemente inventati e riadattati alla cucina locale, trovando così un punto d’incontro. Tra i più importanti ricordiamo il Prosecco Wine tour che si protrarrà per tutto l’anno e che porterà alla scoperta dei prosecchi di origine trevigiana, considerati tra i più buoni al mondo; la fiera della birra artigianale di Santa Lucia di Piave (in corso, fino al 09 aprile) , caratteristica per la particolare produzione della stessa sia con metodo tradizionale che innovativo, o ancora la Festa di San Marco (Chiarano) che dal 21 aprile al 01 maggio proporrà diversi stand enogastronomici arricchiti da gruppi musicali in concerto, spettacoli di danza e dimostrazioni sportive. Un perfetto connubio tra tradizione ed evoluzione lo troviamo anche nel Museo del Caffè Dersut realizzato in un edificio storico ubicato nei pressi dell’azienda oggi tecnologicamente avanzata. La ricca esposizione comprende un percorso storico didattico intitolato “…dalla pianta alla tazzina, viaggio nella storia del caffè…” che permette al visitatore di scoprire e conoscere l’intera filiera dell’espresso. Il Museo è suddiviso in quattro sezioni che terminano con la sala degustazione e formazione dove sono già operativi i corsi per esercenti e aspiranti baristi. Cultura e tecnologia si fondono insieme per divulgare nel mondo la storia del caffè espresso.

Attività sportive

Importante, quasi fondamentale, per una provincia in fermento come Treviso, è dare spazio a eventi di carattere sportivo che permettano ai cittadini della Marca di vivere non solo i palazzi storici ma anche i contesti naturali. Treviso si rivela una palestra a cielo aperto e le iniziative sono numerosissime. Sempre attive infatti le escursioni in mountain-bike, nordic walking o per i più temerari anche il trekking. Riguardo queste attività riscuotono successo anche le molteplici competizioni e incontri a esse legate. Per citarne alcune: International Nordic Walking Trail Meeting (maggio – Valdobbiadene) , Prosecchissima (aprile – Miane) e Gunn Rita Marathon Gran Fondo del Montello (giugno – Montebelluna). Ma non solo a piedi o in bici la provincia veneta si fa teatro di paesaggi meravigliosi: in parapendio o col paracadute le Prealpi trevigiane mostrano tinte e sfumature che, accompagnate all’adrenalina di attività non proprio consuete, le rendono davvero uniche.

Prealpi trevigiane

Prealpi trevigiane

Raccontare la molteplicità di eventi, luoghi e tradizioni, perfettamente integrate con la prospettiva al futuro, della provincia di Treviso, è inimmaginabile. Basta davvero poco per restarne affascinati e volerla vivere appieno. Per scoprire ogni tassello di questo suggestivo lembo di terra situato nel centro perfetto del triveneto, l’unico consiglio che si può dare, è: “Provare per credere!”